Variante Delta, verso il ritorno in zona gialla: le regioni a rischio

Dai numeri del monitoraggio settimanale dell'Iss, tre regioni si avvicinano al passaggio alla fascia di rischio con misure più restrittive

Non è ancora tempo di tornare in zona gialla, ma per alcune regioni il destino è in bilico. Non sarà lunedì prossimo infatti la data del ritorno per alcune zona d’Italia a misure più restrittive, ma sono diversi i territori che rischiano il cambio di fascia di rischio a partire dal 26 luglio. Sulla spinta della diffusione della variante Delta tra i non vaccinati, l’inversione di tendenza è ormai certificata nell’ultimo monitoraggio settimanale della cabina di regia Iss.

Variante Delta, verso il ritorno in zona gialla: i dati del monitoraggio

Secondo l’ultimo report l’indice Rt si sta avvicinando al limite di 1 attestandosi a 0.91, in aumento rispetto allo 0.66 rilevato nei precedenti sette giorni.

Illustrando l’analisi dei dati dell’epidemia da coronavirus in Italia, il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ha previsto per la prossima settimana valore di “1.24, con un intervallo 1.21-1.27“.

A preoccupare è soprattutto l’incidenza dei casi sul territorio, parametro sufficiente a fare scattare la zona gialla se supera i 50 contagi su 100mila abitanti. Attualmente sono tre le regioni che si dirigono verso questa soglia: la Sardegna con 33,2 casi per 100mila, la Sicilia (31,8) e il Veneto (26,7).

Il valore medio su tutto il territorio nazionale è però ancora lontano dal limite con una crescita a 19 casi su 100mila abitanti rispetto agli 11 della settimana scorsa e in generale la pressione ospedaliera continua a mantenersi bassa.

“Il quadro generale della trasmissione dell’infezione da Sars-CoV-2 torna a peggiorare nel Paese con quasi tutte le Regioni e province autonome classificate a rischio epidemico moderato” hanno spiegato gli esperti della cabina di regia, specificando che “sono 19 le Regioni e le Province autonome classificate a rischio moderato e due (Trento e Valle D’Aosta) a rischio basso”.

“La trasmissibilità sui soli casi sintomatici aumenta rispetto alla settimana precedente, sebbene sotto la soglia epidemica, espressione di un aumento della circolazione virale principalmente in soggetti giovani e più frequentemente asintomatici” dicono ancora.

“Nessuna Regione o provincia autonoma supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 2%, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 187 (al 6 luglio) a 157 (al 13 luglio). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale rimane al 2%. Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 1.271 (6 luglio) a 1.128 (13 luglio)” si legge nel report con i dati del monitoraggio relativo alla settimana 5-11 luglio.

Variante Delta, verso il ritorno in zona gialla: la rivalutazione dei parametri

Il passaggio alla fascia con maggiori restrizioni da parte delle regioni più a rischio non è però scontato perché rimane legato alle modifiche sui parametri richiesto dai governatori e annunciato dal ministro della Salute Roberto Speranza. In particolare saranno quest’ultimi valori sulla pressione ospedaliera ai quali si vorrà dare più importanza, probabilmente già dalla prossima settimana.

“In una fase caratterizzata da un livello importante di vaccinazione” contro il Covid, “è ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori” ha spiegato Speranza.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Variante Delta, verso il ritorno in zona gialla: le regioni a rischio