Come si svolge la DAD per alunni fragili

Scopri in che modo funziona e viene svolta la didattica a distanza per gli alunni disabili

La didattica a distanza (DAD) è una modalità di fruizione della scuola salita alla ribalta con l’emergenza Covid-19. Tale situazione ha evidenziato alcune specificità, normate dalla Legge, relative a categorie di alunni con bisogni speciali. È il caso della didattica a distanza per alunni fragili, la quale segue regole legate alle condizioni di svantaggio dello studente.

Gli studenti fragili, secondo la definizione dell’Ordinanza Ministeriale n. 134 del 9 ottobre 2020, sono studenti impossibilitati a seguire le lezioni in presenza per patologie gravi, o per immunodepressione certificata e per tale motivo esposti ad un rischio di contagio troppo elevato.

La DAD per i soggetti fragili, secondo il documento sopra citato, è una soluzione metodologica complementare alla didattica in aula che dovrebbe permettere una fruizione didattica completa a domicilio, in accordo con le famiglie e in sinergia con le strutture locali competenti.

Nel caso in cui la fragilità del soggetto sia legata a condizioni socio culturali degradate, oppure a disabilità permanenti, viene invece privilegiata la frequenza scolastica in classe con turnazioni che alternano DAD e presenza, sulla base dei protocolli di sicurezza e delle misure restrittive anti contagio.

Infine sia per quanto concerne gli alunni certificati DSA, ovvero con Disturbi Specifici dell’Apprendimento in ambito scolastico (secondo la Legge 170/2010), sia per quanto concerne gli alunni non certificati, ma riconosciuti BES (Bisogni Educativi Speciali) dai docenti e dal consiglio di classe, si deve fare riferimento ai singoli piani didattici personalizzati.

Come si svolge la DAD per alunni disabili?

La didattica a distanza per disabili è una soluzione considerata necessaria nell’emergenza, ma comunque da utilizzare in alternanza con la didattica in presenza. Le motivazioni sono specificate nell’articolo 43 del DPCM 2 marzo 2021 nel quale si salvaguarda: “la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso dei laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa, che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”.

Inoltre una nota operativa del Ministero dell’Istruzione ribadisce il concetto sulla didattica a distanza come metodologia complementare per alunni con disabilità. In particolare viene specificato che è compito delle scuole adoperarsi affinché gli studenti disabili e BES non siano soli nelle attività scolastiche in presenza, attuando: “metodi e strumenti autonomamente stabiliti e che ne consentano la completa rotazione in un tempo definito, con i quali gli studenti BES possano continuare a sperimentare l’adeguata relazione nel gruppo dei pari, in costante rapporto educativo con il personale docente e non docente presente a scuola”.

FAQ alunni fragili didattica a distanza

Ecco le risposte ai più comuni quesiti sulla didattica a distanza per disabili e fragili, fornite da siti istituzionali di organizzazioni operative nel mondo scolastico, come per esempio sindacati e associazioni del terzo settore.

Quali strumenti sono messi in campo per gli alunni disabili e fragili che non possono frequentare le lezioni in presenza?

La certificazione che comprova per il soggetto fragile, come sopra definito, l’impossibilità di seguire le lezioni in presenza, comporta l’acquisizione del diritto a beneficiare di altre modalità didattiche integrative, come la didattica a distanza (DAD) e la didattica digitale integrata (DDI).

Chi garantisce che la fruizione della didattica da parte degli studenti fragili, sia efficace e qualitativamente adeguata?

Affinché la fruizione della DDI e della DAD per fragili e disabili sia paritaria ed efficace nel suo svolgimento, sia in modalità sincrona che in modalità asincrona, le istituzioni scolastiche monitorano l’offerta formativa parametrata sulle comprovate esigenze speciali di ogni alunno.

Come funziona la didattica a distanza per alunni con familiari fragili?

L’alunno che convive con un soggetto fragile, ovvero affetto da immunodepressione conseguente a patologie oncologiche e cure salvavita, non ha diritto formalmente all’attivazione di procedure speciali in merito alle metodologie didattiche. Resta però delegata ai singoli istituti scolastici la facoltà, in piena autonomia, di attuare soluzioni analoghe a quelle previste per gli alunni fragili certificati. Questa possibilità è legata alla richiesta di attivazione della DAD da parte dei genitori e deve essere accompagnata dalla certificazione medica che attesta la presenza di un convivente nel nucleo familiare in effettiva condizione di fragilità tale da inficiare la gestione pratica della didattica in presenza dell’alunno.

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