Regioni italiane che vendono di più estero, la classifica: chi traina il made in Italy nel mondo

Crescita del 4,5% per l'export italiano nel primo semestre 2026. Dati Istat 11 settembre 2026: regione in testa, e chi rallenta.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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Nei primi sei mesi del 2026 l’export italiano cresce del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. A trainare l’aumento sono soprattutto alcune regioni d’Italia, che stanno aumentando rapidamente le proprie vendite oltreconfine, mentre altre registrano una contrazione.

Per capire però quali territori stanno trainando il made in Italy è necessario guardare sia l’incremento percentuale che il valore complessivo delle esportazioni. Una regione può registrare una crescita molto elevata in percentuale senza essere tra quelle che vendono all’estero i maggiori quantitativi di beni in valore assoluto.

I dati sull’export italiano, dove è aumentato di più

Secondo i dati Istat pubblicati l’11 settembre 2026, nel primo trimestre 2026 l’export italiano è cresciuto a livello dello 4,5% e territorialmente ha registrato incrementi pari a:

  • +11,9% al Centro;
  • +8,8% nelle Isole;
  • +4,3% nel Nord-ovest;
  •  3,8% al Sud;
  • +1,9% al Nord-est.

La dinamica è cambiata tuttavia nel secondo trimestre, quando le esportazioni made in Italy sono cresciute in quasi tutto il territorio nazionale, ad eccezione del Centro, che ha registrato una flessione congiunturale dell’1,6%.  La crescita più marcata rispetto al trimestre precedente, invece:

  • al Sud e le Isole, dove l’export aumenta del 6,5%;
  • segue il Nord-est, con un incremento del 3,1%;
  • mentre il Nord-ovest cresce del 2,9%.

Le regioni del Nord ancora una volta rimangono le principali protagoniste industriali dell’export nazionale grazie alla presenza di una vasta rete di imprese manifatturiere e di filiere produttive fortemente integrate nei mercati internazionali, anche se alcuni territori del Mezzogiorno stanno mostrando una capacità crescente di intercettare la domanda estera.

La classifica delle regioni che crescono di più

Guardando ai primi sei mesi del 2026, le regioni che registrano il maggiore incremento percentuale delle esportazioni sono:

  • Basilicata, con una crescita del 29,5% rispetto al primo semestre del 2025;
  • Toscana, che aumenta le proprie esportazioni del 23,8%;
  • Puglia, con un incremento del 15,2%;
  • Sardegna, che completa il gruppo segnando un aumento dell’11,6%.
Regione Incremento export in percentuale
Basilicata +29,5%
Toscana +23,8%
Puglia +15,2%
Sardegna +11,6%

Le regioni in calo

Non tutte le regioni partecipano alla crescita dell’export nazionale. Continuando a prendere come riferimento i primi sei mesi del 2026, l’Istat ha registrato la contrazione più significativa in:

  • Friuli Venezia Giulia, con una diminuzione delle esportazioni del 9,6%;
  • Lazio, con un calo del 6,8%;
  • Valle d’Aosta, con una diminuzionale del 5,7%;
  • Campania, scesa del 4,6%.

Dove e cosa esporta l’Italia all’estero

Come risulta dal report:

  • il settore dei metalli di base e dei prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) provenienti in particolare dalla Toscana, da solo rappresenta 2,4 punti percentuali della crescita tendenziale complessiva dell’export italiano;
  • i mezzi di trasporto (esclusi autoveicoli), hanno spinto con un ulteriore contributo positivo di 1,2 punti percentuali derivante dalle maggiori vendite da Veneto e Marche;
  • articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici, hanno assicurato un contributo congiunto di 1,2 punti percentuali, trainati da Toscana e Lombardia.

Tra i fattori frenanti a livello nazionale, con un contributo negativo di 1,6 punti percentuali alla variazione dell’export, si segnalano le riduzioni nelle vendite di:

  • articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi e strumenti medici (dalla Toscana);
  • prodotti farmaceutici e chimico-medicinali (da Campania e Lazio);
  • mezzi di trasporto esclusi autoveicoli (da Friuli-Venezia Giulia e Lazio).

L’incremento delle vendite, invece:

  • in Toscana registra i contributi positivi maggiori alla crescita tendenziale in Svizzera (+434,1%), Cina (+136,4%) e Stati Uniti (+13,7%). Per contro, si registrano ampi cali verso la Turchia (-61,6%) e la Spagna (-31,4%);
  • in Veneto è spinto in particolare dalla crescita delle esportazioni verso gli Stati Uniti (+31,0%);
  • in Lombardia dai flussi commerciali verso la Svizzera (+17,0%) e i Paesi Bassi (+23,8%).

Sul versante opposto, gli apporti negativi più ampi provengono dal calo delle vendite del Friuli-Venezia Giulia verso gli Stati Uniti (-67,2%) e della Campania verso la Svizzera (-31,3%).