Bonus elettrodomestici, c’è tempo fino al 4 settembre per richiedere i rimborsi: come fare

Scadenza rimborso bonus elettrodomestici 2026: 4 settembre ultimo giorno per richiederlo. Oltre un milione di euro ancora da liquidare.

Foto di Federica Petrucci

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Pubblicato:

Chiedi a QuiFinanza

Per i negozi che hanno aderito al bonus elettrodomestici, il ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha fissato al 4 settembre 2026 il termine ultimo entro cui i venditori possono richiedere il rimborso delle somme anticipate ai clienti sotto forma di sconto in fattura.

Secondo i dati ministeriali, al 10 luglio 2026 risultavano ancora 169 esercenti che non avevano presentato la richiesta di rimborso, per un totale di oltre un milione di euro ancora da liquidare.

A quanto ammontava il bonus elettrodomestici

Il bonus, introdotto con la legge di bilancio 2025,  riconosceva uno sconto immediato al momento dell’acquisto di un nuovo elettrodomestico a basso consumo. La riduzione del prezzo:

  • veniva applicata direttamente in cassa dal negoziante, senza bisogno di attendere rimborsi futuri o di inserire la spesa nella dichiarazione dei redditi;
  • era pari al 30% del costo del prodotto;
  • veniva riconosciuta fino a un massimo di 100 euro a cliente, ma tale limite saliva a 200 euro per le famiglie con un Isee sotto i 25.000 euro.

Era quindi il venditore ad anticipare economicamente il contributo, recuperandolo solo successivamente attraverso la procedura di rimborso predisposta dal ministero.

Come richiedere il rimborso

Per ottenere il rimborso delle somme anticipate, gli esercenti devono utilizzare la piattaforma informatica dedicata alla misura (bonuselettrodomestici.it) e:

  • caricare la fattura emessa al cliente, che deve riportare il prezzo pieno dell’elettrodomestico e lo sconto applicato tramite voucher del Bonus elettrodomestici;
  • dichiarare il corretto smaltimento, poiché il bonus veniva riconosciuto per la sostituzione degli apparecchi obsoleti, il venditore deve rendere una dichiarazione, sotto la propria responsabilità, attestando di aver ritirato il vecchio elettrodomestico consegnato dal cliente e di averlo avviato al corretto smaltimento secondo la normativa vigente;
  • attendere i controlli di Invitalia e, se l’esito è positivo, il pagamento sul conto corrente indicato in fase di adesione all’iniziativa.

Per procedere c’è tempo fino al 4 settembre 2026. Decorso tale termine, il venditore:

  • perde il diritto al rimborso;
  • non potrà più recuperare gli importi anticipati ai clienti;
  • dovrà sostenere integralmente il costo dello sconto praticato.

I controlli fiscali

Una volta che è stata inviata l’istanza e completate le procedure di rimborso, il Mimit trasmette i dati dei voucher utilizzati all’Anagrafe tributaria. Le informazioni confluiscono nella dichiarazione dei redditi precompilata e vengono utilizzate per effettuare le verifiche previste dalla normativa.

Tra i controlli rientrano:

  • la corretta fruizione del contributo;
  • il rispetto dei requisiti richiesti;
  • il divieto di cumulare il bonus elettrodomestici con altre agevolazioni riferite allo stesso acquisto.

Rimborsi bloccati: a quanto ammontano i bonus non riscossi

Comunicazioni e controlli chiudono definitivamente la procedura di assegnazione e riconoscimento del bonus elettrodomestici, permettendo:

  • agli esercenti di recuperare le somme anticipate ai clienti e chiudere correttamente la gestione contabile dell’incentivo;
  • al Fisco, invece, di completare le verifiche, definire i rimborsi ancora pendenti e predisporre i controlli collegati alla misura.

Considerato che risultano ancora oltre un milione di euro da liquidare e 169 punti vendita devono ancora presentare l’istanza (con una media di circa 6.380 euro per ciascun esercente non ancora riscossi) , il Mimit ha invitato gli operatori interessati a verificare quanto prima la propria posizione sulla piattaforma dedicata e completare, eventualmente, tutti gli adempimenti richiesti qualora risultino ancora procedure aperte.