Rivoluzione criptovalute, Cryptosmart è il primo exchange con regime amministrato

La rivoluzione in materia di fisco e criptovalute parte dall'italiana Cryptosmart: per la prima volta, un exchange agisce come un vero e proprio sostituto d’imposta, calcolando e versando le tasse sulle plusvalenze

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Redazione

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Parte dall’Umbria una rivoluzione in materia di fisco e criptovalute. L’exchange italiano Cryptosmart, partecipato dalla Banca Popolare di Cortona e con sede a Perugia, ha integrato la funzione di regime fiscale amministrato all’interno della propria piattaforma, gestendo direttamente il rapporto tra utente e Agenzia delle entrate. Al via quindi il sistema che automatizza gratuitamente il pagamento delle tasse sulle criptovalute, andando ad interessare un bacino potenziale di 2,8 milioni di italiani.

Si tratta di una novità assoluta nel panorama nazionale: per la prima volta, un exchange agisce come un vero e proprio sostituto d’imposta. Il risparmiatore non dovrà più inserire le proprie criptovalute nella dichiarazione dei redditi, né fare autonomamente il calcolo delle tasse e pagarle: l’intero iter fiscale sarà gestito dall’exchange, proprio come funziona da decenni con broker o intermediari finanziari su investimenti classici, come azioni, Etf e obbligazioni.

Come funziona

Gli utenti possono aprire a costo zero un conto in regime amministrato direttamente sulla piattaforma che, così, oltre a fungere da custodia degli asset digitali, diventa anche sostituto d’imposta sulle plusvalenze.

In pratica Cryptosmart calcola e versa direttamente all’Agenzia delle Entrate le imposte dovute sui profitti realizzati dai propri clienti nelle operazioni di compravendita di criptovalute. Il risparmiatore non dovrà più inserire le proprie criptovalute nella dichiarazione dei redditi, né fare autonomamente il calcolo delle tasse e pagarle: l’intero iter fiscale viene gestito dall’exchange, proprio come funziona da decenni con broker o intermediari finanziari su investimenti classici, come azioni, ETF e obbligazioni.

Un mercato da 2,8 milioni di italiani

Il bacino d’utenza è potenzialmente enorme. Secondo i dati dell’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano, il 7% dei consumatori italiani (circa 2,8 milioni di persone) possiede già crypto-asset.
Il servizio viene offerto gratuitamente agli utenti della piattaforma, e anche a chi non è cliente.

 “Il servizio è pensato non solo per i clienti già attivi sulla piattaforma, ma anche per chi oggi detiene le proprie criptovalute su altri exchange internazionali o su wallet self-custodial: trasferendo gli asset su Cryptosmart l’utente accede automaticamente al regime amministrato e a un ecosistema italiano che integra in un’unica soluzione sicurezza, operatività e gestione fiscale, con assistenza clienti in lingua italiana”

spiega il founder e ceo Alessandro Frizzoni.

Perché è una svolta per il risparmiatore

La fiscalità sulle criptovalute è diventata negli ultimi anni non solo complessa ma anche onerosa per i contribuenti. Tra modifiche introdotte dalle ultime Leggi di Bilancio e obblighi di monitoraggio, il rischio di errori è alto.

“Tra l’obbligo di monitoraggio fiscale, il calcolo delle plusvalenze, l’applicazione dell’imposta sostitutiva e l’evoluzione continua del quadro normativo introdotta dalla Legge di Bilancio, gli investitori si trovano infatti costretti a ricorrere a figure specializzate con costi che spesso erodono in modo significativo i rendimenti ottenuti”

sottolinea Franzoni.
L’introduzione del regime amministrato elimina questo ostacolo: il cliente che attiva il servizio non ha più alcun obbligo dichiarativo legato alle proprie cripto-attività detenute sull’exchange: è Cryptosmart, in qualità di sostituto d’imposta, ad assumersi l’onere del calcolo, della trattenuta e del versamento delle imposte all’Erario.

In questo modo, il cliente della piattaforma può concentrarsi sui propri investimenti, mentre l’exchange gestisce per conto suo il rapporto con il fisco.

“È esattamente quello che da decenni avviene per chi investe in azioni e obbligazioni con un broker tradizionale. Oggi lo portiamo, per la prima volta, anche nel mondo delle criptovalute”

conclude Frizzoni.