Mangiare sano può costare 200 euro in più al mese, come risparmiare sulla spesa

Quanto costa davvero una dieta mediterranea? Le università italiane svelano l'impatto dei rincari stagionali sulle tasche delle famiglie

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Si può mangiare sano senza spendere una fortuna? Spesso un’alimentazione sana e sostenibile viene considerata non accessibile per tutti e lo proverebbe anche uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Quality & Quantity. L’analisi è firmata da diverse università italiane come quella di Pisa, l’Università della Tuscia e l’Università di Roma Tor Vergata, secondo le quali il costo di una alimentazione sana non è uniforme nello spazio e nel tempo.

Significa che mangiare sano e sostenibile ha un costo diverso con l’avanzare dell’età, il fabbisogno calorico, ma soprattutto aumenta in primavera ed estate. Questa differenza arriva a pesare su una spesa anche sopra i 200 euro mensili nella stagione calda.

Cosa significa mangiare sano?

Il ministero della Salute ha pubblicato un paper dove spiega perché mangiare sano non costa troppo. Spesso, si legge, quando si parla di corretta alimentazione si sente dire che sia più costosa rispetto a un’alimentazione “normale”.

In realtà:

La dieta sana può diventare costosa se mancano informazioni di educazione alimentare. Se invece si posseggono le adeguate conoscenze tradizionali, è possibile contenere la spesa senza però penalizzare i principi di una corretta alimentazione.

Avere le conoscenze di base per nutrirsi dovrebbe essere uguale per tutti, così da evitare carenze nutrizionali, avere le adeguate riserve di energia e prevenire le malattie croniche non trasmissibili come per esempio il diabete, l’ipertensione, ma anche tumori e malattie cardiovascolari.
Per farlo bisogna fare attenzione anche alla qualità degli alimenti che mangiamo e spesso il “cibo sano” viene associato proprio alla qualità dei prodotti.

Il ministero della Salute sottolinea quanto pianificare gli acquisti alimentari in base alle esigenze di consumo e fare attenzione alla qualità di questi possano fare la differenza tra il riuscire a mangiare sano e il contenere i costi.

Quanto costa mangiare sano?

Lo studio condotto dalle università italiane entra nel dettaglio dei costi. Infatti questo ha valutato il costo di panieri alimentari definiti sani e sostenibili improntati su una dieta mediterranea e differenziati in base a cinque gruppi: uomini adulti, donne adulte, adolescenti, bambini piccoli e anziani.

Così ha ipotizzato delle spese alimentari che massimizzano i benefici per la salute e minimizzano i rischi di malattie. Quindi questa spesa ipotetica, che è servita a calcolare il costo del mangiare sano, è stata fatta sulla base di quelli che sono gli alimenti a ridotto rischio di malattie come:

  • cereali integrali;
  • carboidrati a basso indice glicemico;
  • frutta;
  • verdura;
  • olio extravergine d’oliva;
  • frutta secca:
  • yogurt;
  • legumi;
  • pesce.

Sono stati invece eliminati gli alimenti ad alto rischio come le carni lavorate e i carboidrati raffinati ad alto indice glicemico.

Il costo si divide tra generi, fasce d’età e territorio. Vediamo nel dettaglio.

Differenze tra generi

L’analisi ha preso come periodo di confronto agosto 2021-marzo 2024 e si è basata sulla rilevazione dei prezzi di 167 prodotti alimentari in 107 province italiane grazie all’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Con questi dati, compresi gli aumenti dovuti a fattori esterni, i mesi più costosi sono quelli primaverili ed estivi:

  • sopra i 200 euro per gli uomini adulti;
  • circa 208 euro per las donne adulte;
  • 160-170 euro per gli anziani;
  • circa 131 euro per gli adolescenti;
  • circa 62 euro per i bambini piccoli.

Le differenze geografiche

Un’altra differenza per quanto riguarda il prezzo del mangiare sano è sul piano geografico. Infatti, i prezzi medi e massimi di una spesa tipo sono stati evidenziati nelle province del Nord, mentre i prezzi minimi risultano più spesso nelle spese al Sud.

La spiegazione è data da uno degli studiosi dell’Università di Pisa che ha firmato lo studio:

Potrebbe essere la minore presenza della grande distribuzione organizzata in alcune aree del Sud, dove la concorrenza e le economie di scala sono meno intense e questo può incidere sui prezzi più bassi disponibili.

Si può mangiare sano senza spendere troppo

La risposta è sì, si può mangiare sano senza spendere troppo. Anche se “mangiare sano” significa scegliere prodotti di qualità ed evitare quelli che spesso si ritrovano in pacchetti convenienza, ci sono delle tecniche che si possono utilizzare per ridurre il costo mensile.

Si tratta di pratiche evergreen, adatte a ogni tipologia di alimentazione e non soltanto per chi vuole o deve mangiare più sano e sostenibile.

Per esempio:

  • si può creare un menù settimanale e comprare i grammi necessari per cucinare quei pasti, così da evitare gli sprechi;
  • si possono sfruttare le offerte e i prodotti in saldo;
  • optare per cibi freschi e stagionali;
  • preferire le proteine vegetali come fagioli, tofu e tempeh rispetto a quelle animali;
  • evitare i cibi confezionati e prediligere preparazioni in casa per sughi, cotolette o zuppe.

Con pochi accorgimenti si possono risparmiare anche diverse decine di euro al mese, che possono essere investiti in prodotti di maggiore qualità così da iniziare a mangiare in maniera più consapevole, che sia un’alternativa più sostenibile per l’ambiente o più sana per la propria salute.