Covid, Zaia chiede ai veterinari di fare i tamponi: la risposta

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha rivolto un appello ai 2.450 veterinari sul territorio: "Darebbero una mano ai medici per il tracciamento". La risposta non si è fatta attendere

Il presidente del Veneto Luca Zaia ha rivolto un appello ai veterinari durante la conferenza stampa di aggiornamento sui dati del coronavirus nella sua regione. Il governatore ha chiesto loro di aiutare i medici nella somministrazione dei tamponi, così da supportarli nel contact tracing e nella circoscrizione dei focolai.

Zaia, appello ai veterinari per i tamponi: “L’uomo è un mammifero”

I veterinari, in Veneto, “sono 2.450: insieme ai 3.600 medici potrebbero fare squadra e lavorare a beneficio dei cittadini”, ha spiegato Luca Zaia. A supporto della richiesta, il governatore ha detto che l’uomo, essendo un mammifero, ha sette vertebre cervicali come tutti gli altri. “A livello di mammiferi – ha aggiunto – i veterinari sono degli esperti”.

Per questo motivo non ci sarebbe “nulla di trascendentale” nel fargli fare un percorso insieme ai medici. “I veterinari sanno benissimo come è fatto il corpo umano: fanno due esami di anatomia, un esame di fisiologia, poi clinica, biochimica, in tutto almeno 53: sono validissimi professionisti”.

Zaia, la risposta del sindacato dei veterinari: “Abuso della professione”

La risposta dei veterinari veneti non si è fatta attendere. La segretaria regionale del sindacato di categoria (Sivemp), Maria Chiara Bovo, in una nota ha spiegato che i veterinari sono stati “sorpresi di essere tirati in ballo”. La Bovo ha sottolineato che “l’esecuzione di attività di questo tipo rappresenterebbe un abuso di professione infermieristica o medica“.

La segretaria ha ricordato che già dall’inizio dell’emergenza Covid il Sivemp, che rappresenta la grande maggioranza dei veterinari Ulss del Veneto, ha dato la propria disponibilità a partecipare alla definizione delle strategie di contrasto all’epidemia. “Offerta ignorata – ha aggiunto la Bovo -. Esprimiamo contrarietà a svolgere funzioni in aree disciplinari per cui non abbiamo competenza né copertura giuridica“.

Nuovo Dpcm, il Veneto nella zona gialla: le misure da adottare

Ieri sera il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato che il Veneto rientra tra le Regioni inserite nell’area gialla, quelle caratterizzate da “rischio moderato“. Luca Zaia, riconoscendo il fatto che tale classificazione dimostra che “il sistema di gestione e il modello sanitario hanno tenuto”, ha ribadito la necessità di tenere alta la guardia.

Dal punto di vista delle misure da osservare in Veneto, saranno in vigore tutte le regole nazionali stabilite dal nuovo Dpcm:

  • coprifuoco alle 22 (per uscire di casa oltre l’orario servirà un’autocertificazione)
  • servizi di ristorazione, bar compresi, aperti fino alle 18
  • chiusi musei e mostre
  • didattica a distanza alle scuole superiori
  • didattica in presenze per elementari e medie, ma obbligo di indossare la mascherina per tutti gli studenti
  • chiusura di attività commerciali nelle giornate festive e prefestive (ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole)
  • capienza massima del 50% sui mezzi di trasporto pubblico
  • sospensione di prove selettive e concorsi, sia pubblici sia privati
  • chiusi i corner scommesse e giochi nei bar e nelle tabaccherie

Per circolare in Regione non sarà necessaria alcuna autocertificazione, obbligatoria solo nel caso in cui occorresse recarsi per motivi indifferibili in una ‘zona rossa‘.

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