Lavoro: si può essere in malattia per stanchezza?

Assentarsi dal proprio posto di lavoro per stanchezza si può: ecco in quali casi

Quali sono in casi in cui, a causa di stanchezza e fatica cronica, è possibile assentarsi dal proprio posto di lavoro.

La routine lavorativa comporta spesso affaticamento, stress e stanchezza che è bene monitorare per evitare che raggiungano livelli troppo alti. Periodi di forte stress causati da un’ingente mole di lavoro, possono provocare anche danni importanti alla salute del lavoratore. Può quindi capitare di trovarsi di fronte a momenti (che possono perdurare nel tempo) particolarmente impegnativi, come l’organizzazione di un importante evento aziendale o ancora il raggiungimento di un task determinante ai fini della produttività, che minano le condizioni di salute di chi svolge un’attività lavorativa.

Cosa si può fare quando si deve affrontare un periodo in cui le energie psico-fisiche sono al minimo? Per recuperle al meglio, il lavoratore ha diritto alle ferie, ovvero dei giorni che possono essere anche suddivisi nel corso dell’anno, in base alle proprie necessità e in accordo con il datore di lavoro.

Attenzione però a non confondere la comune stanchezza con la sindrome della stanchezza cronica. Quest’ultima infatti è una patologia piuttosto diffusa che colpisce circa 300.000 italiani e che si manifesta con sintomi come ad esempio la spossatezza cronica, difficile da debellare, nonostante si dedichi del tempo al riposo.

In questo caso, se tale sindrome è causata dalla grande mole di lavoro, il lavoratore può assentarsi dal lavoro mettendosi in malattia. Per farlo è necessario seguire alcuni piccoli accorgimenti come: avvisare preventivamente il proprio datore, sottoporsi a una visita medica per mano del proprio medico di base, assicurarsi che il medico invii il certificato all’INPS e restare a disposizione presso il domicilio indicato, in attesa di visita fiscale.

Il lavoratore può assentarsi dal lavoro anche nel caso in cui gli venga diagnosticata la sindrome da fatica cronica. Perché ciò avvenga, devono essere presenti 4 dei seguenti sintomi, per almeno 6 mesi:

  • debolezza in seguito ad attività fisica;
  • forti disturbi nella concentrazione;
  • faringite;
  • dolori diffusi a livello articolare e muscolare, ma con assenza di infiammazione e gonfiore;
  • stanchezza dopo il riposo;
  • dolori alle ghiandole cervicali, ascellari, linfonodali;
  • cefalea che si manifesta in modo diverso dal consueto.
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