Renzi lancia il Terzo polo: cosa farà con Calenda, Letta e Berlusconi

Dopo lo strappo di Calenda con il Pd, Renzi apre le porte al leader di Azione e modella il nuovo Terzo polo: cosa farà con Letta e Berlusconi

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Miriam Carraretto

Giornalista di attualità politico-economica

Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

“Tra tante difficoltà, internazionali e domestiche, ora è il momento della Politica con la P maiuscola. Abbiamo una opportunità straordinaria“. Matteo Renzi in un tweet sintetizza la sua posizione rispetto al balletto delle alleanze che sta andando in scena in vista del voto del 25 settembre. “Mentre loro parlano di alleanze, il mondo brucia. Dall’Ucraina a Taiwan, dalla striscia di Gaza all’estremismo che torna a crescere in Africa e Afghanistan, lancio un appello: in questa campagna elettorale si parli anche di politica estera. È in gioco il futuro del pianeta”.

Calenda rompe con il Pd, è la “Caporetto di Letta”

E ora, dopo lo strappo a sorpresa di Calenda con il Pd, la distanza tra il leader di Italia Viva e il capo del Partito democratico Enrico Letta è ancora più siderale. “La giornata di oggi segna la Caporetto di Enrico Letta“, commenta, invitando i suoi a “staccare Twitter e andare al mare”. Secondo Renzi, Letta ha sbagliato tutto, non facendo altro che avvantaggiare dall’altra parte Giorgia Meloni, che sempre più analisti – e i sondaggi (però spesso inaffidabili) – danno come possibile futura premier.

A sinistra è il caos. Letta ha parlato praticamente con tutti, tranne che con Renzi. “Credo che il motivo sia legato a piccole vendette personali per le vicende del passato” commenta Renzi in una intervista al Corriere della Sera. “Non si spiega una coalizione che mette insieme storie totalmente diverse, che parte da un veto a una e una sola forza politica (quello a Renzi stesso, ndr). Evidentemente Enrico pensava di ferirci nel dire ‘Tutti, ma non Italia Viva’”.

Renzi invece millanta serenità: “Vedendo come sono andate le cose, non finirò mai di ringraziarlo. Ci ha restituito uno spazio politico e l’indecoroso balletto di queste ore del centrosinistra mi rafforza nel progetto di non partecipare a coalizione finte e posticce. Correremo da soli, parlando di inflazione, guerra, energia, cultura. E faremo una campagna elettorale in nome del coraggio e della coerenza”.

Renzi potrebbe allearsi con il centrosinistra?

Esclude categoricamente un accordo con il centrosinistra dell’ultimo minuto. “L’unica cosa che potrebbe accadere è un accordo Pd-5 Stelle. Non ha alcun senso politico, ma avrebbe un senso matematico. Anche in quel caso, peraltro, noi andremmo da soli”.

Letta può fare un accordo numerico contro la Meloni e allora deve imbarcare i grillini. O può fare un accordo politico sull’agenda Draghi, “ma allora che c’entra Fratoianni?”. “Mi sembra che la strategia del segretario stia facendo male al Pd. Ma siccome stanno aspettando la direzione delle candidature, stanno tutti zitti e buoni. Si scateneranno dopo la sconfitta, è una tradizione a sinistra”.

Renzi lancia il Terzo polo

Dopo la rottura di Calenda, il segretario dem Letta gli risponde provocatoriamente che l’unico alleato possibile per lui è Calenda stesso. In quanto a Renzi, non ci sono al momento trattative in corso con il leader di Azione, ma Italia Viva gli apre la porta. Renzi si è autoeletto Terzo polo, sarebbe una “opportunità straordinaria” convergere con Calenda in questo senso, dice.

Calenda a “Mezz’ora in più” su Rai3 spiega di non aver ancora sentito Renzi, ma “penso che ci parlerò, e chiederò un passo di idealità molto forte”. “Non ho ricevuto nessun segnale da Renzi – precisa l’ex ministro dello Sviluppo economico -, da Italia Viva negli ultimi due giorni ho ricevuto una quantità di contumelie mai ricevute prima. Comunque, da domani, costruiremo liste molto forti, e diremo agli italiani ‘per la prima volta potete votare per e non contro'”.

A sostegno del futuro Terzo polo Renzi-Calenda c’è un sondaggio che ha commissionato lo stesso ex ministro dello Sviluppo nei giorni scorsi, che lo vedeva, da solo, al 10,7%, e fino al 15% in caso di accordo con Renzi. Moltissimi “esodati” di Forza Italia potrebbero scegliere di votarlo. E non dimentichiamo che lui, in Forza Italia, ha imbarcato proprio due ex fedelissime di Silvio, Mara Carfagna e Mariastella Gelmini.

Renzi alleato di Berlusconi?

Per Renzi si potrebbe profilare anche l’ipotesi alleanza con Berlusconi? Pare di no. “Tutti dicono che non abbiamo voti. E poi però ci cercano tutti”. Ma su un possibile avvicinamento all’ex Cav non si discute, “non solo per il passato, ma anche per il presente. Draghi è andato a casa per l’azione di Conte ma anche per la sfiducia di Salvini e Berlusconi”.

Un errore “clamoroso” quello di Forza Italia secondo Renzi, convinto di racimolare molti voti moderati, ma a condizione che non si allei con il Pd, e pure molti voti riformisti, purché lontani dalla destra. Guardando ai sondaggi il centrodestra è nettamente in vantaggio, ma la Lega “sta crollando”, attacca Renzi. Per questo serve un Terzo polo “capace di fare un grande risultato”.

Si profila il governo Draghi-bis?

L’attacco al Pd resta chiaro: “Il Partito democratico è tornato il partito delle tasse, Fratoianni vota no alla Nato. L’unico modo per fermare lo tsunami nero è un voto moderato e riformista. Con un piccolo gruppo di parlamentari abbiamo portato Draghi a Palazzo Chigi, un anno e mezzo fa. Se prendiamo il 5% lavoreremo per mantenere questo premier, che è l’orgoglio dell’Italia e che è stato mandato a casa da populisti e sovranisti”.

Renzi non sembra preoccupato di un ritorno di venti fascisti. “Basta con la demonizzazione dell’avversario. Farlo aiuta solo la Meloni, che può fare la vittima. Va incalzata sulla sua idea di globalizzazione, di Europa, di competitività, di politica economica. Le va ricordato che faceva la ministra già 14 anni fa. Che ha detto di no alle infrastrutture necessarie per la sicurezza energetica del Paese, come Tap e trivelle. Che non ha votato per il Recovery Plan. Attacchiamola sui contenuti, non sulle camicie nere”.

Renzi, che deve sperare almeno nel 3%, anche se punta al 5%, dovrà incastonare il suo Terzo polo all’interno di uno scenario fortemente polarizzato, tra centrosinistra e centrodestra. Ma lui replica: “La polarizzazione non sarà tra fascisti e antifascisti, ma tra persone competenti e populisti. In questo senso noi siamo forti, credibili e coerenti”. Il capo di Italia Viva si giocherà tutto su “serietà e dignità” dice. “Mentre Di Maio prende i seggi con il Pd, noi andiamo in mare aperto, forti solo delle nostre idee e del nostro coraggio”.