Bonus matrimonio 2020, cos’è e come funziona l’aiuto Inps per i neo sposi

Accantonata la proposta leghista di riconoscere uno speciale aiuto ai giovani che avessero scelto il rito religioso, ecco come funziona il Bonus sposi 2020

Negli scorsi mesi si è parlato molto di Bonus matrimonio, una sorta di aiuto economico che verrebbe assegnato dall’Inps ai futuri sposi.

A fine aprile 2019, in particolare, si era discusso alla Camera, in commissione Finanze, un progetto di legge firmato Lega che mirava appunto a introdurre una detrazione fino a 20mila euro in 5 anni per giovani sposi under 35 a basso reddito, che però si fossero sposati con rito religioso.

La bozza della Lega

La norma sarebbe stata valida dunque solo per i matrimoni religiosi. La proposta di legge era stata presentata il 13 novembre 2018 dal leghista Domenico Furgiuele, imprenditore edile di Lamezia Terme, eletto nella circoscrizione Calabria, ed era stato sottoscritto da altri 51 deputati.

Nella bozza proposta dalla Lega il Bonus aveva l’obiettivo di agevolare quelle giovani coppie che intendessero celebrare il matrimonio religioso. Queste, nel disegno del Carroccio, avrebbero avuto la possibilità di usufruire della detrazione del 20% delle spese connesse alla celebrazione del matrimonio religioso. Le spese detraibili sarebbero state stabilite nella cifra massima di 20mila euro. La quota massima detraibile per coppia sarebbe stata dunque pari al 20% di 20mila euro, quindi 4mila euro da dividere in cinque quote costanti in 5 anni.

Sarebbe spettato a fidanzati under 35 con un Isee complessivo non superiore ai 23mila euro e a 11.500 euro a persona. Le cerimonie avrebbero anche dovuto essere celebrate in territorio italiano. Non solo: per accedere alla detrazione i due sposini avrebbero dovuto avere la cittadinanza italiana da almeno 10 anni.

Di fatto, nella Manovra 2020 non è stata approvata la versione leghista, ma è entrato il Bonus matrimonio che altro non è che il vecchio congedo matrimoniale da tempo in vigore, riconosciuto dall’Inps.

Cos’è il Bonus matrimonio 2020

Il Bonus è un assegno che viene concesso in occasione di un congedo straordinario della durata di 8 giorni in occasione del matrimonio, civile o concordatario, da usufruire entro i 30 giorni successivi alla data dell’evento. L’assegno per congedo matrimoniale spetta a entrambi i coniugi quando entrambi vi abbiano diritto.

A chi spetta

L’assegno per congedo matrimoniale spetta agli operai, agli apprendisti, ai lavoratori a domicilio, ai marittimi di bassa forza dipendenti da aziende industriali, artigiane, cooperative, che:

  • contraggono matrimonio civile o concordatario;
  • possono far valere un rapporto di lavoro da almeno una settimana;
  • o fruiscono effettivamente del congedo (assenza dal lavoro) entro 30 giorni dalla celebrazione del matrimonio.

Spetta anche:

  • ai lavoratori disoccupati che siano in grado di dimostrare che nei 90 giorni precedenti il matrimonio hanno prestato, per almeno 15 giorni, la propria opera alle dipendenze delle aziende sopra dette;
  • ai lavoratori, che ferma restando l’esistenza del rapporto di lavoro, per un qualunque giustificato motivo non siano comunque in servizio (malattia, sospensione dal lavoro, richiamo alle armi ecc.).

A chi non spetta

Non si ha diritto all’assegno quando si contrae il solo matrimonio religioso. Si può aver diritto a successivi assegni solo se vedovi o divorziati.

L’assegno per congedo matrimoniale non spetta ai dipendenti di:

  • aziende industriali, artigiane, cooperative e della lavorazione del tabacco con qualifica di: impiegati, apprendisti impiegati, dirigenti;
  • aziende agricole;
  • commercio;
  • credito;
  • assicurazioni;
  • enti locali;
  • enti statali;
  • aziende che non versano il relativo contributo alla CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari).

Quanto spetta

  • Operai e apprendisti: 7 giorni di retribuzione. Dalla retribuzione giornaliera si detrae la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%.
  • Lavoratori a domicilio: 7 giornate di guadagno medio giornaliero. Dalla retribuzione giornaliera si detrae la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%.
  • Marittimi: 8 giornate di salario medio giornaliero. Dalla retribuzione giornaliera si detrae la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%.
  • Part- time verticale: spetta solo per i giorni di retribuzione che coincidono con quelli previsti dal contratto per lo svolgimento dell’attività lavorativa, si detrae sempre la percentuale a carico del lavoratore.

Cumulabilità

L’assegno è cumulabile con l’indennità Inail per infortunio sul lavoro fino a concorrenza dell’importo che sarebbe spettato a titolo di retribuzione. Di conseguenza, sarà corrisposta la differenza tra la retribuzione spettante e l’importo corrisposto dall’Inail a titolo di inabilità temporanea.

È incumulabile, invece, con le prestazioni di malattia, maternità, cassa integrazione ordinaria e straordinaria, trattamenti di disoccupazione (ASpI), perché queste indennità sostituiscono la retribuzione non percepita. Per tutto ciò, sarà corrisposto l’assegno per il congedo matrimoniale in quanto più favorevole.

Durante il congedo matrimoniale il lavoratore conserva il diritto all’assegno per il nucleo familiare.

Come fare domanda

I lavoratori occupati devono presentare la domanda al datore di lavoro alla fine del congedo e non oltre 60 giorni dal matrimonio, allegando il certificato di matrimonio o stato di famiglia con i dati del matrimonio rilasciato dall’Autorità comunale o dichiarazione sostitutiva di certificazione ex art. 46 D.P.R. 445/00 comprovante lo stato di coniugato e contenente gli estremi del matrimonio.

Se non è possibile produrre la certificazione nei termini citati, si può presentare un certificato rilasciato dall’Autorità religiosa ovvero una dichiarazione sostitutiva autenticata, purché successivamente si provveda a consegnare la documentazione prescritta;

I lavoratori disoccupati o richiamati alle armi devono presentare domanda all’Inps entro un anno dalla data del matrimonio, utilizzando uno dei seguenti canali:

  • WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino munito di PIN attraverso il portale dell’Istituto – servizio di “Invio OnLine di Domande di prestazioni a Sostegno del reddito”, funzione assegno per congedo matrimoniale.
  • Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
  • Contact Center – attraverso il numero 803164 gratuito da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico.

Documenti da allegare

Per presentare la domanda è necessario allegare questa documentazione:

Lavoratori disoccupati:

  • Dichiarazione sostitutiva di certificazione ex art. 46 D.P.R. 445/00 comprovante lo stato di disoccupato alla data del matrimonio ovvero relativa documentazione;
  • dichiarazione sostitutiva di certificazione ex art. 46 D.P.R. 445/00 comprovante lo stato di coniugato e contenente gli estremi del matrimonio;
  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ex art. 47 D.P.R. 445/00 relativa ad un rapporto di lavoro (come lavoratore non aventi titolo alla qualifica impiegatizia) di almeno quindici giorni nei novanta precedenti la data del matrimonio, alle dipendenze di
  • aziende industriali, artigiane e cooperative;
  • copia dell’ultima busta paga.

Lavoratori richiamati alle armi:

  • Dichiarazione sostitutiva di certificazione ex art. 46 D.P.R. 445/00 comprovante lo stato di militare alla data del matrimonio ovvero relativa documentazione;
  • dichiarazione sostitutiva di certificazione ex art. 46 D.P.R. 445/00 comprovante lo stato di coniugato e contenente gli estremi del matrimonio;
  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ex art. 47 D.P.R. 445/00 relativa ad un rapporto di lavoro (come lavoratore non
  • avente titolo alla qualifica impiegatizia) che dura alla data del matrimonio da almeno una settimana;
  • copia dell’ultima busta paga.

Il pagamento

Per i lavoratori occupati l’assegno viene pagato per conto dell’Inps dal datore di lavoro, per i lavoratori disoccupati o richiamati alle armi l’assegno viene corrisposto direttamente dall’Inps.

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