Bonus scuole paritarie fin a 1.500 euro, come funziona dopo il decreto attuativo

Il bonus per chi frequenta una scuola paritaria privata è entrato nella sua fase operativa dopo l'ultima approvazione del Garante della privacy: come si ottengono 1.500 euro all'anno

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Il Garante per la protezione dei dati personali ha approvato l’ultimo decreto attuativo necessario per dare il via alla fase operativa del bonus per gli alunni delle scuole paritarie. 1.500 euro all’anno per contribuire alla retta degli studenti figli di famiglie con un reddito limitato, senza nessun limite per il numero di figli che possono accedere al bonus.

Per ottenerlo sarà necessario fare domanda, completando un form sulla Piattaforma Unica del ministero dell’Istruzione e del Merito con i dati dell’alunno e della scuola che frequenta. Il bonus era stato previsto dalla legge di bilancio con 20 milioni di euro di stanziamento.

Attivo il bonus per le scuole paritarie

È entrato in vigore, dopo mesi dalla sua approvazione, il bonus per gli alunni delle scuole paritarie private. La misura era stata approvata insieme alla Manovra finanziaria alla fine del 2025, ma ha dovuto attendere una serie di decreti attuativi per poter effettivamente iniziare a distribuire i fondi stanziati, circa 20 milioni di euro.

Al decreto interministeriale tra il ministero dell’Istruzione e del Merito e il ministero dell’Economia e delle Finanze mancava l’approvazione del Garante per la protezione dei dati personali, che ha corretto alcune misure per quanto riguarda il trattamento dei dati degli studenti che potranno richiedere il bonus.

La misura permette di avere 1.500 euro per l’anno 2026, in modo che le famiglie che iscrivono i figli a una scuola paritaria privata, che quindi prevede una retta, possano avere un aiuto economico. Esistono però delle restrizioni a chi può effettivamente ottenere il bonus.

Chi può ottenere il bonus

La restrizione principale sono gli anni scolastici che gli alunni possono frequentare se la famiglia vuole ottenere il bonus. Si tratta:

  • delle scuole secondarie di primo grado, le medie;
  • dei primi due anni delle scuole secondarie di secondo grado, le superiori.

Niente bonus, quindi, né per la scuola primaria, le elementari, né per la scuola materna. Sono esclusi anche gli studenti del cosiddetto triennio delle superiori. L’altro limite significativo è quello del reddito della famiglia. L’Isee del nucleo di cui fa parte l’alunno per cui si avanza la richiesta di bonus non deve essere superiore a 30.000 euro. Non ci sarà, invece, alcun limite al numero di figli per nucleo che possono ottenere il bonus.

Come fare domanda

La domanda per il bonus per gli alunni delle scuole paritarie va presentata attraverso la Piattaforma Unica del Mim. La domanda telematica è l’unica accettata. I documenti necessari per la richiesta sono:

  • una forma di identità digitale (Spid, Cie);
  • i dati dello studente;
  • i dati della scuola paritaria;
  • l’iban su cui ricevere il bonus;
  • la documentazione su altri eventuali bonus regionali già percepiti.

A presentare la domanda deve essere un genitore o un tutore con autorità genitoriale nei confronti dell’alunno. Chi presenta la domanda e lo studente devono fare parte dello stesso nucleo Isee.