Cervinia, ressa all’apertura delle piste: cosa prevede il nuovo Dpcm per gli impianti sciistici

Assembramenti e file il primo giorno, più tranquilla la situazione 24 ore dopo: cosa ha deciso il governo con le nuove misure restrittive

Nel nuovo Dpcm di ottobre appena firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è prevista la chiusura degli impianti nei comprensori sciistici.

Potranno essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal Coni, dal Cip e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni. Ma non si tratta di una chiusura totale per gli amatori, dato che nel testo viene esplicitamente lasciato aperto uno spiraglio.

Nuovo Dpcm, impianti sciistici aperti ma a una condizione

Gli impianti sciistici sono aperti agli sciatori amatoriali solo nel caso in cui vengano adottate le apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte ad evitare assembramenti.

Lo prevede il nuovo Dpcm con misure anti Covid firmato dal governo Conte. Si resta quindi in attesa dell’approvazione di un protocollo da parte del Comitato tecnico scientifico per far sì che gli appassionati possano regolarmente continuare a sciare nel prossimo mese.

Impianti presi d’assalto in Cervinia: cosa è successo

Una decisione arrivata il giorno dopo la presa d’assalto delle piste in Cervinia, in occasione della riapertura stagionale degli impianti. Si sono registrati 2 mila ingressi, in un comprensorio con piste innevate come a fine ottobre non si vedeva da anni. Le immagini delle code fuori dalla biglietteria, però, hanno scatenato le polemiche come accaduto a marzo scorso, pochi giorni prima del lockdown.

Matteo Zanetti, presidente e amministratore delegato della Cervino spa, ha assicurato come la situazione dal punto di vista degli accessi e dei controlli sia ottimale: le file alla cassa sono state gestite all’esterno e non in spazi chiusi, proprio per evitare assembramenti all’interno della struttura. A tutti, poi, è stata misurata la temperatura.

Le stesse scene non si sono comunque verificate 24 ore dopo, domenica 25 ottobre: il secondo giorno di apertura degli impianti di risalita a Cervinia non ha fatto registrare code alle biglietterie, neppure assembramenti alla partenza del comprensorio. La Cervino spa ha modificato le regole di accesso a funivie e telecabine, evitando così la formazione di code.

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