Regolarizzazione colf, badanti e lavoratori agricoli: si parte lunedì. Come fare richiesta

Il periodo per presentare le istanze termina il 15 luglio alle ore 22. Tutto quello che c'è da sapere su requisiti e procedure per fare domanda

A partire da lunedì 1 giugno, sarà possibile presentare le domande di regolarizzazione dei rapporti di lavoro con cittadini stranieri, come colf, badanti e lavoratori agricoli, prevista dal Dl Rilancio (qui lo speciale QuiFinanza). Come prevede il decreto interministeriale Interno, Economia, Lavoro e Politiche agricole del 27 maggio 2020 (consultabile interamente qui), il periodo per fare richiesta scadrà alle ore 22 del 15 luglio.

I settori e le istanze presentabili

Il decreto interministeriale stabilisce tra le altre cose i dettagli della procedura per ottenere l’emersione dei rapporti di lavoro ed elenca i requisiti per fare domanda. I settori interessati dal provvedimento, in particolare, sono tre: agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura; lavoro domestico e assistenza alla persona. 

Tre sono anche le istanze che si possono presentare: due di queste riguardano nello specifico l’emersione dei rapporti di lavoro con cittadini stranieri extracomunitari oppure con cittadini italiani o europei; la terza, invece, riguarda la possibilità di richiedere il rilascio di un permesso di soggiorno a determinate condizioni.

L’istanza a favore di cittadini extracomunitari

Per quanto riguarda le istanze a favore dei cittadini extracomunitari (art. 1), vanno presentate in via esclusivamente telematica collegandosi all’indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it, dalle ore 7.00 del 1° giugno alle ore 22.00 del 15 luglio. Tali domande verranno quindi prese in carico e gestite dallo Sportello unico per l’immigrazione. 

L’istanza per lavoratori italiani o europei

Per quanto concerne le istanze in favore di cittadini italiani o dell’Unione Europea (art. 2), la domanda andrà invece presentata all’INPS. Anche in questo caso, il periodo utile per farlo è tra il 1° giugno al 15 luglio 2020, e bisognerà fare richiesta esclusivamente in modalità telematica collegandosi al portale dell’Istituto, che metterà online un’apposita pagina come ha fatto anche per altri bonus e iniziative. 

L’istanza di permesso di soggiorno temporaneo

C’è poi la possibilità di presentare istanza di permesso di soggiorno temporaneo. L’art. 3 spiega infatti che i cittadini stranieri, titolari di un permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno, possono chiedere al Questore della Provincia  in cui hanno dimora il rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio nazionale, della durata di sei mesi decorrenti dalla data di presentazione dell’istanza. 

Per poter accedere a questa opportunità, il cittadino straniero deve:

  • essere in possesso di  un passaporto o di altro documento equipollente, oppure di una attestazione di identità rilasciata dalla rappresentanza diplomatica del proprio paese di origine; 
  • risultare presenti sul territorio nazionale alla  data dell’8 marzo 2020, senza che se ne siano allontanati dalla medesima data; 
  • aver svolto attività di lavoro, nei settori previsti dal decreto;
  • comprovare di aver svolto tale attività di lavoro, attraverso idonea  documentazione da  esibire all’atto della presentazione della richiesta. 

Le istanze possono essere presentate al Questore dal 1° giugno al 15 luglio tramagli gli uffici-sportello del gestore esterno, con pagamento di 30 euro. 

Pagamenti e costi

Per quanto riguarda le prime due istanze a carico del datore di lavoro, potranno essere presentate previo pagamento forfettario di 500 euro per ciascun lavoratore, oltre a un contributo forfettario a titolo contributivo, retributivo e fiscale che verrà determinato in futuro. A questo proposito, le Entrate hanno istituito, con la risoluzione n. 27/E, i codici tributo per il versamento, tramite F24 dei contributi forfettari. La terza istanza, invece, prevede un onere a carico del richiedente di 130 euro, oltre al pagamento di 30 euro per l’inoltro della domanda.

I requisiti di reddito del datore di lavoro

Perché la procedura sia ammissibile, il datore di lavoro deve avere un reddito imponibile o un fatturato non inferiore a 30mila euro annui. Tale requisito è inferiore per la dichiarazione di emersione di un lavoratore  addetto al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare o all’assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o disabilità: in questo caso, il reddito imponibile del datore non può essere inferiore a 20mila euro annui in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito, o a 27mila euro annui se si tratta di nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica composta da più soggetti conviventi.

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