Chernobyl dal nucleare al fotovoltaico, il nuovo piano per 2MW di pannelli solari

A 40 anni dall'incidente nucleare più grave della storia, nell'area di esclusione di Chernobyl sarà installato un impianto fotovoltaico da 2MW, utile anche per la sicurezza

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Il 26 aprile 2026 si celebrerà il quarantesimo anniversario del disastro di Chernobyl, il più grave incidente che abbia mai coinvolto un reattore nucleare civile. Nella zona di esclusione della centrale, creata per delimitare l’area più danneggiata dalle radiazioni, nascerà ora un parco fotovoltaico da 2 MW, in aggiunta ai pannelli già installati nel 2018.

I pannelli solari dovrebbero non solo fornire energia alla rete elettrica ucraina, messa in difficoltà dagli attacchi dei russi contro le infrastrutture energetiche, ma anche garantire alla centrale una maggiore autonomia dalla rete esterna, proprio nel caso in cui gli attacchi dell’esercito di Mosca dovessero finire per isolarla.

I nuovi pannelli solari a Chernobyl

Alla fine del mese si di marzo del 2026 si è svolta una gara d’appalto internazionale per realizzare un parco fotovoltaico all’interno della zona di esclusione della ex centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina. La gara è stata vinta dalla società ucraina Solar Steel Construction Lcc, che ha avviato i lavori per individuare le aree migliori per il collocamento del parco e realizzare le strutture di supporto dei pannelli.

L’impianto fotovoltaico dovrebbe essere in grado di fornire 2 MW di capacità e sarà collocato con ogni probabilità proprio nei pressi della centrale. La superficie necessaria per ospitare un impianto di questo tipo a terra è normalmente compresa tra i due e i tre ettari e la produzione di energia potrebbe variare tra i 2 e i 3 gigawattora.

Si tratta quindi di un impianto di dimensioni industriali, ma non di un’infrastruttura energetica che possa rivaleggiare con le più grandi in Europa. Il parco solare più potente del continente si trova in Germania e ha una capacità di 605 MW. Il più grande d’Italia è il parco Fénix, in Sicilia, da 245 MW.

Chernobyl, la svolta con il fotovoltaico
ANSA
Il sarcofago protettivo della centrale nucleare di Chernobyl

Il primo progetto del 2018

Questi non saranno i primi pannelli fotovoltaici che verranno installati nella zona di esclusione della ex centrale nucleare di Chernobyl. Già nel 2018, pochi anni prima dell’inizio della guerra, infatti, era nato un progetto simile che aveva visto l’installazione di 1 MW di pannelli solari nei pressi del cosiddetto sarcofago di contenimento della centrale.

Anche unendo l’apporto energetico dei due parchi solari, non si arriva a un millesimo dell’energia che la centrale di Chernobyl era in grado di produrre quando tutti e quattro i reattori erano in attività.

L’utilità del fotovoltaico per la sicurezza di Chernobyl

Dal 2000 Chernobyl non produce più energia elettrica, ma al contrario ne consuma. I sistemi che mantengono in sicurezza quello che rimane del reattore 4, distrutto durante l’incidente, necessitano di un apporto continuo di elettricità per funzionare. La guerra in Ucraina ha però messo a rischio questo approvvigionamento, perché l’esercito russo ha più volte perso di mira proprio la rete elettrica del Paese.

Senza energia elettrica l’intero sistema che gestisce le macerie radioattive del reattore smetterebbe di funzionare. Di conseguenza, questi pannelli solari risultano utili anche dal punto di vista della sicurezza della centrale, come ha spiegato Serhii Tarakanov, direttore generale di Chernobyl:

Le fonti energetiche alternative ci consentono di soddisfare le esigenze critiche dell’impianto in caso di blackout o danni alla rete, di ridurre la dipendenza dalle linee elettriche esterne e di garantire il funzionamento ininterrotto dei sistemi essenziali anche nelle condizioni belliche più difficili.