Detrazione mantenimento cane guida più alta nel Modello 730/2026: i nuovi importi

Novità nel Modello 730, sale la detrazione per il mantenimento del cane guida: limiti di spesa, chi può richiederla e codici da usare

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

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Il binomio tra Fisco e disabilità si è arricchito di un nuovo importante tassello. Con la Legge di Bilancio 2025, il legislatore ha deciso di rimettere mano a una misura ferma da troppo tempo: la detrazione forfettaria per il mantenimento del cane guida. Questa spesa, fondamentale per l’autonomia delle persone non vedenti, vede un incremento sostanziale che trova spazio per la prima volta nel Modello 730/2026.

Cosa cambia per il cane guida

La vera notizia per i contribuenti riguarda l’aggiornamento dell’importo destinato alle spese di mantenimento. Se fino all’anno d’imposta 2024 la cifra massima detraibile in misura forfettaria era fissata a 1.000 euro, la manovra finanziaria 2025 ha innalzato tale soglia a 1.500 euro.

Si tratta di un aumento del 50% che riconosce l’onerosità reale del sostentamento di un animale di grossa taglia addestrato per compiti così delicati (alimentazione specifica, cure veterinarie preventive, assicurazioni). Tuttavia, è bene fare attenzione alla tempistica: i nuovi importi sono validi per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2025 e, di conseguenza, saranno visibili nel Modello 730/2026.

Acquisto e mantenimento: due agevolazioni differenti

Nel mondo del fisco e del Modello 730, le agevolazioni per il cane guida non sono un blocco unico, ma si dividono in due binari paralleli che possono spesso coesistere, ma che seguono regole di compilazione e limiti di spettanza profondamente diversi.

La detrazione per l’acquisto del cane guida

L’acquisto di un cane guida è un investimento oneroso, spesso supportato da associazioni, ma che può ricadere direttamente sulle spalle del contribuente:

  • spetta una detrazione del 19% sull’intero costo sostenuto;
  • la detrazione può essere richiesta una sola volta in un periodo di quattro anni, a meno che l’animale non venga perso (decesso o smarrimento certificato);
  • a differenza del mantenimento, questa detrazione può essere fruita sia dal non vedente sia dal familiare di cui il non vedente risulti fiscalmente a carico.

La detrazione per il mantenimento

Questa è la voce che ha subito il recente rincaro a 1.500 euro. La sua particolarità risiede nella natura forfettaria:

  • il contribuente non è tenuto a conservare fatture o ricevute relative al cibo o alle visite mediche del cane per giustificare questa specifica cifra;
  • la detrazione spetta unicamente al non vedente. Anche se il soggetto è a carico di un familiare (ad esempio un figlio o un coniuge), quest’ultimo non potrà mai beneficiare del bonus mantenimento nel proprio Modello 730.

Istruzioni per la compilazione del Modello 730

Per non commettere errori nella dichiarazione dei redditi, è essenziale conoscere i codici e i quadri di riferimento.

Nel Modello 730, le spese per i cani guida vanno indicate nel Quadro E, Sezione I:

  • per le spese d’acquisto, si utilizza il rigo E5, con il codice specifico dedicato ai mezzi necessari all’accompagnamento e alla locomozione dei disabili;
  • per la detrazione forfettaria di mantenimento, occorre barrare l’apposita casella che identifica il possesso del cane guida (solitamente situata nella sezione dedicata alle detrazioni d’imposta per oneri).

Sebbene per il mantenimento non servano le prove di spesa, per l’acquisto vige l’obbligo della tracciabilità. Pagamenti in contanti non daranno diritto ad alcun rimborso Irpef.

La definizione di “non vedente”

Ai fini delle detrazioni nel Modello 730, la definizione di non vedente non è generica ma fa riferimento alla Legge n. 138 del 2001. Rientrano nella categoria:

  • i ciechi totali;
  • i ciechi parziali (con un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi);
  • gli ipovedenti gravi (con residuo visivo non superiore a 1/10).

Senza una certificazione rilasciata da una Commissione medica pubblica (Asl, Inps) che attesti una di queste condizioni, l’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la detrazione, anche in presenza di un cane regolarmente addestrato.

L’importanza della documentazione scolastica

Non basta che un cane sia bravo ad accompagnare il padrone. Per il fisco, il cane guida è solo quello proveniente da scuole di addestramento riconosciute.

Al momento di un eventuale controllo documentale da parte dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente deve essere in possesso di un certificato rilasciato dalla scuola che attesti che l’animale è stato addestrato per l’accompagnamento di persone non vedenti. Senza questa patente dell’animale, la detrazione nel Modello 730 decade.

Iva agevolata e detrazioni mediche

Oltre al Modello 730, chi acquista un cane guida gode di un altro grande vantaggio fiscale: l’Iva al 4%. Normalmente, l’acquisto di un animale domestico è soggetto all’aliquota ordinaria del 22%. Per i cani guida, invece, si applica un’aliquota super-ridotta direttamente al momento della transazione.

E se il cane ha bisogno di un intervento chirurgico costoso? In questo caso sorge spesso un dubbio: si può detrarre la fattura del veterinario oltre ai 1.500 euro forfettari? La risposta è sì, ma con una precisazione: la detrazione forfettaria copre le spese generiche di mantenimento.

Eventuali spese veterinarie specialistiche possono essere inserite come spese veterinarie comuni (con la relativa franchigia di 129,11 euro e il tetto massimo previsto per gli animali domestici di 550 euro), ma non possono essere sommate “extra” alla voce specifica del cane guida se non rientrano nei limiti stabiliti per la generalità dei contribuenti.

Perché il passaggio da 1.000 a 1.500 euro è fondamentale

Il mantenimento di un cane guida non è paragonabile a quello di un animale da compagnia tradizionale. Questi cani, spesso labrador o golden retriever, richiedono:

  • dieta specifica per mantenere il peso forma ed evitare problemi articolari che ne accorcerebbero la carriera lavorativa;
  • prevenzione parassitaria costante – essendo ammessi in tutti i luoghi pubblici (ospedali, uffici, mezzi di trasporto), devono garantire standard igienico-sanitari eccellenti;
  • l’assicurazione Rc – sebbene non obbligatoria per legge in tutti i casi, è caldamente raccomandata per chi si muove costantemente nel traffico cittadino.

L’adeguamento della soglia nel Modello 730 a 1.500 euro è dunque una presa d’atto dell’inflazione galoppante che ha colpito il settore del pet care negli ultimi tre anni, con rincari sui mangimi che hanno superato anche 30%.

Quali sono gli errori da evitare

Uno degli errori più comuni è dimenticare la ripartizione: se la spesa per l’acquisto è molto elevata, il contribuente può scegliere di ripartire la detrazione del 19% in quattro quote annuali di pari importo. Questa opzione è utile se l’imposta lorda del contribuente è bassa e si rischia di perdere parte dello sconto per incapienza.

Come già ribadito, se il non vedente non ha reddito proprio ma è mantenuto da un familiare, la detrazione forfettaria di 1.500 euro va perduta, poiché non è trasferibile al parente che lo assiste.

Anche se la franchigia per il mantenimento è forfettaria, l’acquisto del cane (spesa 19%) deve essere dimostrato con bonifico o carta.