Meglio la carta o il bancomat: cosa cambia e quale conviene usare

I criteri utili per scegliere la carta di pagamento più conveniente

“Carta o Bancomat?” Chi non si sente porre questa domanda almeno una volta al giorno, alzi la mano. Nella maggior parte dei casi rispondiamo senza riflettere, ma la differenza tra carta di credito e bancomat c’è eccome.

Sono entrambe piccole, sottili e fatte di plastica e la loro funzione principale è quella di effettuare pagamenti senza utilizzare i contanti. Ma anche se all’apparenza potrebbero sembrare identiche, carta di credito e bancomat sono strumenti con prerogative, logiche e tempi di addebito molto diversi. Dunque la scelta al momento di un pagamento dovrebbe essere tutt’altro che casuale.

Differenze tra carta di credito e bancomat

La principale differenza tra bancomat e carta di credito consiste nei tempi in cui viene addebitato l’importo sul conto corrente del titolare. Il bancomat comporta l’addebito immediato (“Pay now”) della cifra corrisposta, mentre con la carta di credito l’addebito a carico del consumatore è posticipato (“Pay later”). Utilizzando un bancomat (o carta di debito) tra la strisciata e l’addebito intercorrono quindi pochi secondi.

Con entrambe, inoltre, è possibile effettuare prelievi alle casse automatiche, ma per le carte di credito è prevista una commissione aggiuntiva che varia a seconda del circuito (Visa, Mastercard, American Express) e delle condizioni dettata dall’emittente.

Bancomat o carta di credito?

Dal momento che le logiche di pagamento e addebito sono basate su tempistiche diverse, i versamenti effettuati con bancomat devono essere garantiti dalla disponibilità immediata di denaro. Vien da sé che se la cifra da saldare supera tale disponibilità, è opportuno offrire all’esercente la carta di credito e posticipare l’addebito della somma o rateizzarla in un certo arco di tempo.

Il bancomat, d’altro canto, è la scelta migliore per chi vuole monitorare le proprie uscite ed evitare di farsi prendere la mano dagli acquisti sfrenati. Pagare con il bancomat, infatti, significa avere sempre sotto controllo il saldo reale e l’entità delle uscite mensili. Il rischio di andare “in rosso” in questo caso non c’è, in quanto una volta esaurito il denaro in conto tutti i pagamenti successivi verranno rifiutati.

Pagamenti digitali

Se avete mai provato a fare acquisti su Amazon, vi sarete accorti che questa piattaforma di e-commerce prevede pagamenti solo con carta di credito, e non con bancomat o conti Paypal.

Oltre agli acquisiti online, la stessa cosa accade quando si vuole prenotare una vacanza, affittare un’auto o provvedere a un qualsiasi pagamento a distanza. In tutti questi casi, occorrerà quasi sempre una carta di credito.

Per tali operazioni, infatti, serve un codice di tre cifre (CVV) che il bancomat, essendo una carta di debito e non di credito, non ha. Alcune banche, però, offrono la possibilità di abilitare il bancomat anche per i pagamenti digitali, ma si tratta di un servizio a pagamento previsto solo da alcuni istituti di credito.

Qual è la scelta più sicura?

Anche se molte persone non si fidano ancora dei pagamenti elettronici, in realtà questi strumenti sono sicuri e affidabili, specie se utilizzati con criterio.

Volendo scendere nel dettaglio, il bancomat è l’unico a prevedere la digitazione di un PIN al momento del pagamento. Eccetto per i bancomat e le carte abilitate al “contact-less” (che non prevede di strisciare fisicamente la carta o digitare Pin per i pagamenti fino a un certo importo), il PIN è una garanzia in caso di furto o smarrimento e rende difficile la clonazione.

Da questo punto di vista, la carta di credito può comportare rischi maggiori perché comporta il solo passaggio della banda magnetica sul lettore senza digitazione di PIN . Stesso discorso per le carte multifunzione (bancomat+carta di credito) in cui la banda magnetica è la medesima e quindi più facilmente clonabile.

Meglio la carta o il bancomat: cosa cambia e quale conviene usare