BCE e Climate change, pronto il “bazooka verde” di Lagarde 

Al vertice dell'ONU sul clima l'attivista svedese Greta Thunberg pronuncia, in lacrime, un discorso già diventato iconico. "Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto ciò di cui parlate sono i soldi? Come osate?"

Affrontare i cambiamenti climatici e ridurne al minimo gli effetti è probabilmente la sfida più difficile e urgente del nostro tempo. Un fenomeno, sempre più preoccupante e in crescita, che chiama tutti in causa, al centro del summit sul clima di New York dove, persino il Palazzo di Vetro dell’ONU ha aperto apre le porte a quella che è stata ormai ribattezzata la “generazione Greta”, sulla scia dell’esempio della sedicenne svedese impegnata a lottare contro il climate change, che nell’occasione ha lanciato un accorato appello.

HOW DARE YOU? –  La Thunberg si è rivolta in lacrime ai leader mondiali, lanciando un grido disperato e rabbioso per richiamare sulle conseguenze negative che i cambiamenti climatici stanno già causando:: “La scienza da trent’anni è chiara ma voi distogliete lo sguardo, come osate?“. “Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia”:, ha continuato. “Ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se sceglierete di fallire non vi perdoneremo mai”. E ancora: “Il mondo si sta svegliando e il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no”.  

IL MONDO CORRE AI RIPARI : SARA’ TROPPO TARDI? – Bisogna correre ai ripari. Quantomeno provarci per scongiurare danni peggiori al Pianeta, irreparabili.  “Sessantasei governi, 10 regioni, 102 città, 93 aziende e 12 investitori si sono impegnati nel raggiungere le zero emissioni nette di CO2 entro il 2050”, si legge in un comunicato del Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres. “L’emergenza climatica è una gara che stiamo perdendo, ma possiamo vincerla”, ha continuato. Intanto, la Russia ha annunciato di aver ratificato l’accordo di Parigi. A sorpresa, al vertice si è presentato anche il “negazionista” Donald Trump, la cui posizione sul riscaldamento globale è ormai nota.

Ma non solo:  68 paesi si sono impegnati a rivedere formalmente verso l’alto i loro piani climatici entro il 2020, quando i 195 firmatari dell’accordo di Parigi dovrebbero presentare nuovi impegni. Inoltre, 30 paesi stanno ora aderendo ad un’alleanza che si propone di fermare la costruzione di centrali a carbone dal 2020.

Nei giorni scorsi è arrivata anche la svolta green della Germania con Berlino che ha messo sul piatto almeno 100 miliardi di euro entro il 2030 “per la protezione del clima e la transizione energetica”.

Una priorità, la lotta al cambiamento climatico, che sarà al “centro della missione della Bce e di ogni altra istituzione”, ha anticipato Christine Lagarde, l’ex ministro delle Finanze francese e attuale numero uno del Fondo monetario internazionale che dal primo novembre prenderà ufficialmente il posto di Mario Draghi nel nuovo palazzo della Banca centrale europea a Francoforte. “Siamo solo agli inizi, ma dobbiamo farne una priorità”, ha detto nel corso di una recente audizione al Parlamento Ue, aggiungendo che “ogni istituzione dovrebbe avere come missione la protezione dell’ambiente”, con un occhio ovviamente al principio della “market neutrality”, che obbliga l’istituzione comunitaria a non discriminare un settore rispetto ad altri.

In generale, è innegabile che nell’ultimo periodo si assiste a una inedita e crescente sensibilità ambientale nel mondo finanziario, sempre più allarmato dalle ricadute economiche di un climate change che secondo un recente studio di Moody’s Analytics potrebbero toccare i 69mila miliardi di dollari. Non resta, dunque, che unire le forze per meglio rispondere al problema del cambiamento climatico ormai evidente come hanno fatto oltre trenta tra banche centrali e autorità di regolamentazione nel nuovo “Network for Greening and Financial System”, fondato dal Governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney, ex di Goldman Sachs e della Banca centrale canadese, che già nel 2015 alzò il velo su una questione, non più rimandabile,  che oggi è esplosa con tutta la sua forza allarmante.  

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