Quanto guadagna un avvocato in Italia

Analisi delle entrate dei legali in Italia, con differenze nette tra Nord e Sud, ma soprattutto tra Italia e resto d'Europa

La differenza tra aspettative e realtà è qualcosa che riguarda tutte le professioni, o quasi. Non è esclusa quella dell’avvocato, che in molti ipotizzano in ville da sogno a sorseggiare drink, dopo aver visto l’ennesimo film made in Hollywood.

La realtà è di certo diversa, anche se non mancano i grandi nomi, italiani e stranieri, che ottengono il massimo possibile da tale settore, grazie soprattutto a clienti di lusso. Nella vita di tutti i giorni occorre però fare i conti con processi interminabili, clienti che tendono a non pagare e, generalmente parlando, una radicata crisi del settore.

Il numero degli avvocati in Italia è aumentato incredibilmente dal 1995 al 2010. In pochi anni si è passati da 83mila a ben 216mila, con lieve incremento invece tra il 2010 e il 2017, toccando quota 242.796mila.

Una differenza consistente tra i due periodi presi in considerazione, il che evidenzia come il settore sia ormai saturo, con un effetto diretto sui redditi. Un settore in cui le donne sono ben impiegate, segnando l’addio a un certo stereotipo, ancora vivo nel 1995, quando il numero era fermo a 21mila unità, a fronte delle 62mila maschili. Oggi invece si annoverano 116mila avvocati donna e 127mila uomini.

Al giorno d’oggi un avvocato guadagna circa 38.400 euro annui, con i legali di sesso maschile, con più di 50 anni e residenti al Nord, che vantano entrate maggiori. Decisamente inferiori le quotazioni delle donne, soprattutto se giovani e residenti al Centro-Sud.

La differenza con i dati passati è enorme, considerando come nel 2000 i guadagni annui si attestavano intorno ai 56.757 euro. La discesa è avvenuta a partire dal 2012, toccando quota 47.500 euro, con un calo di più del 18,6%. Tra il 2015 e il 2016 si è invece scesi a quota 38.400, con i diretti interessati che tendono a puntare il dito contro le riforme della giustizia, che tendono a risolvere alcune tipologie di cause con meccanismi esterni all’aula di tribunale.

Un elemento a favore del consumatore, con i legali che hanno aumentato le proprie parcelle mediamente, considerando le nuove spese imposte agli studi. Si va dall’obbligo dell’assicurazione agli adempimenti della privacy, fino alle spese previste per le banche dati telematiche. In media la spesa mensile di uno studio è di 800 euro, che va ovviamente a pesare sugli utili.

Come detto, lo stato attuale è generato soprattutto dal gran numero di legali in attività. Basti pensare che l’Italia è tra i Paesi europei con più avvocati, circa 4 ogni mille abitanti. A far peggio soltanto il Liechtenstein, con 6 avvocati per mille abitanti, e la Spagna, con 5 avvocati per mille abitanti.

Nel Bel Paese è inoltre necessario un lungo percorso di crescita, fatto di precariato, con la svolta solitamente prevista intorno ai 45 anni. In Germania un giovane avvocato può arrivare a ottenere, sin dai primi anni, entrate annue da 50mila euro. Cifra che sale ulteriormente, se si fa riferimento a legali impegnati in grandi studi legali, fino a 100mila l’anno.

Nel Regno Unito la retribuzione media annua è di 57mila euro, mentre negli Stati Uniti si tocca quota 92.700 dollari in dodici mesi. Fatica, agguerrita concorrenza e una lunga gavetta per gli avvocati nostrani, al punto da chiedersi, attendere i 40 anni per un giusto stipendio è davvero ciò che si sognava sui banchi di scuola?

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