Tari, quali sono le superfici catastali da considerare nel calcolo dell’imposta

L'Agenzia delle Entrate, rispondendo a un'istanza di un contribuente, spiega quali sono le superfici che concorrono al calcolo della Tari

Dubbi su come calcolare la Tari? Ti aiuta l’Agenzia delle Entrate. Rispondendo a un interpello, infatti, l’AE ha chiarito alcuni punti sulle superfici catastali da tenere in considerazione per il calcolo dell’imposta.

Come sappiamo, la Tassa sui Rifiuti si calcola tenendo in considerazione diversi parametri e aliquote. Tra i principali troviamo il numero di componenti del nucleo familiare e la grandezza della superficie dell’abitazione. Su quest’ultimo elemento, però, i contribuenti hanno ancora diversi dubbi. Nell’istanza 306 del 23 luglio, un cittadino chiede chiarimenti all’Agenzia sulle modalità di calcolo delle superfici utili alla quantificazione della TARI, basandosi sul regolamento TARI prodotto dalla stessa AdE e dalle visure catastali del suo immobile.

Nella risposta all’interpello, l’Agenzia delle Entrate specifica che la mancata attuazione del comma 647 della legge n. 147 del 23 dicembre 2013 (la Legge di Stabilità 2014) fa sì che la superficie che concorre alla determinazione della Tassa sui rifiuti è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati. L’Agenzia, dunque, sancisce che il calcolo Tari 2019 va fatto sul totale delle superfici dell’abitazione, incluse le cosiddette “aree scoperte” riportate all’interno della visura catastale (possono essere balconi, terrazze e simili).

Come specificato nella risposta all’istanza del contribuente, per determinare la superficie utile al calcolo della Tari 2019 si dovrà tenere conto dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali (cucina, bagni, camere da letto, salotti, corridoi); dei vani accessori a servizio indiretto (come cantine, garage, box auto, la cui superficie dovrà essere computata al 50% se comunicanti con l’abitazione o al 25% se non comunicanti); delle aree scoperte (balconi e terrazzi a uso esclusivo dell’abitazione, con superficie da computare al 30% se comunicanti con vani principali o accessori).

Inoltre, in ottemperanza a quanto previsto dal comma 646 della Legge di Stabilità 2014, per il calcolo della Tari i comuni devono considerare come superficie assoggettabile all’imposta quella pari all’80% della superficie catastale, calcolata secondo i criteri che abbiamo appena specificato. Se, ad esempio, un’abitazione ha una superficie totale di 100 metri quadrati (incluse tutte le pertinenze e le aree scoperte), le aliquote Tari stabilite dal comune dovranno essere applicate su una superficie di 80 metri quadrati.

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