Questo articolo fa parte di un ciclo dedicato al referendum 2025, che ha l’obiettivo di illustrare in modo chiaro e documentato le posizioni a favore e contro i quesiti, nonché gli scenari in caso di raggiungimento del quorum. QuiFinanza mantiene una linea editoriale imparziale e si impegna a fornire un’informazione completa e obiettiva, senza sostenere alcuna posizione politica o ideologica.
La quarta scheda del referendum abrogativo dell’8 e 9 giugno 2025 riguarda il lavoro e, nello specifico, l’estensione della responsabilità al committente nei casi di infortunio sul lavoro e malattia professionale avvenuti in subappalto.
Indice
Cosa chiede il quarto quesito
Il quarto quesito del referendum, quello identificato dalla scheda rosa, chiede ai cittadini se intendano estendere al committente la responsabilità solidale dell’azienda subappaltatrice.
Oggi il committente non è obbligato a rispondere dei danni differenziali, cioè quelli che riguardano la parte di risarcimento che spetta al lavoratore, per infortunio sul lavoro o malattia professionale, oltre a quanto già indennizzato dall’Inail. I danni differenziali sono quelli che possono essere chiesti al datore di lavoro di fronte al giudice in sede civile. Oggi a pagare è solo l’azienda in subappalto.
Se vince il SÌ, a pagare sarebbero tutti gli attori della filiera: committente e azienda subappaltatrice.
Se vince il NO, tutto resterebbe com’è oggi: a pagare sarebbe solo chi ha preso il lavoro in subappalto.
Il testo completo del quarto quesito
Qui sotto il testo del quarto quesito del referendum, per come apparirà sulla scheda rosa:
Volete voi l’abrogazione dell’art. 26, comma 4, in tema di “Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione”, di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” come modificato dall’art. 16 del decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106, dall’art. 32 del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modifiche dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, nonché dall’art. 13 del decreto legge 21 ottobre 2021, n. 146, convertito con modifiche dalla legge 17 dicembre 2021, n. 215, limitatamente alle parole “Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici?”.
Perché votare NO al quarto quesito
Abbiamo già spiegato le posizioni di chi invita a votare SÌ al quarto quesito del referendum, dunque passiamo adesso ad analizzare le posizioni di chi invita a votare NO o ad astenersi per far saltare il quorum.
La prima obiezione riguarda il ruolo delle imprese committenti, che verrebbero di fatto chiamate ad agire come veri e propri investigatori. In caso di infortunio o malattia, il committente non potrebbe sottrarsi al risarcimento in sede civile semplicemente esibendo i certificati, prodotti al momento della stipula del contratto, che attestavano la conformità del subappaltatore nell’uso dei dispositivi di protezione e delle misure di sicurezza sul lavoro. In altre parole, il committente si troverebbe a rischiare anche se ha scelto un fornitore in regola. Per esercitare un adeguato controllo, dovrebbe inviare periodicamente i suoi ispettori nel cantiere in subappalto.
La seconda obiezione discende dalla prima e riguarda l’aumento dei costi e della burocrazia per chi appalta lavori esterni. Questo, viene sostenuto, rischierebbe di ingolfare la macchina andando a rallentare i subappalti, soprattutto in tre settori: edile, logistico e della ristorazione.
La terza obiezione riguarda i possibili effetti negativi sul lavoro: meno appalti uguale meno assunzioni. Il rischio è anche quello della scomparsa delle microaziende che lavorano per conto terzi.
Gli imprenditori chiedono, piuttosto, che venga potenziata la macchina dei controlli pubblici: oggi in Italia ci sono appena 2.108 Tecnici della prevenzione (Tpall) che si occupano della funzione ispettiva. Si tratta, tirando le somme, di 1 ispettore ogni 1.500 aziende. Troppo pochi, viene sostenuto, per garantire la sicurezza.
La posizione dei partiti in sintesi
I partiti di governo spingono per l’astensione in modo da far saltare il quorum.
Il Partito democratico di Elly Schlein ha annunciato cinque sì. Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte vota SÌ. Vota SÌ anche Avs. +Europa dice SÌ al quarto quesito. Italia Viva dice NO; un NO arriva anche da Azione.
PARTITO | SÌ | NO | ASTENSIONE |
Centro-destra | X | ||
Pd | X | ||
M5S | X | ||
Avs | X | ||
Azione | X | ||
Italia Viva | X | ||
+Europa | X |