Pensione, al via Opzione donna 2020: a chi spetta e come fare domanda

È attiva la procedura Inps per la domanda di pensione anticipata riservata alle lavoratrici con almeno 58 anni e 35 di contributi

Al via le domande per Opzione donna, la pensione anticipata riservata alle lavoratrici che hanno maturato entro il 31 dicembre 2019 un’anzianità contributiva non inferiore a 35 anni e un’età di almeno 58 anni.
È l’Inps ad annunciarlo dopo che la manovra 2020 approvata a fine 2019 ha prorogato questo strumento previdenziale anche per il 2020.

Opzione donna, quali sono i requisiti

Possono accedere a Opzione donna le lavoratrici che abbiano maturato entro il 31 dicembre 2019 un’anzianità contributiva non inferiore a 35 anni e un’età di almeno 58 anni (se dipendenti) ovvero 59 anni (se autonome). In pratica, le dipendenti devono essere nate entro la fine del 1961, le autonome entro la fine del 1960.
Per la decorrenza della pensione si dovranno attendere 12 mesi per le dipendenti e 18 per le lavoratrici autonome.
Per le lavoratrici della scuola la domanda di cessazione del servizio deve essere presentata entro il 29 febbraio 2020.

Opzione donna, come fare domanda

Le domande di pensione possono essere presentate con le consuete modalità:

  • tramite servizio dedicato sul portale Inps (con Pin, Spid, Cns o Carta identità elettronica);
  • rivolgendosi al Patronato e agli intermediari dell’Istituto attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;
  • telefonando al contact center (803 164 da rete fissa oppure 06 164 164 da rete mobile).

Opzione donna, calcolo contributivo

L’Opzione donna comporta il calcolo interamente contributivo dell’assegno pensionistico che si ripercuote in una penalizzazione fissa per l’assegno. Per chi aveva versato contributi valorizzabili con il retributivo (quindi, antecedenti al 31 dicembre 1995), la penalizzazione sull’importo della pensione può arrivare al 20-30%.
Si ricorda che i 35 anni di contributi devono essere “effettivi”, cioè sono escluse la contribuzione figurativa della disoccupazione e della malattia non integrata dal datore di lavoro. Non è possibile il cumulo gratuito di vari spezzoni contributivi, né fra le varie gestioni Inps, né con i contributi delle casse professionali. Chi volesse sommare i contributi dovrà ricorrere al metodo oneroso della ricongiunzione.

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