Modello 730 precompilato per una persona deceduta, come si presenta e a chi vanno i rimborsi

Gli eredi devono presentare la dichiarazione dei redditi per i cari che sono venuti a mancare, anche usando il Modello 730 precompilato

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

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Gestire l’eredità di una persona cara non è solo un processo emotivo e familiare, ma comporta una serie di adempimenti burocratici che possono apparire complessi. Tra questi, uno dei più rilevanti è la presentazione della dichiarazione dei redditi. Grazie alla digitalizzazione, oggi è possibile gestire il Modello 730 precompilato di una persona defunta direttamente da casa, a patto di conoscere le procedure corrette per l’abilitazione e le regole per il conguaglio fiscale.

Chi è tenuto a presentare il Modello 730 precompilato

Quando un contribuente viene a mancare, i suoi obblighi fiscali relativi ai redditi percepiti nell’ultimo periodo di vita si trasferiscono agli eredi. Non si tratta di una facoltà, ma di un obbligo di legge previsto dall’articolo 65 del Dpr n. 600/73, che stabilisce la responsabilità solidale degli eredi per le obbligazioni tributarie del defunto.

La dichiarazione deve essere presentata se il deceduto, nell’anno d’imposta di riferimento (o nell’anno della scomparsa):

  • ha percepito redditi che superano le soglie di esonero;
  • deve recuperare detrazioni (spese mediche, ristrutturazioni edilizie, carichi di famiglia);
  • possedeva immobili o altre rendite finanziarie non soggette a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta.

Come si accede ai dati del defunto inline

Il primo ostacolo è l’accesso ai dati. Molti commettono l’errore di provare a entrare nel cassetto fiscale del caro scomparso utilizzando le sue credenziali Spid o Cie. Questa pratica, oltre a essere tecnicamente complessa (spesso le identità digitali vengono revocate dopo il decesso), non è corretta dal punto di vista procedurale.

L’Agenzia delle Entrate ha previsto una procedura specifica per permettere a un erede di agire in nome e per conto del contribuente deceduto. Per visualizzare il 730 precompilato della persona defunta, l’erede deve:

  • accedere alla propria area riservata utilizzando le proprie credenziali digitali;
  • richiedere l’abilitazione all’interno della sezione Mio profilo, dove è presente una funzione dedicata alle utenze di lavoro per conto di terzi;
  • caricare la documentazione – quella richiesta in questa fase è una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (ai sensi del Dpr 445/2000) che attesti la qualità di erede.

Una volta ottenuta l’autorizzazione (solitamente entro pochi giorni lavorativi), l’erede troverà nel proprio menu di navigazione una funzione Cambia utenza, che gli permetterà di agire come se fosse il contribuente deceduto, visualizzando la precompilata già caricata con i dati in possesso dell’Anagrafe Tributaria.

Modello 730 o Modello Redditi PF: quale scegliere?

Fino a pochi anni fa, per i contribuenti deceduti era obbligatorio presentare il Modello Redditi Persone Fisiche. Oggi la normativa si è semplificata e permette l’uso del Modello 730 in casi specifici.

Il Modello 730/2026 può essere presentato per conto della persona deceduta solo se:

  • il decesso è avvenuto nel 2025 o entro la scadenza dei termini di presentazione della dichiarazione;
  • il defunto avrebbe avuto i requisiti per presentare il 730 (ad esempio era un pensionato o un lavoratore dipendente).

Il limite del sostituto d’imposta

Per il defunto non esiste un sostituto d’imposta che possa effettuare i conguagli in busta paga o sulla pensione. Pertanto:

  • in caso di debito d’imposta, l’erede dovrà effettuare il pagamento tramite modello F24;
  • in caso di credito d’imposta, il rimborso non arriverà con la pensione, ma sarà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente dell’erede (o degli eredi pro-quota) previa comunicazione delle coordinate Iban.

Come si compilano il frontespizio e i quadri

Quando si apre il Modello 730 precompilato della persona defunta, bisogna prestare attenzione alla compilazione dei dati anagrafici.

Chi è il dichiarante

L’erede che presenta la dichiarazione deve indicare i propri dati nel riquadro apposito. È fondamentale barrare la casella relativa alla condizione di erede e inserire il proprio codice fiscale. Se ci sono più eredi, la dichiarazione va presentata da uno solo, che si assume la responsabilità della veridicità dei dati inseriti.

Spese detraibili: cosa controllare

Il vantaggio della precompilata è che l’Agenzia delle Entrate inserisce già molte spese (farmacie, visite specialistiche, interessi del mutuo). Tuttavia, l’erede deve verificare:

  • le spese sostenute dal defunto fino al giorno del decesso, detraibili al 19% nella sua dichiarazione;
  • le spese sostenute dagli eredi per il defunto, tra cui le spese funebri, che sono detraibili dall’erede che le ha effettivamente pagate (se pagate da più eredi, la detrazione va ripartita);
  • se il defunto stava beneficiando di detrazioni per ristrutturazioni (10 rate annuali) – le quote residue si trasmettono all’erede che conserva la detenzione materiale e diretta dell’immobile.

Le scadenze da non dimenticare nel 2026

Presentare la dichiarazione in ritardo espone gli eredi a sanzioni amministrative. Le date da segnare sul calendario per il 2026 sono:

  • il 30 settembre 2026, ossia il termine ultimo per l’invio del Modello 730 (anche per i deceduti). Per poterlo utilizzare le persone devono essere venute a mancare prima del 30 settembre 2025;
  • il 2 novembre 2026 (il 31 ottobre è di sabato), che corrisponde al termine per l’invio del Modello Redditi Pf (necessario se il decesso è avvenuto tra il 1° ottobre e il 31 dicembre 2025).

Come gestire i rimborsi e i pagamenti

Il rimborso spettante al defunto non va perduto. Una volta inviato il 730, l’Agenzia delle Entrate verifica la spettanza del credito, poiché non c’è un datore di lavoro che anticipa i soldi, l’AdE emetterà un pagamento diretto:

  • se l’erede ha fornito il proprio Iban tramite la procedura di accredito rimborsi su conto corrente, la somma verrà versata lì;
  • in alternativa, verrà inviato un vaglio della Banca d’Italia.

Se la dichiarazione è a debito

L’erede riceverà un Modello F24 precompilato con l’importo da pagare. I pagamenti possono essere effettuati tramite l’home banking o presso uffici postali e tabaccai.

Per i debiti tributari del defunto, gli eredi rispondono in proporzione alle rispettive quote ereditarie, ad eccezione delle imposte sui redditi, per le quali vige la responsabilità solidale.

A cosa stare attenti

Presentare il 730 precompilato per una persona defunta può indurre in errore i meno esperti. Ecco i più frequenti:

  • la dichiarazione dei redditi e l’Imu viaggiano su binari diversi – se il defunto possedeva immobili, gli eredi devono presentare anche la dichiarazione Imu e pagare l’imposta per la quota di possesso dal giorno del decesso in poi;
  • anche se l’Anagrafe Comunale comunica i dati, è sempre bene assicurarsi che lo stato civile nell’Anagrafe Tributaria sia aggiornato prima di procedere con l’abilitazione;
  • l’erede non può far conguagliare il credito del defunto sulla propria busta paga – i due flussi finanziari devono rimanere distinti.