Patrimoniale in arrivo? Cosa è e chi dovrebbe temerla

L’idea è quella di introdurre un’aliquota crescente, partendo da uno 0,2% su patrimoni tra 500 mila euro e un milione di euro per arrivare al 2% oltre i 50 milioni. Le opposizioni hanno subito detto “No”.

Patrimoniale, rieccola. Un emendamento alla Manovra presentato da Matteo Orfini (Pd) e Nicola Fratoianni (Leu) ha riacceso i riflettori su un’ipotesi che ha sempre diviso fortemente l’opinione pubblica.

L’emendamento

La modifica alla legge di Bilancio propone di inserire l’imposta progressiva “sui grandi patrimoni la cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta superiore a 500.000 euro, derivante dalla somma delle attività mobiliari ed immobiliari al netto delle passività finanziarie, posseduta ovvero detenuta sia in Italia che all’estero”.

L’intenzione è di raccogliere risorse per cancellare l’Imu e l’imposta di bollo sui conti correnti bancari e sui conti di deposito titoli. La proposta dei deputati di maggioranza però non sembrerebbe ricevere i favori degli alleati, né tantomeno del Centrodestra che al solo pensiero ha, da subito, scatenato le reazioni.

Manovra, patrimoniale per cancellare l’Imu: le aliquote

Si tratterebbe dell’applicazione di imposte progressive, che partono dallo 0,2% “per una base imponibile di valore compreso tra 500.000 euro e 1 milione di euro” per arrivare al 2% oltre i 50 milioni di euro. Per il 2021 sarebbe prevista un’aliquota del 3% per patrimoni superiori al miliardo di euro.

Per i patrimoni esteri “suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia”, l’emendamento prevede multe dal 3% al 15% dell’importo nel caso in cui non vengano dichiarati “sulla base della normativa vigente ed ai fini del monitoraggio fiscale alla relativa dichiarazione annuale”.

Alla proposta Fratoianni/Orfini ne è seguita un’altra firmata dai parlamentari Fornaro, Epifani, Bersani, De Lorenzo, Pastorino, Stumpo, Muroni e Palazzotto, che si limiterebbe a un contributo di solidarietà applicato ai “contribuenti con una ricchezza netta superiore a 1,5 milioni di euro, escludendo dal calcolo l’abitazione principale così come definita dalla normativa Imu. L’aliquota prevista è dell’1% da versare entro il 30 novembre 2020”.

Patrimoniale, gli obiettivi

in termini generali, la tassa patrimoniale consiste in un prelievo calcolato sulla base della ricchezza: va a colpire i ceti più abbienti della popolazione in modo da drenare risorse da chi ha di più. Questo genere di imposte, di norma, possono avere propositi di equità sociale generale  oppure di carattere emergenziale. Furono introdotte tasse di questo tipo anche in seguito alle due Guerre mondiali.

I dubbi sul paradigma di patrimoniale

Le critiche alle imposte patrimoniali, in genere, derivano da due tipi di obiezione. La prima è che il patrimonio che si andrebbe a tassare è stato accumulato avendo già pagato le imposte, che già agiscono con progressività per colpire maggiormente i redditi più alti.

In secondo luogo, tassare i patrimoni potrebbe scoraggiare gli investimenti; oppure, nel caso peggiore, incentivare il trasferimento all’estero dei soggetti più facoltosi.

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