Decreto Natale non cancella Dpcm 3 dicembre: il pdf in Gazzetta Ufficiale

Dopo un tira e molla durato per giorni, tra Governo, Regioni e CTS-Comitato Tecnico Scientifico, ecco che finalmente è stato trovato l'accordo sulle nuove misure per il Natale degli italiani

Dopo un tira e molla durato per giorni, tra Governo, Regioni e CTS-Comitato Tecnico Scientifico, ecco che finalmente Palazzo Chigi trova l’accordo sulle nuove misure per il Natale degli italiani. Misure più severe, necessarie a contenere i contagi Covid che sono tornati ad aumentare, riportando la curva epidemiologica a invertire la sua rotta.

La variante inglese del Covid

Nessuno, naturalmente, poteva immaginare che, appena un giorno dopo la pubblicazione del nuovo decreto, arrivasse la notizia della variante inglese del Covid che, come ha detto l’esperto Massimo Galli, “è già ovunque”.

“Circola già da settembre in tutta Europa” ha detto Galli: un ceppo molto più contagioso del Coronavirus, ma che, stando agli scienziati, non dovrebbe spaventarci più di tanto perché ci dovrebbero essere “buone probabilità” che la profilassi in arrivo tramite i vaccini protegga anche contro il ceppo inglese (ricordiamo che il Vaccine-day scatterò per tutta Europa il 27 dicembre).

Tornando alle regole, se non ne arriveranno altre proprio come conseguenze del nuovo allarme, rimangono in vigore le disposizioni già introdotte dal Dpcm 3 dicembre in materia di spostamenti all’interno o per il territorio nazionale nel periodo compreso tra il 21 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021, ma in più il nuovo decreto Natale prevede un’Italia rossa e arancione, a seconda dei giorni, con un lockdown “duro”.

Decreto Natale, gli spostamenti

Dal 21 dicembre al 6 gennaio è vietato ogni spostamento tra Regioni e da/per le Province autonome di Bolzano e Trento. Vietati anche gli spostamenti per raggiungere le seconde case fuori Regione.

Oltre agli spostamenti già consentiti, nel periodo compreso tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021, tra le 5 e le 22, è consentito anche, una sola volta al giorno, spostarsi, in un massimo di 2 persone, verso una sola abitazione privata della propria Regione.

Alla persona o alle 2 persone che si spostano potranno accompagnarsi i figli minori di 14 anni, o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale, e le persone disabili o non autosufficienti che con queste persone convivono.

Qui trovate tutte le info su quando è necessario avere con sé il modulo di autocertificazione.

Gli spostamenti nei giorni “rossi”

Più in particolare, nei giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021, sull’intero territorio nazionale, si applicano le misure previste per le zone rosse, cioè per quelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto.

La zona rossa scatta in tutta Italia nei giorni del 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre 2020, e 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio 2021.

In questi giorni di lockdown sono consentiti: gli spostamenti per motivi di lavoro, salute, necessità e per fare rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Sono consentiti anche, dalle 5 alle 22, le visite ad amici o parenti per un massimo di 2 persone e solo all’interno della propria Regione. I figli minori di 14 anni e le persone conviventi con disabilità o non autosufficienti non rientrano in questo conteggio.

Zona rossa, attività motoria e sportiva

In zona rossa nei giorni 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre 2020 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio 2021 sono consentite sia l’attività motoria nei pressi della propria abitazione che l’attività sportiva all’aperto, ma solo in forma individuale.

In zona rossa, sempre nei giorni di lockdown indicati nel decreto Natale, restano chiusi negozi, bar, ristoranti e centri estetici. Sono consentiti soltanto il servizio di asporto fino alle ore 22 e le consegne a domicilio, senza restrizioni.

Zona rossa, attività aperte e chiuse

Restano invece sempre aperti supermercati, attività di beni alimentari e prima necessità, farmacie e parafarmacie, librerie, edicole, tabaccherie, lavanderie, parrucchieri e barbieri (l’elenco completo con relativi codici ATECO lo trovate qui).

>>> Scarica qui il decreto Natale 18 dicembre in Gazzetta Ufficiale <<<

Gli spostamenti nei giorni “arancioni”

Nei giorni 28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021, sull’intero territorio nazionale, si applicano le misure previste per le zone arancioni, cioè quelle caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto.

In queste giornate sono consentiti gli spostamenti, dalle 5 alle 22, solo all’interno del proprio Comune e solo dai piccoli Comuni fino a 5mila abitanti in un raggio di 30km senza poter comunque andare nei Comuni capoluoghi di provincia.

È consentita anche, sempre dalle 5 alle 22, la visita ad amici o parenti per un massimo di 2 persone all’interno della propria Regione. Anche in questo caso, come per la zona rossa, i figli minori di 14 anni e le persone conviventi con disabilità o non autosufficienti sono esclusi dal conteggio.

Zona arancione, attività aperte e chiuse

Restano chiusi bar e ristoranti. Consentiti solo l’asporto fino alle 22, e le consegne a domicilio, senza restrizioni. I negozi invece sono aperti fino alle 21.

Fondo perduto per le attività chiuse

Al fine di sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive, viene riconosciuto un contributo a fondo perduto nel limite massimo di 455 milioni di euro per l’anno 2020 e di 190 milioni di euro per il 2021.

A chi? A favore dei soggetti che, alla data di entrata in vigore, cioè al 19 dicembre 2020, hanno la partita IVA attiva e dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO previsti nel decreto stesso (l’elenco completo lo trovate qui).

Spetta esclusivamente a chi ha già beneficiato del contributo a fondo perduto previsto nel Decreto Rilancio del 19 maggio 2020, n. 34, che non abbia restituito il ristoro. Inoltre, il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° dicembre 2020.

L’ammontare del ristoro è pari al contributo già erogato in precedenza. In ogni caso, l’importo del contributo non può essere superiore a 150mila euro.

Il ristoro è corrisposto direttamente dall’Agenzia delle entrate mediante accredito diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo.

Ai fini dell’immediata attuazione delle disposizioni, il Ministero dell’economia e delle finanze, dove necessario, può disporre il ricorso ad anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione è effettuata con l’emissione di ordini di pagamento sui pertinenti capitoli di spesa.

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