Carburanti, niente aiuti agli autotrasportatori: il settore in sciopero dal 25 maggio

Niente aiuti agli autotrasportatori sul caro gasolio, la maggioranza ritira gli emendamenti e il settore proclama lo sciopero dal 25 maggio

Foto di Giorgio Pirani

Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Pubblicato:

Il governo ha invitato la maggioranza a ritirare gli emendamenti al decreto fiscale, all’esame della commissione Finanze del Senato, che chiedevano di incrementare la dote degli aiuti agli autotrasportatori alle prese con il caro gasolio. Il motivo è da ricercare nella richiesta di finanziamenti aggiuntivi, pari a 100 milioni di euro, in quanto mancano le risorse necessarie.

Gli emendamenti, presentati da Fratelli d’Italia e Lega, puntavano a dare un sostegno aggiuntivo in corsa agli autotrasportatori. Ma dopo lo stop dell’esecutivo, i senatori che hanno sottoscritto gli emendamenti hanno annunciato in commissione la volontà di ritirarli.

Una decisione che ha portato il settore degli autotrasporti a fermarsi. Unatras (Unione Nazionale Delle Associazioni Dell’Autotrasporto Merci) ha confermato così il fermo nazionale dal 25 al 29 maggio, dopo che lo aveva già annunciato il 7.

Il tema dei carburanti

Tutto nasce dall’escalation dei prezzi del gasolio, rimasti stabilmente oltre i 2 euro al litro per mesi, complice la crisi internazionale dei mercati energetici. Per ogni mezzo pesante in circolazione, il maggior costo annuo è stato stimato in circa 9.000 euro, una cifra insostenibile per la stragrande maggioranza delle piccole e medie imprese di trasporto merci.

Il governo aveva risposto con il Decreto Legge n. 33 del 18 marzo 2026, che prevedeva una riduzione temporanea delle accise e un credito d’imposta straordinario per le imprese del settore, calcolato sulla maggiore spesa sostenuta tra marzo e maggio 2026 rispetto ai prezzi di febbraio, entro un tetto massimo di 100 milioni di euro. Un decreto approvato in extremis che, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto tamponare l’emergenza. Ma la situazione internazionale è rimasta tesa e gli effetti del provvedimento sono stati minimi.

Il 7 maggio 2026 tutte le associazioni di categoria dell’autotrasporto hanno firmato una lettera congiunta indirizzata alla premier Giorgia Meloni, chiedendo un tavolo urgente a Palazzo Chigi. Intanto un nuovo decreto carburanti è diventato legge, senza però modifiche sostanziali alle risorse e soprattutto niente aiuti al settore degli autotrasporti, con il Governo che ha fermato gli emendamenti per mancanza di coperture.

Cosa cambia per cittadini e autotrasportatori

Per gli autotrasportatori, il mancato rinnovo degli aiuti si traduce in un aggravio immediato e insostenibile dei costi operativi. Tra gasolio a prezzi record e sovraccosti rispetto ai livelli pre-crisi, senza il credito d’imposta straordinario molte piccole e medie imprese si trovano a dover scegliere tra lavorare in perdita e fermarsi.

Per i cittadini, le conseguenze rischiano di essere altrettanto concrete, anche se meno immediate. L’autotrasporto su gomma movimenta la quasi totalità delle merci che circolano in Italia; uno sciopero dal 25 al 29 maggio 2026 potrebbe causare scaffali vuoti, rallentamenti nelle consegne e aumenti dei prezzi al consumo.

Lo sciopero del 25 maggio

Una decisione accolta con delusione dalle associazioni di categoria, che hanno confermato così il fermo nazionale a partire dal 25 maggio 2026 e fino al 29 maggio. La decisione era già stata presa il 7 maggio da Unatras, ma c’era la speranza che il nuova decreto carburanti avrebbe aiutato il settore dei trasporti portando così a cancellare lo sciopero. Ma gli aiuti non sono arrivati e ora lo stop è confermato.

Unatras collega la mobilitazione all’eccessivo onere generato dal rincaro del gasolio, che secondo l’organizzazione rischia di rendere non sostenibile la prosecuzione dei servizi per una parte delle imprese aderenti.