Vacanze senza Green pass: dove si può andare senza certificazione

Green pass obbligatorio per eventi, locali al chiuso e cerimonie: ma come funziona per le vacanze? Dove si può andare e cosa si può fare senza certificazione?

La Certificazione verde COVID-19 è richiesta in Italia per partecipare a feste, cerimonie civili e religiose o per accedere a residenze sanitarie assistenziali, ma anche per gli spostamenti in entrata e in uscita da territori classificati in “zona rossa” o “zona arancione“. Chi ha in programma un viaggio, all’interno del territorio nazionale o all’estero, può quindi spostarsi grazie al Green pass – anche per motivi di turismo – nelle zone ad alto rischio, poiché da luglio è valido come “EU digital COVID certificate” e rende più semplice viaggiare da e per tutti i Paesi dell’Unione europea e dell’area Schengen, a prescindere dalla loro classificazione. Ma chi non è in possesso del certificato, dove può andare (e cosa può fare) in vacanza?

Green pass, quando è obbligatorio e dove si può andare senza

Dal 6 agosto il Green pass sarà obbligatorio per accedere a qualsiasi tipo di ristorante o locale al chiuso, spettacoli, eventi e competizioni sportive, nonché musei, istituti e luoghi di cultura, ma anche piscine, palestre, centri benessere, fiere, sagre, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali e ricreativi, concorsi pubblici, sale da gioco e casinò.

Questo vuol dire che, anche in vacanza, tutti coloro che sono sprovvisti di Certificazione verde non possono avere accesso a questo tipo di servizi e/o attività. In caso di violazione delle disposizioni vigenti, sia il cliente che il proprietario della struttura possono incorrere alle relative sanzioni.

Gli spostamenti in Italia, invece, saranno concessi anche senza Green pass, ad eccezione che nelle o da/per le regioni in zona arancione o rossa. Infatti, non è richiesta nessuna Certificazione se il volo (o spostamento con altro mezzo) è nazionale e riguarda un viaggio tra regioni in zona bianca o gialla (cioè a basso rischio). La stessa però potrebbe essere richiesta dal “vettore” o compagnia, al momento dell’imbarco, se ci si sposta tra o verso regioni a maggior rischio (zone arancioni e rosse).

Green pass, le regole per gli spostamenti

Anche se alcune regioni italiane sono vicine al passaggio ad una fascia di rischio più alta, attualmente tutta l’Italia si trova in zona bianca. Questo vuol dire che, per quanto riguarda gli spostamenti per vacanze e turismo per gli sprovvisti di Green pass, in zona bianca vale la regola che sono consentiti:

  • senza limiti relativi agli orari o ai motivi dello spostamento, verso altre località della zona bianca e della zona gialla;
  • senza limiti di orario, verso tutto il territorio nazionale, se lo spostamento avviene per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute;
  • verso tutto il territorio nazionale, se la persona che si sposta è in possesso di una “certificazione verde COVID-19” valida, nel rispetto delle eventuali restrizioni di orario previste per gli spostamenti nella zona di destinazione. È sempre consentito, nel rispetto delle eventuali restrizioni di orario delle zone da e verso le quali ci si muove, il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Ovviamente, vige il divieto assoluto di uscire di casa per chi è sottoposto alla misura dell’isolamento, essendo risultato positivo al Covid, o in caso di quarantena precauzionale qualora sia stato identificato come contatto stretto con un positivo. In questo ultimo caso è consentito uscire, utilizzando un mezzo privato, esclusivamente al fine di effettuare gli accertamenti diagnostici prescritti dal medico, evitando i contatti con altre persone e osservando scrupolosamente tutte le misure precauzionali, tra cui l’obbligo di indossare la mascherina.

Green pass, viaggi da e per l’estero

In merito ai viaggi da e per l’estero (compresi i rientri di chi è stato fuori per turismo) fino al 12 Agosto è possibile viaggiare in Europa anche senza Certificazione verde Covid-19 esibendo le certificazioni di completamento del ciclo vaccinale, di guarigione o di avvenuto test rilasciate dalle strutture sanitarie, dai medici e dalle farmacie autorizzate. Per tali certificazioni valgono gli stessi criteri di validità e durata della Certificazione verde, le quali devono riferirsi al completamento del ciclo vaccinale di uno quattro vaccini approvati dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA), ovvero: Comirnaty di Pfizer-BioNtech, Moderna, Vaxzevria (AstraZeneca), Janssen (Johnson & Johnson).

Il Green pass, come già accennato, semplifica anche l’ingresso in Italia dai Paesi dell’Unione europea e altri Paesi dell’area Schengen. Per entrare in Italia, la Certificazione verde COVID-19 del viaggiatore deve attestare una delle seguenti condizioni:

  • aver completato il ciclo vaccinale prescritto anti-SARS-CoV-2 da almeno 14 giorni
  • oppure esser guariti da COVID-19 (la validità del certificato di guarigione è pari a 180 giorni dalla data del primo tampone positivo)
  • o ancora aver fatto un tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore prima dell’ingresso in Italia con esito negativo. I minori al di sotto dei 6 anni sono esentati dall’effettuare il tampone pre-partenza.

È possibile l’ingresso in Italia anche con le Certificazioni emesse dai rispettivi Paesi anche da Israele, Stati Uniti, Giappone e Canada.

Va detto infine che, secondo l’ordinanza del ministero della Salute del 18 giugno 2021, per rientrare in Italia dopo un viaggio all’estero occorre fare un test molecolare o antigenico rapido. In alternativa, serve una certificazione per ciclo vaccinale completato da almeno 14 giorni per entrare in Italia, anche per i viaggi per e da un Paese europeo che accetta un certificato con ciclo vaccinale non completo.

Ai fini dell’ingresso nel territorio nazionale, i bambini di età inferiore ai sei anni sono esentati dall’effettuazione del test molecolare o antigenico. E quindi dalla relativa Certificazione.

 

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