Bonus Tari 2026, al via lo sconto del 25% con i pagamenti di luglio: a chi spetta e come averlo

Per i cittadini con dichiarazione Isee sotto ai 9.500 euro sarà possibile ottenere un bonus del 25% sull’imposta pagata nel 2025

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Con l’arrivo di luglio, in gran parte dei Comuni italiani scatta l’appuntamento con la Tari, la tassa sui rifiuti dovuta per il 2026. Questa scadenza segna anche il debutto operativo del bonus sociale rifiuti, l’agevolazione introdotta a livello normativo già nel 2019 ma diventata concretamente applicabile solo a partire dal 2025. Chi possiede i requisiti troverà lo sconto già inserito nel bollettino, senza dover presentare alcuna domanda specifica.

Cos’è e a chi spetta

Il bonus consiste in una riduzione del 25% sull’importo della Tari (o della tariffa corrispettiva, dove prevista) ed è riservato ai nuclei familiari in condizioni di disagio economico, secondo gli stessi criteri già validi per i bonus sociali su luce, gas e acqua.

I limiti Isee per accedere all’agevolazione sono:

  • fino a 9.796 euro per i nuclei con massimo tre figli a carico;
  • fino a 20.000 euro per le famiglie numerose, con almeno quattro figli a carico.

È inoltre necessario che l’utenza Tari sia domestica e intestata a un componente del nucleo familiare che ha presentato l’Isee.

Nessuna domanda, ma occhio ai tempi

Il meccanismo è automatico: basta presentare ogni anno la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per il calcolo dell’Isee. Se l’attestazione rientra nelle soglie previste, lo scambio di dati tra Inps, Sii, Sgate e i gestori del servizio rifiuti fa il resto, applicando lo sconto direttamente in bolletta.

C’è però una particolarità che distingue il bonus Tari dagli altri bonus sociali: il beneficio viene riconosciuto con un anno di ritardo rispetto alla presentazione della Dsu. Questo accade perché la Tari si paga generalmente una volta l’anno, a differenza delle bollette energetiche, che hanno cadenza mensile o bimestrale. I gestori ricevono infatti l’elenco definitivo dei beneficiari solo dopo la chiusura della campagna Isee e completano le liste entro il 30 giugno dell’anno successivo.

In pratica, nel 2026 lo sconto spetta a chi ha ottenuto un’attestazione Isee sottosoglia nel corso del 2025. Chi presenta la Dsu nel 2026 dovrà invece attendere il 2027 per vedere applicato il beneficio.

Su una Tari annuale di 200 euro, lo sconto del 25% corrisponde a 50 euro, che vengono sottratti direttamente dall’importo da versare, portando il totale dovuto a 150 euro.

Le altre regole da conoscere

Alcuni aspetti pratici meritano attenzione:

  • il bonus vale solo per l’abitazione principale indicata nella Dsu, anche se il nucleo è titolare di più utenze Tari;
  • in caso di debiti Tari pregressi, il gestore può usare il bonus per compensare la morosità, ma solo dopo aver inviato un sollecito che indichi debito residuo e intenzione di compensazione;
  • chi cambia residenza restando nello stesso Comune e con lo stesso gestore non subisce interruzioni nell’erogazione;
  • in caso di trasferimento in un Comune diverso o cambio di gestore, il bonus viene erogato tramite bonifico domiciliato.

Chi paga il bonus

Per finanziare l’agevolazione è stata introdotta lla componente perequativa UR3, applicata a tutte le utenze Tari. Dal 2025 questa voce compare negli avvisi di pagamento con un importo di 6 euro l’anno, destinato a finanziare il bonus sociale rifiuti ai nuclei in difficoltà economica a partire dal 2026.