Scuola, dubbi sulla riapertura a settembre. Dalla didattica alla mensa, tutte le novità

Come la ministra Azzolina ha voluto più volte sottolineare, il 14 settembre 2020 tutti gli studenti torneranno in classe. Ma i dubbi, e i problemi, aumentano

Per quanto sia dall’Oms e che da alcuni esperti virologi arrivino moniti che parlano di rischio di ritorno a scuola, per via della possibilità che i bambini si infettino tra loro e da loro il virus passi agli insegnanti, al momento non sembra essere messa in discussione la ripartenza della scuola in Italia.

Quando si torna in classe

Come la ministra Azzolina ha voluto più volte sottolineare, il 14 settembre 2020 tutti gli studenti torneranno in classe. Le lezioni riprenderanno come previsto dall’ordinanza firmata lo scorso 24 luglio. Solo un numero marginale di Regioni ha deciso di discostarsi da questa data.

Ma il problema è che, a distanza di appena tre settimane dal rientro a scuola, restano ancora diversi punti da chiarire, e non solo per quanto riguarda l’organizzazione degli spazi e la carenza di organico. Ora, emerge anche la preoccupazione dei presidi per la responsabilità penale a loro imputabile in caso di contagi Covid.

Cosa riparte il 1° settembre

Se la scuola non subirà ulteriori scossoni, le lezioni riprenderanno il 14 settembre in presenza, mentre dal 1° settembre partiranno le attività di integrazione e recupero degli apprendimenti per tutti gli studenti che non hanno raggiunto la sufficienza e per coloro che i docenti riterranno utile coinvolgere, anche in attività di consolidamento o potenziamento dell’apprendimento.

Didattica a distanza

Niente più didattica a distanza, dunque? Ni. Si tornerà in classe e il servizio scolastico sarà erogato con le lezioni in presenza, ma solo nella scuola secondaria di secondo grado la didattica digitale potrà essere utilizzata in modo complementare e integrata.

Solo in caso di una nuova sospensione delle attività in presenza, dovuta a motivi emergenziali, si renderà necessario il ricorso alla didattica digitale integrata per tutti gli altri gradi di scuola.

Mascherina in classe?

Gli studenti non dovranno indossare la mascherina in classe durante le lezioni. Il Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza (CTS) si esprimerà in maniera definitiva a breve sull’obbligo di utilizzo della mascherina per gli studenti di età superiore a 6 anni.

Per chi ha meno di 6 anni è già previsto che non si debba utilizzarla. Nelle scuole dell’infanzia, però, dovrà indossarla il personale, non essendo sempre possibile garantire il distanziamento, vista l’età degli alunni e la loro necessità di movimento.

Mensa

Per quanto siano molte le scuole, soprattutto nelle grandi città, che si trovano in difficoltà per la gestione delle mense, sia per gli spazi sia per la carenza di personale ATA, promette Azzolina che la mensa sarà assicurata prevedendo differenti turni tra le classi.

Dove i locali mensa non siano presenti o vengano riconvertiti in spazi destinati ad accogliere gruppi per l’attività didattica ordinaria, il pasto potrà essere consumato in aula, garantendo l’opportuna aerazione e sanificazione degli ambienti e degli arredi utilizzati prima e dopo il consumo del pasto.

Pre e post scuola

Anche i servizi di pre e post scuola, laddove esistenti, resteranno, rispettando le indicazioni organizzative generali, come per esempio la necessità di avere attività strutturate per gruppi stabili, con gli stessi adulti di riferimento e nel rispetto delle regole previste per la riduzione del contagio.

Se un bambino ha la febbre

E che succede se un bambino ha la febbre? Se si ha la febbre prima di uscire di casa non si può andare a scuola. I Protocolli di sicurezza e le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico prevedono l’obbligo di rimanere a casa in presenza di temperatura oltre i 37,5° o altri sintomi simil-influenzali.

La temperatura va controllata a casa dalle famiglie, non verrà presa a scuola prima dell’ingresso.

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