Per milioni di contribuenti il 30 aprile è sinonimo di 730 precompilato. A partire da questa data si può accedere infatti al modulo, con oltre 1,3 miliardi di dati fiscali già caricati dall’Agenzia delle Entrate. Ma alla vigilia del debutto è scoppiato l’allarme per errori nelle Certificazioni Uniche trasmesse dai sostituti d’imposta, con il rischio di compromettere detrazioni e benefici fiscali per migliaia di contribuenti.
Il Fisco ha però rassicurato che le anomalie segnalate sono state corrette o sono comunque in fase di rettifica. E, soprattutto, che i controlli fiscali non avranno luogo e i rimborsi saranno rapidi per chi accetta la dichiarazione senza modificarne i dati. Tradotto: se si aggiunge anche solo una ricevuta di una spesa sanitaria, scatteranno gli accertamenti.
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La quiete dopo la tempesta sugli errori nel 730 precompilato
Il caso è nato dopo la segnalazione della Cgil e dei Caf, che hanno evidenziato una quota significativa di CU con errori formali e sostanziali. Secondo il sindacato, alcuni moduli trasmessi da imprese, amministrazioni pubbliche e casse edili avrebbero riportato in modo errato la natura dei redditi da lavoro dipendente.
Un dettaglio tecnico ma decisivo, visto che da questa classificazione dipendono agevolazioni fiscali e detrazioni previste dalla legge di Bilancio. Il rischio era quello di perdere benefici economici spettanti o di trovarsi con una dichiarazione fiscalmente sbagliata. Il che inciderebbe sulla corretta qualificazione dei redditi e, di conseguenza, sull’accesso alle detrazioni fiscali e calcolo dell’Irpef.
Dopo l’allarme per la presenza di errori nel calcolo del nuovo taglio al cuneo fiscale, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta chiarendo che molte delle anomalie sono già state sanate e che le correzioni verranno recepite automaticamente dal sistema e aggiornate nella dichiarazione precompilata. Per quanto riguarda le date, fino al 14 maggio 2026 il 730 sarà disponibile solo in modalità consultazione per consentire il controllo dei dati prima della finestra d’invio. È proprio in questa fase che si potranno inserire eventuali rettifiche.
Quando scattano i controlli sul 730 precompilato
Se il contribuente modifica o integra i dati, anche operando una semplice correzione come l’aggiunta di una spesa medica mancante, scatta d’ufficio la procedura di controllo. Il che non si traduce necessariamente in un accertamento automatico, ma senza dubbio configura la possibilità concreta di verifica documentale. In particolare, l’Agenzia può chiedere ricevute, fatture e prove di pagamento tracciabili. E non solo sulla singola voce modificata: il controllo può estendersi all’intero blocco di spese della stessa categoria.
È il caso tipico delle spese sanitarie, dove una modifica può aprire la verifica su tutta la documentazione medica dell’anno in esame. Sul fronte dei controlli fiscali, le Entrate confermano dunque il principio già in vigore: chi accetta il 730 così com’è, senza modificare i dati precaricati, beneficia di una sorta di “scudo fiscale” sugli accertamenti.
Questo vale soprattutto per spese sanitarie, interessi del mutuo, assicurazioni e altre detrazioni già trasmesse da soggetti terzi. Il che, a sua volta, vuol dire meno verifiche e tempi più rapidi per ottenere eventuali rimborsi.
Spese sanitarie e 730, perché sono il punto più delicato
Le spese mediche rappresentano probabilmente il capitolo più sensibile della dichiarazione precompilata. Non sempre tutti i dati arrivano correttamente al Sistema Tessera Sanitaria, soprattutto per prestazioni private o professionisti che trasmettono la documentazione in ritardo. Questo circolo vizioso crea “buchi” nella dichiarazione. Il contribuente può correggere, ma deve sapere che:
- occorre la documentazione completa;
- il pagamento deve essere tracciabile;
- possono scattare i controlli del Fisco.
Come evitare errori e problemi con il 730 precompilato
Per questo motivo Caf e consulenti invitano a verificare bene ogni voce prima di inviare il 730 precompilato. La regola principale suonerà forse banale, ma alla fine risulta essenziale. Se si decide di modificare il modello, è indispensabile avere prove solide e facilmente recuperabili. In particolare è buona norma:
- verificare che la Certificazione Unica sia corretta;
- controllare spese mediche e detrazioni;
- conservare scontrini e ricevute;
- digitalizzare i documenti cartacei.