Rottamazione quinquies estesa ai Comuni, cosa rientra oltre a Imu e Tari

Approvato l’emendamento che amplia la rottamazione quinquies anche ai carichi affidati dai Comuni ad Agenzia delle Entrate-Riscossione

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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La rottamazione quinquies si allarga anche alle cartelle esattoriali dei Comuni. Un emendamento approvato in commissione Finanze al Senato al decreto fiscale apre infatti alla possibilità di aderire alla definizione agevolata anche per i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione dagli enti territoriali, comprese le somme dovute per Imu e Tari.

L’estensione riguarda i debiti affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. E potranno essere sanate anche le multe stradali non pagate, ma solo relativamente agli interessi e agli aggi maturati.

Cosa rientra nella rottamazione quinquies dei Comuni

L’obiettivo della maggioranza è quello di ampliare la rottamazione quinquies (legge n. 199/2025) allargando la platea dei potenziali beneficiari.

Con il nuovo correttivo potranno essere definiti in forma agevolata diversi debiti tributari locali. Tra questi, tirando le somme:

  • Imu non versata;
  • Tari arretrata;
  • altri tributi comunali affidati ad Agenzia Entrate-Riscossione;
  • sanzioni amministrative;
  • multe stradali (solo per interessi e aggi).

Per le violazioni del Codice della strada resta infatti dovuto l’importo principale della sanzione. La cancellazione riguarda esclusivamente gli interessi e le somme aggiuntive maturate nel tempo.

Rimangono contrari alla nuova disciplina sulla rottamazione quinques, come sempre, i rappresentanti delle opposizioni che considerano le rottamazioni per lo più un incentivo all’evasione e un premio per chi ha deliberatamente scelto di evadere.

“Stiamo facendo i conti”, aveva spiegato ai giornalisti il sottosegretario all’Economia Maurizio Leo, interpellato su adesioni e coperture alle rottamazioni fiscali. Sono stati oltre 400 gli emendamenti al vaglio della Commissione Finanze di Palazzo Madama. Erano 540 prima della scrematura.

Rottamazione quinquies, il calendario degli enti locali

Il calendario della nuova finestra per gli enti locali prevede diversi passaggi: i Comuni dovranno prima approvare e pubblicare la delibera di adesione entro il 30 giugno 2026. Poi l’Agenzia delle Entrate-Riscossione metterà a disposizione dei contribuenti i dati relativi ai carichi dal 15 settembre 2026.

La domanda di adesione alla rottamazione quinquies potrà essere presentata dal 16 settembre al 31 ottobre 2026.

Entro la fine dell’anno, l’Agenzia invierà poi ai contribuenti la comunicazione con l’importo complessivo dovuto e il piano di pagamento scelto.

I contribuenti potranno scegliere se saldare tutto in un’unica soluzione oppure a rate.

Il pagamento in unica soluzione dovrà essere effettuato entro il 31 gennaio 2027. In alternativa sarà possibile spezzettare l’importo fino a 54 rate bimestrali, quindi nell’arco di 9 anni. Nel caso della rateizzazione si applicherà un interesse fisso del 3% annuo. La legge stabilisce inoltre che ciascuna rata non potrà essere inferiore a 100 euro.

Chi è escluso dalla rottamazione quinquies

Restano esclusi dalla rottamazione quinquies i debiti già inseriti nella rottamazione quater o nella riammissione alla quater per i quali, alla data del 30 settembre 2025, risultano regolarmente pagate tutte le rate scadute.

Rientrano invece nella nuova sanatoria i contribuenti decaduti dalle precedenti definizioni agevolate per pagamento mancato o tardivo.

La normativa prevede inoltre che la rottamazione quinquies perda efficacia in caso di omesso o insufficiente pagamento della prima rata oppure di due rate, anche non consecutive. In quel caso riprenderanno le attività di recupero da parte dell’agente della riscossione e le somme già versate saranno considerate soltanto acconti sul debito complessivo.