Addio telefoni? Perché Huawei ha deciso di puntare sull’allevamento dei maiali

Il colosso della telefonia e altri grandi gruppi cinesi hanno deciso di rivolgere le proprie capacità produttive alla filiera alimentare, in particolare agli allevamenti suini

Potrebbe sorprendere il cambio di rotta di Huawei e altri colossi cinesi, come Alibaba, che hanno deciso di ampliare il proprio portafoglio di attività verso settori inaspettati. Il marchio di telefonia con sede a Shenzhen, dopo essere finito nella lista nera di Donald Trump e aver subito ingenti perdite sul mercato statunitense, che si sono sommate a quelle dovute all’emergenza sanitaria e alla pandemia, ha deciso di investire su due nuovi mercati.

Huawei, crollo della vendita di telefonio dopo il veto di Trump

Per capire la mossa di Huawei bisogna andare indietro alle accuse mosse dall’ex presidente degli Stati Uniti nei confronti della compagnia. Il tycoon aveva dichiarato che l’azienda rubava i dati degli americani, per cederli al governo e all’esercito cinesi. Nonostante i tanti comunicati di Huawei, che ha sempre negato, l’ex Potus l’aveva inserita nella lista del Pentagono di minacce per la sicurezza.

Il veto, che impedisce agli imprenditori americani di investire nei titoli Huawei e alla società di acquistare componenti prodotte negl Usa, ha azzoppato, in concomitanza con le nuove politiche economiche del Regno Unito, la corsa al 5G della Cina, rendendo il produttore meno competitivo a livello globale.

A questo si è sommato lo storico calo delle vendite del reparto telefonia causato dalla pandemia di Covid. Negli ultimi tre mesi del 2020 Huawei ha subito una flessione del 42% del fatturato che riguarda gli smartphone, e i dati suggeriscono che quest’anno la produzione di telefoni potrebbe essere ridotta del 60% negli stabilimenti dell’azienda. Che ora riparte dai maiali.

Huawei e Alibaba ricercano tecnologie per l’allevamento dei maiali

Gli allevamenti suini sono una delle attività produttive tradizionali più importanti della Cina, Paese che ospita più della metà della popolazione mondiale dei maiali. Il colosso dell’elettronica sta aiutando gli allevatori a modernizzare le proprie attività attraverso l’uso della tecnologia.

Con l’intelligenza artificiale e il riconoscimento facciale, infatti, è possibile identificare i singoli capi di bestiame, e nuove innovazioni di casa Huawei permettono di monitorarne peso, dieta ed esercizio. Potrebbero sembrare scoperte futili, ma la tecnologia può in questo modo riconoscere in anticipo animali malati, prevenire l’insorgere di patologie e addirittura fermare sul nascere epidemie, isolando i maiali infetti.

Le biotecnologie e gli strumenti di automazione pensati per gli allevamenti potrebbero non solo rendere più produttiva la filiera alimentare, ma contribuire a prodotti più genuini e alla salute stessa degli animali e delle persone.

Il mercato, ancora in via di sviluppo, ha già attratto altri colossi cinesi, tra cui Alibaba. L’Amazon orientale ha unito le forze con il gruppo Tequ, che alleva 10 milioni di suini all’anno, per sviluppare un software che seguirà ogni maiale dalla nascita al macello, riconoscendone la “voce” e da quella lo stato fisico.

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