Pensioni e contributi a enti diversi: ecco come si calcolano

Una nuova norma permette ai lavoratori che hanno contributi in diverse gestioni previdenziali di cumulare i periodi assicurativi senza oneri

Di questi tempi, capita a molti di trovarsi a cambiare attività. Ai dubbi legati ad una nuova possibilità di guadagno, si associano spesso quelli che riguardano il cambio del sistema previdenziale a cui si era iscritti finora. Per fortuna, oggi esistono alcune formule per aggirare le barriere tra i circa 40 enti e fondi di previdenza esistenti in Italia.

La nuova norma sul cumulo dei contributi

La Legge di Bilancio 2017 ha stabilito che i lavoratori che hanno contributi in diverse gestioni previdenziali possono cumulare i periodi assicurativi al fine di conseguire la pensione di vecchiaia o anticipata senza dover ricorrere alla ricongiunzione onerosa. Il cumulo si va ad aggiungere alla ricongiunzione e alla totalizzazione, per valorizzare la contribuzione mista, ossia la contribuzione accreditata in più casse della previdenza obbligatoria frutto di lavori discontinui.

La nuova norma consente al lavoratore la possibilità di cumulare i contributi presso differenti gestioni, senza oneri a suo carico. Il nuovo cumulo consente di sfruttare l’intero patrimonio contributivo, senza sostenere i costi previsti dalla ricongiunzione o senza dover attendere l’apertura della finestra di 19 mesi prevista dalla totalizzazione. Il contribuente avrà il riconoscimento di un’unica pensione da liquidarsi secondo le regole di calcolo previste da ciascun fondo e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento.

Come calcolare pensioni e contributi a enti diversi

Il cumulo deve interessare tutti i periodi contributivi non coincidenti, accreditati presso le diverse gestioni assicurative menzionate purché gli assicurati non risultino già titolari di un trattamento pensionistico diretto in una delle gestioni interessate dal cumulo stesso.
Attraverso questo sistema è possibile conseguire sia la pensione di vecchiaia che quella anticipata. Per quanto riguarda l’importo, sarà ciascuna delle gestioni previdenziali interessate a determinare, per i contributi di propria competenza, il trattamento pensionistico stabilito secondo le regole di calcolo previste dal proprio ordinamento.

Il cumulo dei contributi può essere utilizzato per liquidare una pensione anticipata al perfezionamento di 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne). Ad esempio, un assicurato di 62 anni che ha svolto 25 anni di lavoro dipendente nel settore pubblico ed altri 18 anni alle dipendenze di un datore privato, sommando questi periodi avrà pareggiato il requisito contributivo minimo per la pensione anticipata.

Pensioni e contributi a enti diversi: ecco come si calcolano