Case Green, il nuovo Ape cambia le classi energetiche: rischio svalutazione degli immobili

Da oggi entra in vigore la nuova attestazione di prestazione energetica, più severa: gli immobili meno efficienti rischiano di perdere valore

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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La direttiva europea Case Green sta entrando in una fase decisiva e modificherà la valutazione delle abitazioni in Italia. A partire da oggi entrano in vigore nuove regole che incidono sulla classificazione energetica degli immobili, sui criteri di calcolo e quindi, potenzialmente, anche sul valore delle case sul mercato.

Nuova direttiva Case Green: obiettivi e pressione sul settore edilizio

L’obiettivo di lungo periodo è quello di rendere il patrimonio edilizio europeo a zero emissioni entro il 2050. Per arrivarci, l’Unione Europea ha fissato tappe intermedie, una al 2030 e l’altra al 2035.

Per il settore residenziale, che secondo Iea rappresenta un terzo delle emissioni europee, è prevista una riduzione progressiva dei consumi energetici. L’attenzione è concentrata soprattutto sugli edifici più inefficienti, che rappresentano la parte più critica del patrimonio immobiliare europeo.

In Italia, dove una quota importante degli immobili è ancora in classi energetiche molto basse, l’impatto della direttiva potrebbe essere particolarmente pesante.

Riforma dell’Ape: come cambia la classificazione energetica

La principale novità riguarda la riforma del sistema di Ape, l’Attestazione di prestazione energetica. La  scala energetica viene resa uniforme a livello europeo e semplificata nella struttura. Si va dalla classe A alla classe G. I vari sottolivelli che esistono in Italia, soprattutto per la classe A, non verranno presi più in considerazione a livello europeo.

La classe A identifica solo gli edifici a emissioni zero o quasi zero, con criteri molto più stringenti rispetto all’attuale A4 secondo la scala di misurazione nazionale. La classe G rappresenterà tutti gli immobili con le peggiori prestazioni energetiche.

Il cambiamento, però, non è solo formale. Cambiano anche i criteri di valutazione utilizzati dai tecnici certificatori. Tra i nuovi elementi considerati rientrano:

  • l’analisi più precisa dell’involucro edilizio;
  • l’incidenza dei ponti termici;
  • le caratteristiche degli impianti di riscaldamento e raffrescamento;
  • la produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • il fabbisogno energetico complessivo dell’immobile.

Il risultato è un Ape più dettagliato, che non si limita a registrare i consumi, ma descrive in modo più completo le prestazioni energetiche dell’edificio.

Il nuovo Ape in vigore dal 3 giugno: cosa cambia

A partire da oggi diventano operativi i nuovi requisiti tecnici di calcolo dell’attestazione di prestazione energetica. In questa fase possono verificarsi alcuni cambiamenti nell’assegnazione della classe energetica di un edificio o di una costruzione. Tenendo conto, però, che gli attestati già emessi, che hanno valenza decennale, non verranno revisionati automaticamente ma solo all’occorrenza.

Le nuove regole potrebbero avere effetti diretti sul mercato immobiliare italiano, soprattutto in termini di percezione del valore degli immobili. Le case con classi energetiche più alte tendono a diventare più appetibili, sia per l’acquisto sia per la locazione. Al contrario, gli immobili meno efficienti rischiano una progressiva perdita di valore, soprattutto in vista dei futuri obblighi di riqualificazione energetica.

Un altro aspetto riguarda il credito bancario. I cosiddetti mutui “green” sono sempre più legati alla classe energetica dell’immobile: abitazioni più efficienti possono beneficiare di condizioni più favorevoli, mentre gli immobili energivori risultano meno interessanti per gli istituti di credito.

Rischio rivalutazione degli immobili e incertezza per i proprietari

Uno dei temi più discussi riguarda la possibile variazione della classe energetica a seguito del nuovo metodo di calcolo. In alcuni casi, infatti, un immobile potrebbe ottenere una valutazione diversa rispetto al passato, anche senza interventi strutturali.

Questo elemento introduce un margine di incertezza per proprietari, acquirenti e operatori immobiliari, soprattutto nelle fasi di compravendita o richiesta di mutuo.

Un nuovo paradigma per il mercato immobiliare

La transizione verso le Case Green non riguarda solo l’ambiente, ma anche il funzionamento stesso del mercato immobiliare. L’efficienza energetica diventa un fattore determinante nella valutazione di un immobile, accanto a posizione, metratura e stato di conservazione. L’Ape, da semplice certificazione tecnica, si trasforma così in uno strumento centrale nelle decisioni di acquisto, vendita e investimento.

Per il mercato italiano si apre quindi una fase di adattamento, in cui la sostenibilità energetica diventa anche un parametro economico sempre più rilevante.