Spread e rendimenti in calo, la Fed smorza le preoccupazioni dei mercati

Lo spread tra Btp e Bund è tornato a calare dopo che anche la Fed ha deciso di alzare i tassi di interesse, smorzando la concorrenza dei Treasury Bond statunitensi

Foto di Matteo Runchi

Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Aggiornato: 3 min di lettura

Chiedi a QuiFinanza

La decisione della Fed i alzare i tassi di interesse ha cambiato il mercato dei titoli di Stato europei. Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è calato di due punti dopo giorni di aumenti, arrivando a 87 punti base. I rendimenti dei Btp decennali benchmark hanno subito una riduzione improvvisa, arrivando al 4,37%.

Per tutte le prime settimane di settembre i titoli di Stato europei si sono trovati a dover fare concorrenza ai Treasury Bond statunitensi, che stavano aumentando di rendimento a causa dei tentennamenti della Fed sui tassi di interesse. La situazione sembra ora essere cambiata.

Spread e rendimenti tornano a scendere

Nelle prime ore dell’apertura dei mercati finanziari del 17 settembre lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è tornato a calare, arrivando a 87 punti. Si tratta di una quota ancora piuttosto alta, ma il differenziale ha invertito la rotta rispetto ai giorni scorsi, allontanandosi dalla soglia psicologica dei 90 punti base, superata solo una volta nel 2026.

Anche i rendimenti dei titoli di Stato si sono ridotti, tornando sotto quota 4,40% al 4,37%. Da diverse settimane questo dato era in ascesa, per una serie di circostanze internazionali che mettevano l’economia italiana in difficoltà e rendevano i titoli di Stato meno attrattivi per gli investitori.

La Fed ha tranquillizzato i mercati

Uno di questi fattori, che coinvolgeva tutti i titoli europei, erano i rendimenti dei Treasury Bond, i buoni del tesoro statunitensi. Storicamente stabili, questi titoli erano arrivati a toccare rendimenti del 5% per la durata da 10 anni. Trattandosi dei titoli di Stato della prima economia mondiale, Btp, Bund, Bonos e Oat si sono trovati a dover alzare i rendimenti per poter competere.

Uno dei fattori che aveva spinto i rendimenti dei Treasury così in alto era l’atteggiamento della Fed. Tutti i dati economici statunitensi, ma sopratutto l’inflazione oltre il 3%, indicavano la necessità di un aumento dei tassi di interesse. La banca centrale statunitense, guidata da Kevin Warsh, nominato da Trump, si ostinava però a mantenerli fermi.

Questo stava preoccupando i mercati, che temevano che il nuovo governatore fosse influenzato dalla Casa Bianca, fermamente opposta a qualsiasi politica monetaria restrittiva. Ieri, però, Warsh ha annunciato una decisione unanime del consiglio dei governatori di alzare i tassi di interesse sul dollaro, tranquillizzando i mercati e riportando i Treasury sotto il 5% di rendimento.

Spread europei stabili

Gli effetti della decisione della Fed si sono sentiti anche nel resto d’Europa. In Spagna i Bonos si sono riportati a 46 punti base dai Bund, con rendimenti del 3,96%.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 17 settembre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,50%
Btp italiani 4,37% 87
Oat francesi 4,47% 97
Bonos spagnoli 3,96% 46

Gli Oat francesi invece si sono mantenuti stabili a 97 punti base dai corrispettivi tedeschi, fermando una crescita del differenziale che durava da giorni.

Le prossime aste dei titoli di Stato

Il calo dei rendimenti dà respiro al Tesoro, che da mesi deve fare i conti con rendimenti nettamente più alti del previsto. La speranza, per le casse dello Stato, è che questo calo continui fino alle prossime emissioni, che si terranno:

  • il 24 settembre, con l’asta dei Btp Short e dei Btp€i;
  • il 25 settembre, con l’asta dei Bot;
  • il 26 settembre, con l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

Le indicazioni contenute in questo articolo hanno uno scopo esclusivamente informativo, possono essere modificate in qualsiasi momento e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza finanziaria con figure professionali specializzate. QuiFinanza non offre servizi di consulenza finanziaria, di advisory o di intermediazione e non si assume alcuna responsabilità in relazione a ogni utilizzo delle informazioni qui riportate.