Benzina e gasolio verso i 3 euro: cosa c’entrano gli Houthi e le tasse italiane

Il gasolio ad alte prestazioni ha superato i 3 euro in autostrada per effetto dei continui aumenti del prezzo del petrolio: la colpa è degli Houthi che stanno avanzando nello stretto di Bab-el-Mandeb

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Gli Houthi, gruppo armato yemenita sostenuto dall’Iran, sta avanzando nel sudovest del Paese e ha conquistato l’isola di Perim, nello stretto di Bab-el-Mandeb. La formazione ha quindi iniziato a impedire il passaggio delle navi dell’Arabia Saudita, che sostiene il governo yemenita rivale degli Houthi, nello stretto.

Il risultato è stato un aumento sensibile del prezzo del petrolio, con i carburanti che sono tornati a crescere di costo nonostante la decisione del governo di prolungare gli sconti sulle accise. L’Italia è particolarmente esposta a queste tensioni internazionali, perché non ha più raffinerie per produrre benzina e diesel e perché le tasse sui carburanti sono più alte che in altri Paesi.

Petrolio oltre i 100 dollari per colpa degli Houthi

Gli Houthi hanno preso il controllo dello stretto di Bab-el-Mandeb. Una controffensiva delle forze governative yemenite, che avrebbe dovuto respingere il gruppo sostenuto dall’Iran e allontanarle dal sud del Paese, è collassata a un livello tale da permettere agli Houthi di arrivare fino al golfo di Aden e conquistare l’isola di Perim, al centro dello stretto.

Si può quindi supporre che gli Houthi controllino ora il passaggio da cui transita il 10% del commercio navale mondiale. Il prezzo del petrolio è immediatamente salito oltre i 100 dollari al barile.

L’Arabia Saudita costretta a bloccare l’oleodotto

Lo stretto di Bab-el-Mandeb era diventato, soprattutto per l’Arabia Saudita, un’alternativa a quello di Hormuz, da mesi chiuso a causa della guerra tra Iran e Stati Uniti. Riad può infatti sfruttare il suo oleodotto East-West, che porta il petrolio dai pozzi sul Golfo Persico al porto di Yanbu. Da Bab-el-Mandeb nel 2025 passavano 5 milioni di barili di petrolio al giorno, dal Mar Rosso verso l’Asia. Nel secondo trimestre del 2026 ne sono passati 8,1 milioni ogni giorno.

Una mappa dello stretto di Bab-el-Mandeb
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Una mappa dello stretto di Bab-el-Mandeb

L’avanzata degli Houthi potrebbe però aver già compromesso questa alternativa. L’Arabia Saudita è il principale nemico degli Houthi ed è la ragione per cui esiste ancora un governo yemenita diverso da quello degli alleati dell’Iran. Il gruppo ha imposto un embargo alle navi saudite di passaggio a Bab-el-Mandeb e ha iniziato ad attaccare l’oleodotto East-West, costringendo Riad a chiuderlo.

Come siamo arrivati al gasolio a 3 euro

La situazione in Yemen sta avendo un effetto diretto sui prezzi del carburante in Italia. A fine agosto, in autostrada, il prezzo del gasolio ad alte prestazioni aveva addirittura superato i 3 euro al litro. Ma il problema non è solo il petrolio. Il Golfo Persico infatti è altrettanto importante per i carburanti già raffinati.

Negli ultimi anni, in Italia, sono state chiuse diverse raffinerie, che producevano benzina e diesel dal petrolio greggio. Impianti inquinanti, riconvertiti spesso ad altri usi. Una decisione che ha costretto il nostro Paese a importare prodotto finito. Secondo una ricerca della Bce, a influire sul prezzo della benzina e del diesel è stato proprio il margine di raffinazione, il costo maggiore pagato per i carburanti rispetto al petrolio greggio. In particolare, l’Italia ha dovuto scontare margini:

  • di 0,35 euro al litro sul diesel;
  • di 0,23 euro al litro sulla benzina.

Le tasse espongono l’Italia a prezzi più alti

Sui carburanti, il nostro Paese ha inoltre un altro problema: le tasse. La fiscalità, tra Iva e accise pesa per circa il 43% del prezzo di benzina e diesel, ben oltre la media europea del 39,7%. Per questa ragione è relativamente semplice per i carburanti raggiungere prezzi molto alti, anche di 2,5 euro al litro, quando arrivano aumenti del prezzo della materia prima.