Morte del coniuge: cosa accade con la pensione

La morte del coniuge comporta una serie di problematiche legate a questioni come quella riguardante la pensione. Scopriamo insieme in quali casi questa passa ai familiari

Quando avviene la morte del coniuge sorgono moltissime domande, la principale della quali riguarda spesso la pensione del defunto. Bisogna precisare che nella maggior parte dei casi, la cosiddetta pensione di reversibilità percepita dal coniuge morto passa ai suoi familiari, tra cui gli eventuali figli e/o il coniuge vivo. L’Inps, definisce questa pensione con il curioso termine di “pensione dei superstiti”. Questa, poi, si divide in due categorie minori che ne indicano l’esatta tipologia. La prima è chiamata appunto, pensione di reversibilità, mentre la seconda è definita come “indiretta”. Entrambe le tipologie hanno una loro specifica definizione.

Per esempio, si può avere la pensione di reversibilità nel caso in cui il coniuge defunto già percepiva la pensione. Quest’ultima poteva essere d’invalidità o d’inabilità, nel caso ovviamente dei disabili. Oppure poteva riguardare l’età del coniuge morto, e dunque essere classificata come la classica pensione di anzianità, altrimenti definita “di vecchiaia”. L’altro caso, quello della pensione indiretta, si ha quando un lavoratore non aveva ancora raggiunto la pensione, ma aveva comunque completato i requisiti minimi per richiederla (ovvero aveva maturato 15 anni di contributi ecc.).

Come già scritto, si tratta di due casi in cui la pensione passa in modo diretto ai familiari dopo la morte del coniuge. Bisogna sottolineare che questo diritto è automatico e quindi scatta subito dopo il decesso del coniuge senza bisogno di interventi diretti. La misura della pensione, però, sarà diversa a seconda della presenza di eventuali figli e del loro numero. La stessa procedura si verifica anche nel caso dei coniugi divorziati, tuttavia avverrà in modo leggermente diverso. Difatti, in questo caso viene meno l’automaticità della procedura e sarà il giudice a stabilire se la pensione passerà al coniuge superstite o meno.

Vi sono però anche dei casi, in cui dopo la morte del coniuge la pensione passa ai figli, e non solo al coniuge vivo. Questi possono essere figli legittimi oppure no, naturali o adottivi, affiliati oppure legalmente riconosciuti. Il requisito per avviare la successione ereditaria, necessario affinché questa procedura abbia luogo, è che i figli siano minorenni, oppure siano studenti in una fascia d’eta compresa tra i 18 e i 21 anni. Questi non devono essere lavoratori. In mancanza di un coniuge e dei figli, la pensione passa agli eventuali altri parenti con almeno 65 anni d’età.

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