Stipendi più alti a gennaio grazie al taglio del cuneo: chi guadagna di più

La prima busta paga sul 2023 riceve l'aumento dovuto dal taglio del cuneo fiscale reso operativo dal governo Meloni: chi guadagna di più

Con l’arrivo del 2023 tante novità importanti sono pronte a far sorridere i lavoratori italiani che, già dalla prima busta paga dell’anno per i compensi relativi al mese di gennaio, troveranno qualche euro in più sul cono in banca. Negli ultimi mesi, infatti, si è discusso tanto sul taglio del cuneo fiscale che, grazie alla manovra varata dal governo Meloni, è operativo proprio dai primi stipendi del 2023. Cosa significa? In base al reddito annuo ogni stipendio mensile subirà un lieve aumento di 2 o 3 punti percentuali, regalando ai lavoratori maggiori cifre grazie alla detassazione dell’importo.

Stipendi più alti a gennaio, le regole

Vi avevamo già parlato di questa importante novità in arrivo col 2023, anno che si apre bene per gli italiani che hanno a disposizione un doppio bonus non di poco conto nel primo cedolino. Dopo un 2022 di crisi economica, infatti, col taglio del cuneo fiscale diminuirà infatti la quota di contribuzione a carico del lavoratore, portando lo stipendio mensile a crescere di qualche euro. Non stiamo di certo parlando di cifre esorbitanti, ma compensi che sommati nel corso di tutto l’anno possono di certo fare comodo a diverse persone.

A spiegare come funzioneranno gli aumenti ci ha pensato l’Inps, che negli scorsi giorni ha definito le regole per i pagamenti di gennaio. Nell’aumento sono inclusi tutti i dipendenti pubblici e privati, con l’eccezione dei lavoratori domestici, con la quota di contribuzione che cala dal 9,19% al 6,19% fino alla soglia dei 1.923 euro mensili e al 7,19% per chi non supera i 2.692 euro mensili. Questi compensi, che in passato venivano ritagliati dalla retribuzione lorda riconosciuta dal datore di lavoro, ora andranno a incrementare gli stipendi.

Gennaio 2023, le fasce e i guadagni

A partire dal mese di gennaio 2023, quindi, il cedolino dei lavoratori subirà un lieve aumento. A sorridere di più saranno i lavoratori che hanno ottengono un compenso mensile al di sotto dei 1.923 euro che, come detto, potranno contare su un +3% sulla retribuzione. Nello specifico per chi guadagna

  • 800 euro, l’aumento lordo sarà di 24 euro (18 netti);
  • 900 euro, l’aumento lordo sarà di 27 euro (21 netti);
  • 1.000 euro, l’aumento lordo sarà di 30 euro (23 netti);
  • 1.100 euro, l’aumento lordo sarà di 33 euro (25 netti);
  • 1.200 euro, l’aumento lordo sarà di 36 euro (28 netti);
  • 1.300 euro, l’aumento lordo sarà di 39 euro (26 netti);
  • 1.400 euro, l’aumento lordo sarà di 42 euro (28 netti);
  • 1.500 euro, l’aumento lordo sarà di 45 euro (30 netti);
  • 1.600 euro, l’aumento lordo sarà di 48 euro (32 netti);
  • 1.700 euro, l’aumento lordo sarà di 51 euro (34 netti);
  • 1.800 euro, l’aumento lordo sarà di 54 euro (36 netti);
  • 1.900 euro, l’aumento lordo sarà di 57 euro (38 netti).

Diversa, invece, la situazione per chi guadagna sopra i 1.900 euro ed entro i 2.692. Per questi lavoratori, infatti, il taglio sarà “soltanto” del 2%, portando quindi chi guadagna

  • 2.000 a guadagnare 40 euro lordi in più (26 netti);
  • 2.100 a guadagnare 42 euro lordi in più (33 netti);
  • 2.200 a guadagnare 44 euro lordi in più (29 netti);
  • 2.300 a guadagnare 46 euro lordi in più (30 netti);
  • 2.400 a guadagnare 48 euro lordi in più (27 netti);
  • 2.500 a guadagnare 50 euro lordi in più (28 netti);
  • 2.600 a guadagnare 52 euro lordi in più (29 netti);
  • 2.692 a guadagnare 54 euro lordi in più (30 netti).

A guadagnarci di più, numeri alla mano, saranno quindi i lavoratori che hanno uno stipendio di 1.900 euro al mese, con un incremento di 57 euro lordi della prossima busta paga, ben 38 netti. Ma attenzione, il diritto all’esonero è calcolato su base mensile. Ciò significa che se in un mese si andrà oltre i guadagni di quello precedente per straordinari o altre evenienze, il beneficio sarà ridotto. Se per esempio il lavoratore che guadagna solitamente 1.900 euro a febbraio 2023 dovesse guadagnare 2.100 euro, la percentuale scenderebbe al 2% e l’aumento “calerebbe” da un +57 a un +42.