Accise scontate fino al 22 settembre, il Governo studia il piano per gli aiuti mirati

Lo sconto sulle accise potrebbe essere prolungato di un'altra settimana, in attesa che i dati Istat chiariscano al Governo quali sono i fondi disponibili per ottobre

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Nel pomeriggio di oggi 16 settembre si terrà un nuovo Consiglio dei Ministri che dovrà decidere se prolungare lo sconto sulle accise del gasolio e per quanti giorni. Il Governo sembra orientato a un’altra proroga, probabilmente fino al 22 settembre, quando l’Istat pubblicherà i dati sul Pil che determineranno il futuro della spesa pubblica.

Da ottobre dovrebbero arrivare invece gli aiuti mirati. L’Esecutivo pensa a un bonus benzina per le famiglie in difficoltà, che includa lavoratori e autonomi, ma non i pensionati. Potrebbero rimanere esclusi anche i dipendenti pubblici e non sembrano essere state prese in considerazione misure di riduzione della domanda.

Lo sconto sulle accise verso un’altra proroga

Domani 17 settembre scade la proroga dello sconto sulle accise per il gasolio decisa dal Governo una settimana fa. Il Consiglio dei Ministri del pomeriggio dovrebbe decidere per un ulteriore prolungamento della misura, anche se si valutano varie ipotesi:

  • la nuova scadenza potrebbe essere fissata al 22 settembre;
  • lo sconto potrebbe essere ridotto.

L’Esecutivo si trova nella difficile situazione di dover passare da uno sconto generale a misure più mirate, annunciate per ottobre. La data del 22 settembre, inoltre, non è casuale.

L’attesa per i dati Istat del 22 settembre

Il 22 settembre infatti l’Istat dovrebbe pubblicare le nuove stime del Pil italiano. Quasi sicuramente quelle di aprile saranno riviste al rialzo e questo potrebbe dare più capacità di spesa al Governo. L’obiettivo rimane un rapporto tra deficit e Pil inferiore al 3%, che permetterebbe di uscire dalla procedura di infrazione europea.

Questo a sua volta sbloccherebbe la possibilità di fare deficit in deroga per contrastare la crisi energetica. Questi fondi non potranno essere utilizzati direttamente per ridurre le accise, ma rappresenterebbero comunque un sostegno alle iniziative del Governo.

Gli aiuti mirati di ottobre

A ottobre, gli sconti sulle accise dovrebbero terminare ed essere sostituiti con un buono benzina da 150 euro. Lo potranno avere lavoratori dipendenti e autonomi con un Isee sotto i 28 mila euro. Saranno esclusi invece i pensionati, nonostante le pressioni fatte da Forza Italia per includerli. Rischiano di essere esclusi anche i dipendenti pubblici.

Meloni è poi tornata a chiedere azioni a livello europeo per contrastare la crisi energetica, ma rimane molto difficile che l’Ue accetti di mettere a disposizione i propri fondi per tagliare le tasse dei Paesi membri.

Perché i prezzi aumentano nonostante gli sconti

Gli sconti vengono visti inoltre come controproducenti dagli esperti del settore energetico. Tagliare artificialmente il prezzo di un bene ne aumenta la domanda. Più domanda significa prezzi più alti, e questo rende misure come il taglio delle accise controproducenti. Infatti i prezzi dei carburanti non hanno mai smesso di aumentare, anche quando il petrolio non era a quasi 110 dollari al barile, come negli ultimi giorni.

In questo senso, il buono benzina potrebbe rallentare gli aumenti, perché creerebbe meno domanda di uno sconto generalizzato. Ci sarebbero però altre alternative.

Le altre misure possibili

Se è la domanda a far aumentare i prezzi, un suo calo dovrebbe farli diminuire. L’ipotesi alternativa al calo delle accise sono proprio misure che spingano le persone a usare meno l’auto. Le opzioni possono essere di vario tipo. Ci sono gli incentivi, come:

  • mezzi pubblici scontati o gratuiti che spingano a muoversi senza auto;
  • più lavoro da remoto per ridurre il traffico.

Esistono però anche metodi più coercitivi, simili a quelli che furono adottati negli anni ’70, durante la crisi petrolifera:

  • le targhe alterne;
  • le domeniche a piedi in città.

Potrebbe aiutare in questo senso anche il divieto di circolazione in città per i diesel Euro 5 pensato per migliorare la qualità dell’aria in alcune regioni particolarmente inquinate.