Coronavirus, parte la sperimentazione del vaccino italiano

Partita la sperimentazione a Oxford del vaccino realizzato tra Pomezia e il Regno Unito. Anche un'italiana tra i volontari

Continua a far parlare di sé, il vaccino contro il Coronavirus sviluppato in collaborazione tra la Advent-Irbm di Pomezia e dallo Jenner Institute della Oxford University (Regno Unito). Ovviamente, in positivo. Dopo i primi positivi risultati ottenuti nei laboratori romani, il medicinale è stato portato nel Regno Unito, dove ha preso immediatamente il via la sperimentazione su persone in carne e ossa, bypassando la fase dei test sugli animali.

E, tra le circa 500 persone che si sono offerte come volontarie per farsi inoculare il vaccino italo-britannico troviamo anche Elisa Granato, ricercatrice italiana nel dipartimento di zoologia e microbiologia della storica università della Gran Bretagna. La Granato è stata una delle prime “pazienti” a testare la terapia messa a punto in quel di Pomezia.

E, almeno fino a questo punto, non si hanno notizie di effetti collaterali non preventivati. E’ la stessa ricercatrice a confermareil proprio stato di buona salute con un “cinguettio” pubblicato sul proprio profilo Twitter personale.

Granato: fin qui tutto bene!

“Ciao a tutti! Volevo ringraziarvi per tutti i messaggi di supporto ricevuti in questi giorni. E’ impossibile rispondere a tutti, ma vi assicuro che mi fanno molto piacere. Sto benissimo, sinora. E il team sta facendo un lavoro fantastico nel seguire tutti i partecipanti alla sperimentazione”. Queste le parole della ricercatrice italiana, che ha ricevuto la dose di dose di vaccino due giorni fa. Nelle prime 48 ore, dunque, nessun effetto collaterale.

Nella serie di messaggi su Twitter, la giovane ricercatrice italiana fornisce anche alcune risposte alle domande che le sono state rivolte più di frequente tramite messaggi privati. Una vera e propria “FAQ sul vaccino contro il Coronavirus” grazie alla quale togliersi dubbi e curiosità.

Bill Gates pronto a pagare la produzione

Che gran parte della comunità scientifica internazionale riponga grandi speranze sul vaccino contro il Coronavirus sviluppato tra Pomezia e Oxford è testimoniato anche dalle dichiarazioni di qualche giorno fa di Bill Gates. Nel corso di un’intervista al Times, il fondatore di Microsoft si è detto pronto di pagare gran parte delle spese necessarie alla produzione di massa del vaccino, nel caso in cui i test diano esito positivo.

Secondo Gates, infatti, il vaccino dovrà essere un “bene comune”, sul quale nessuno dovrà speculare economicamente. Per questo, la sua fondazione benefica (Bill and Melinda Gates Foundation) è pronta a mettere sul piatto milioni e milioni di dollari per avviare la produzione di miliardi di dosi di vaccino.

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