Frutta e verdura con più e meno pesticidi e Pfas, cosa sono i Fifteen Clean e i Dirty Dozen

La guida 2026 sui pesticidi in frutta e verdura: Dirty Dozen e Clean Fifteen, cosa contengono e come scegliere

Foto di Claudio Cafarelli

Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Pubblicato:

Chiedi a QuiFinanza

L’Environmental Working Group ha pubblicato la nuova edizione della “Shopper’s Guide to Pesticides in Produce”, una guida che analizza la presenza di residui di pesticidi su frutta e verdura. Il rapporto si basa sui dati del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e ha esaminato oltre 54.000 campioni di 47 prodotti ortofrutticoli. I campioni sono stati lavati e preparati come avviene normalmente prima del consumo, per simulare le abitudini domestiche. L’analisi tiene conto di diversi fattori: quantità di residui, numero di pesticidi presenti, frequenza di contaminazione e tossicità delle sostanze rilevate. Il risultato evidenzia la presenza di 264 pesticidi diversi, con una concentrazione significativa su alcuni prodotti specifici.

Dirty Dozen 2026, i prodotti più contaminati

La cosiddetta Dirty Dozen raccoglie gli alimenti con la maggiore presenza di pesticidi. Al primo posto si confermano gli spinaci, seguiti da cavolo riccio e fragole. Si tratta di prodotti che presentano spesso più residui contemporaneamente. La lista completa include:

  • Spinaci
  • Cavolo riccio e simili
  • Fragole
  • Uva
  • Nettarine
  • Pesche
  • Ciliegie
  • Mele
  • More
  • Pere
  • Patate
  • Mirtilli

Secondo il rapporto, quasi tutti questi prodotti presentano in media quattro o più pesticidi diversi per campione. Questa esposizione multipla, definita “effetto cocktail”, può portare a un accumulo nell’organismo. Le caratteristiche di questi alimenti spiegano in parte il fenomeno: bucce sottili, maggiore esposizione ai parassiti e uso frequente di trattamenti chimici.

Clean Fifteen 2026, i prodotti meno contaminati

Accanto ai prodotti più esposti, la guida individua anche quelli con minore presenza di pesticidi. La Clean Fifteen comprende alimenti per i quali circa il 60% dei campioni analizzati non presenta residui rilevabili. Tra questi:

  • Ananas
  • Mais dolce
  • Avocado
  • Papaya
  • Cipolle
  • Piselli surgelati
  • Asparagi
  • Cavolo
  • Cavolfiore
  • Anguria
  • Mango
  • Banane
  • Carote
  • Funghi
  • Kiwi

Questi prodotti tendono ad avere bucce più spesse o una maggiore resistenza naturale ai parassiti.

Il ruolo dei PFAS nella nuova analisi

Una novità del rapporto 2026 è l’inclusione dei PFAS, sostanze chimiche persistenti note come “eterne”. Questi composti sono stati rilevati in oltre il 60% dei campioni della Dirty Dozen. I PFAS sono caratterizzati da una lunga permanenza nell’ambiente e nell’organismo umano. Secondo le autorità sanitarie statunitensi, l’esposizione può essere associata a diversi rischi, tra cui problemi ormonali e malattie croniche.

Le conclusioni dell’Environmental Working Group sono state contestate dall’Alliance for Food and Farming. Secondo l’organizzazione, oltre il 99% dei campioni rientra nei limiti di sicurezza stabiliti dalle autorità e una quota significativa non presenta residui rilevabili. Viene inoltre evidenziato un possibile effetto sul consumo: dati statunitensi indicano che una parte della popolazione potrebbe ridurre l’assunzione di frutta e verdura per timore dei pesticidi.

Come ridurre l’esposizione ai pesticidi

Gli esperti sottolineano che frutta e verdura restano elementi fondamentali di una dieta equilibrata. Per ridurre l’esposizione ai pesticidi, è possibile adottare alcune accortezze pratiche:

  • privilegiare prodotti biologici per gli alimenti della Dirty Dozen;
  • scegliere prodotti della Clean Fifteen quando si acquistano alimenti convenzionali;
  • lavare sempre accuratamente frutta e verdura sotto acqua corrente.

L’uso di spazzole per prodotti con polpa soda può contribuire a rimuovere ulteriori residui superficiali.