Dl semplificazioni, stralcio del “massimo ribasso” e proroga della soglia del 40% per i subappalti

Stralciata la norma sul massimo ribasso negli appalti, oggetto di aspre critiche da parte dei sindacati e delle varie confederazioni.

Sparisce nel decreto Semplificazioni il passaggio che introduceva la possibilità di aggiudicare al massimo ribasso le grandi opere del Pnrr, in caso di assegnazione dell’appalto su progetto di fattibilità. sul tema dei subappalti partirà un “confronto tecnico” finalizzato a trovare un compromesso nelle prossime settimane. E’ questo il risultato dell’incontro a Palazzo Chigi fra il Premier Mario Draghi ed i sindacati, per discutere del decreto Semplificazioni, oggetto di numerose polemiche per quel che concerne le norme sugli appalti. Nessuna discussione invece sul tema dei licenziamenti sebbene i sindacati avessero chiesto al capo del governo di aprire un dibattito sul tema, non all’ordine del giorno.

Presenti il segretario Cgil Maurizio Landini, della Uil Pierpaolo Bombardieri e il segretario confederale Cisl Ignazio Ganga. Per il governo il Ministro del Lavoro Andrea Orlando, quello della Mobilità e infrastrutture Enrico Giovannini, quello della PA Renato Brunetta e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli.

Stralcio del ‘massimo ribasso’

Come ampiamente anticipato, dal decreto Semplificazioni è stata stralciata la norma sul massimo ribasso negli appalti, oggetto di aspre critiche da parte dei sindacati e delle varie confederazioni. Sul tema del subappalto, il governo avrebbe proposto ai sindacati la proroga dell’attuale soglia al 40% oltre il termine del 30 giugno 2021. Una sorta di compromesso rispetto all’ipotesi di liberalizzazione totale osteggiata dai sindacati.

I sindacati

Soddisfazione è stata espressa dal leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, all’uscita dall’incontro. “Nel confronto che abbiamo avuto con il Governo sparisce nel decreto semplificazioni qualsiasi riferimento alle gare al massimo ribasso”, ha spiegato il sindcalista, parlando anche di “un’apertura a discutere rispetto al famoso 40%” e di “un impegno che verificheremo nel decreto a una riduzione delle stazioni appaltanti”.

Anche il leader della Cgil, Maurizio Landini, ha giudicato “positivo” lo stralcio della norma sul massimo ribasso, che ha determinato “danni ai lavoratori e alle opere, favorendo l’ingresso della criminalità organizzata”. E a proposito della “tutela dei lavoratori in subappalto”, ha affermato che “ci deve essere una responsabilità in solido dell’appaltatore”.

Il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, più pragmatico, ha dichiarato che “la speranza è arrivare a un testo che risponda alle aspettative del Governo, che deve far partire velocemente il PNRR, e del sindacato, che vuole far partire il piano garantendo, però, che il lavoro sia svolto in sicurezza”.

Il PNRR

La nuova bozza del PNRR, che unisce governance e semplificazioni, sale intanto a 65 articoli. I primi 17 articoli sono dedicati alla Governance del Piano di Ripresa e Resilienza (Recovery) e disciplinano temi che vanno dalla cabina di regia ai meccanismi di controllo e audit.

Nel testo figurano norme per la velocizzazione delle autorizzazioni ambientali e dei cantieri. Le deroghe per gli appalti già previste ed in vigore sono state prorogate a giugno 2023 e non più fino al 2026.

Il dl Recovery stanzia anche 866mila euro per realizzare la piattaforma tecnologica dedicata al Green Pass italiano, il passaporto vaccinale Covid, che viene affidata alla Sogei, la società del MEF che gestisce il sistema informativo fiscale e la tessera sanitaria. Sogei gestirà la piattaforma per conto del ministero della Salute, che manterrà la titolarità del trattamento dei dati sulla piattaforma stessa.

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