La tutela della biodiversità è una delle grandi sfide ambientali dal 2000 ad oggi, sin dai primi progetti dell’Ue sulla natura. In Europa, il declino degli insetti impollinatori minaccia non soltanto la sopravvivenza di migliaia di specie vegetali, ma anche la sicurezza alimentare e la resilienza degli ecosistemi. In questo scenario si inserisce LIFE PolliNetwork, il progetto europeo a cui partecipa Terna con l’obiettivo di trasformare alcune aree della rete elettrica nazionale in spazi favorevoli agli impollinatori e alla connettività ecologica.
Le api sono fondamentali per la biodiversità europea
Quando si parla di impollinatori il pensiero corre immediatamente alle arnie che troviamo in campi agricoli o in boschi protetti. In realtà, l’Europa ospita una straordinaria varietà di api selvatiche, molte delle quali svolgono un ruolo essenziale per il mantenimento degli ecosistemi.
Secondo il nuovo European Red List of Bees pubblicato dalla Commissione Europea e dalla IUCN nel 2026, nel continente sono state censite e valutate 1.928 specie di api native o stabilmente presenti. Di queste, ben 416 specie sono endemiche dell’Europa, mentre oltre il 21% vive esclusivamente nel continente.
L’importanza degli impollinatori va ben oltre l’aspetto naturalistico. Quattro specie vegetali su cinque, sia coltivate sia spontanee, dipendono almeno in parte dall’impollinazione degli insetti. Le api selvatiche rappresentano il contributo più importante a questo servizio ecosistemico, il cui valore economico per l’agricoltura dell’Unione Europea è stimato tra 5 e 15 miliardi di euro ogni anno.
Una specie su dieci rischia l’estinzione
A livello europeo, il 10,4% delle specie di api è oggi classificato come minacciato di estinzione. Si tratta di 172 specie inserite nelle categorie vulnerabile, in pericolo o in pericolo critico. Inoltre, 25 specie sono considerate in pericolo critico e per 14 di queste gli esperti non escludono che possano essere già scomparse.
Il dato potrebbe persino essere sottostimato. Oltre 270 specie europee sono infatti classificate come “Data Deficient”, cioè prive di informazioni sufficienti per valutarne correttamente lo stato di conservazione. Questo significa che il rischio reale potrebbe essere superiore a quello oggi documentato.
Agricoltura intensiva, cambiamenti climatici e frammentazione degli habitat
L’intensificazione agricola rappresenta il fattore di pressione più rilevante. La trasformazione dei paesaggi in monocolture, l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti e il degrado del suolo incidono direttamente sulla disponibilità di habitat e risorse alimentari per gli impollinatori. Secondo il rapporto, almeno 608 specie di api europee risultano esposte a queste pressioni.
| Specie endemiche europee | 416 |
| Specie colpite dall’agricoltura intensiva | 608 |
| Specie minacciate colpite dall’agricoltura intensiva | 109 |
| Specie vegetali che dipendono dall’impollinazione animale | 80% |
| Valore economico dell’impollinazione per l’agricoltura europea | 5-15 miliardi € l’anno |
| Territorio europeo modificato dalle attività umane | circa 80% |
| Territorio dell’UE protetto | 26% |
A queste si aggiungono gli effetti dei cambiamenti climatici, la diffusione di specie invasive e la crescente frammentazione degli habitat causata dall’espansione urbana e infrastrutturale. Nel report è ben definito (le ricerche su cui sai basa sono numerose) che circa l’80% della superficie europea è stata modificata dalle attività umane e che il continente presenta uno dei paesaggi più frammentati al mondo.
LIFE PolliNetwork, quando le infrastrutture diventano corridoi ecologici
È proprio per rispondere a queste criticità che nasce LIFE PolliNetwork, progetto coordinato dal WWF Italia e cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma LIFE Natura & Biodiversità. Terna partecipa mettendo a disposizione competenze e infrastrutture della rete di trasmissione elettrica come luoghi di sperimentazione ambientale.

L’idea alla base dell’iniziativa è trasformare alcune aree normalmente associate alle infrastrutture in elementi di connessione ecologica. Le aree verdi delle stazioni elettriche e gli spazi alla base dei sostegni delle linee aeree possono infatti funzionare come “stepping stones”, piccole isole ecologiche che facilitano gli spostamenti e la presenza di api selvatiche, farfalle e sirfidi.
Nelle aree interessate verranno inoltre installati nidi artificiali destinati a diverse specie di impollinatori per favorire rifugio e riproduzione. Le prime attività coinvolgeranno Piemonte, Lazio e Sicilia.
Una rete di 32 siti per rafforzare la biodiversità
Nel complesso, LIFE PolliNetwork prevede interventi in 32 siti distribuiti in 10 regioni italiane per una superficie totale di circa 88 ettari. Le azioni interesseranno aree naturali, agricole e infrastrutturali considerate strategiche per rafforzare la connettività ecologica del territorio.
Particolare attenzione sarà dedicata anche al monitoraggio scientifico e alla raccolta di dati attraverso iniziative di citizen science che coinvolgeranno tecnici, studenti e cittadini. Un aspetto particolarmente rilevante se si considera che la stessa Red List europea evidenzia ancora importanti lacune conoscitive sullo stato delle popolazioni di api selvatiche.