L’intelligenza artificiale entra sempre più nel cuore delle imprese familiari italiane. Non come semplice sperimentazione, ma come leva strategica per crescere, competere e innovare. Secondo il report “Family Business Technology Transformation” di Deloitte Private, oggi il 78% delle aziende (tra le 1.600 intervistate) ha già avviato l’adozione di soluzioni basate su AI, confermando un’accelerazione ormai evidente.
Il dato più interessante non è solo la diffusione, ma il cambio di mentalità: l’intelligenza artificiale viene percepita sempre con meno diffidenza e considerata come infrastruttura di base per lo sviluppo d’impresa.
AI sempre più integrata nei processi aziendali
Ad oggi il 26% delle imprese familiari italiane utilizza l’intelligenza artificiale in modo trasversale su più aree, mentre il 52% la sta implementando per impiegarla in funzioni specifiche. Solo una quota residuale delle aziende resta ferma alle prime fasi esplorative o di test.
Gli ambiti di applicazioni più diffusi riguardano:
- progettazione;
- prototipazione;
- comunicazione interna;
- collaborazione d’équipe;
- gestione dei clienti;
- automatizzazione di processi.
La varietà dei campi di utilizzo è un segnale chiaro che indica uno scavallamento di confine dell’intelligenza artificiale, non più limitata all’IT, ma estesa ai processi core dell’impresa, contribuendo a ridefinire modelli operativi e decisionali.
Metà delle aziende è già pronta alla transizione digitale
Accanto all’adozione tecnologica, cresce anche la maturità strategica. Il 50% delle imprese familiari italiane dichiara di avere una strategia tecnologica già definita e integrata con gli obiettivi aziendali. L’altra metà è in movimento: il 43% la sta implementando e il 7% la sta sviluppando.
Questo conferma un passaggio da iniziative digitali frammentate a un approccio più strutturato e sistemico. Le aree aziendali più avanzate sono quelle afferenti a settori come marketing e finance, dove quasi la metà delle imprese ha già raggiunto un livello completo di implementazione tecnologica. Seguono l’analisi dei dati e la business intelligence, sempre più centrali nei processi decisionali.
Crescono gli investimenti ma non senza ostacoli
Il percorso di trasformazione non è privo di criticità. Da un lato si registra un miglioramento del lavoro per l’88% delle aziende grazie all’implementazione dell’AI, dall’altro ci sono elementi che continuano a frenare l’evoluzione tecnologica. Il principale ostacolo è il contesto economico, in cui incertezza, pressione competitiva e difficoltà nella selezione dei partner continuano a rallentare pesantemente gli investimenti.
Non è un caso che questa accelerazione tecnologica si accompagni anche a una crescente attenzione sul fronte delle competenze. In Italia, infatti, il divario digitale resta un nodo strutturale e molte imprese faticano a trovare profili adeguati, lasciando scoperti fino a 46 posti di lavoro su 100. In questo contesto si inseriscono iniziative mirate come i nuovi programmi di formazione sull’intelligenza artificiale promossi da Google, che puntano a preparare studenti e lavoratori all’impatto dell’AI nei processi produttivi e nel mercato del lavoro.
Il futuro passa dall’innovazione
Nonostante tutto la direzione sembra essere tracciata. Le imprese a conduzione familiare stanno investendo sempre più in tecnologia per rafforzare resilienza e competitività. In questo scenario, l’intelligenza artificiale rappresenta una leva decisiva non solo per migliorare le performance nel breve periodo, ma per ripensare in profondità modelli di business, competenze e governance.