Facebook, allarme hacker per 50 mila utenti: come difendersi

Meta ha fatto sapere che circa 50 mila utenti sono caduti nella trappola di società di spionaggio, che hanno rubato i dati di personaggi famosi e politici

Un rapporto diffuso da Meta ha fatto sapere che almeno 50 mila utenti di Facebook sarebbero finiti nel mirino di società di sorveglianza. Un annuncio choc che ha fatto impazzire il mercato e minato le certezze di chi usa quotidianamente il social network e lo ritiene, in linea generale, un sito sicuro.

Il gruppo creato da Mark Zuckerberg, comunque, ha riferito di aver eliminato dalla piattaforma sette aziende che rubavano i dati degli iscritti, e che prenderà provvedimenti man mano che altre cercheranno di fare altrettanto.

Facebook, allarme hacker per quasi 50 mila utenti: cosa ha scoperto Meta

La sorveglianza su commissione è un settore in espansione in tutto il mondo che si occupa di spionaggio privato e sfrutta le reti sociali per acquisire informazioni e compromettere i dispositivi e gli account degli utenti.

Le società che operano nella surveillance for hire utilizzano software e strumenti spesso al limite del legale, vendendo i dati raccolti anche a enti governativi e alle agenzie di intelligence nazionali, oltre che a privati, come studi di avvocati, investigatori privati e addirittura criminali e truffatori.

Facebook, allarme hacker: come operano le società di sorveglianza su commissione

Queste compagnie operano in tre passaggi consecutivi, che possono essere o meno portati avanti dalla stessa società o in collaborazione con altre.

  • Riconoscimento, in cui silenziosamente i mercenari digitali profilano gli utenti di internet, registrando tutte le informazioni presenti sui social, sui blog, sui forum, sui siti di informazione e sul dark web.
  • Coinvolgimento, in cui si cerca il contatto con gli utenti nel mirino attraverso profili falsi e si crea con loro un rapporto di fiducia.
  • Sfruttamento, in cui l’utente viene spinto a cliccare su siti di phishing o scaricare programmi malware che gli rubano i dati sensibili, le password, le email e altre informazioni private.

Come al solito, dunque, meglio tutelarsi non cliccando su link sospetti. E stare sempre attenti a chi non si conosce dal vivo. Il terzo passaggio è quello che riguarda lo spoofing (qui la guida per difendersi) e il phishing (qua le informazioni per riconoscere le truffe online).

Facebook, allarme hacker: i profili falsi si fingevano giornalisti italiani

Dopo mesi di investigazione Meta ha scoperto un meccanismo che coinvolgeva 50 mila dei milioni di utenti di Facebook (qua quanti sono oggi) in oltre 100 Paesi. Tra cui l’Italia, con profili fake che si fingevano giornalisti (nel caso specifico de La Stampa), per ottenere informazioni riservate.

Gli obiettivi delle società di spionaggio, ora bannate dalla piattaforma, riceveranno una notifica su Facebook. Nella trappola sarebbero finiti politici ed esponenti delle istituzioni, artisti e personaggi famosi, esponenti del mondo dell’editoria, ma anche semplici cittadini.

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