Telefonia, quando tolgono il 3G e cosa cambia per gli utenti

Mentre Vodafone ha già disattivato il 3G, Tim ha annunciato ai propri clienti le date di spegnimento della rete

Addio al 3G: uno dopo l’altro gli operatori telefonici italiani si apprestano a disattivare la rete in favore delle tecnologie più usate del 4G e del 5G, con conseguenze per gli utenti in possesso di un vecchio cellulare. Vodafone ha spento lo standard ormai quasi obsoleto già l’anno scorso. Tim ha pubblicato sul suo sito i mesi nei quali è previsto lo spegnimento per ogni comune, a partire da aprile fino a giugno del 2022.

Telefonia, quando tolgono il 3G e cosa cambia per gli utenti: i problemi di connessione

Anche se Wind 3 fa sapere che “non si prevede lo spegnimento del 3G prima del 2025” e Iliad non ha comunicato interventi a riguardo, lo scenario è destinato ad avere effetti su milioni di italiani, costretti o a cambiare telefono o a passare a un’altra compagnia telefonica.

Secondo dati Agcom di settembre 2021, in totale Tim e Vodafone rappresentano insieme, infatti, circa il 57% delle quote di mercato.

Coloro che, abbonati a questi due operatori, hanno un cellulare senza la possibilità di collegarsi almeno alla rete 4G, si ritroveranno con una connessione lentissima potendo fare affidamento sul solo 2G, che farà risultare complicato anche solo ricevere messaggi dalle chat o navigare su internet e renderà praticamente impossibile utilizzare i social.

Telefonia, quando tolgono il 3G e cosa cambia per gli utenti: l’annuncio di Tim

“La chiusura della rete 3G consentirà a TIM di concentrare gli investimenti sulle tecnologie più efficienti dal punto di vista energetico e più performanti in termini di qualità dei servizi offerti ai propri clienti” ha spiegato la compagnia sul proprio portale (qui avevamo parlato delle dimissioni di Gubitosi).

“Le reti 4G e 5G (qui abbiamo parlato dei benefici per l’ambiente della tecnologia 5G) potenziate con i continui investimenti in innovazione tecnologica, consentiranno ai clienti TIM di accedere ad un’esperienza d’uso sempre più coinvolgente ed immersiva” scrive l’operatore.

Sul sito si specifica come gli utenti con un dispositivo con tecnologia 3G, o di uno smartphone 4G di prima generazione che non supporta il servizio Voce su rete 4G, o ancora possiede una SIM con capacità inferiore a 128k, riceveranno una comunicazione personale con maggiori informazioni.

Alcune complicazione potranno manifestarsi anche sugli smartphone che pur supportando la rete 4G sono privi di tecnologia VoLTE, necessaria per usare la rete mentre si telefona, e che finora si sono basate sul 3G. Una volta scomparsa questa rete, il telefono 4G senza VoLTE finirà sul 2G e quindi, senza collegamento al Wi-fi, darà problemi di connessione in chiamata (qui abbiamo parlato del pericolo del virus che distrugge lo smartphone).

È possibile scoprire se il proprio smartphone è dotato di VoLTE attraverso la scheda tecnica del cellulare, oppure si può controllare attraverso il sito dell’operatore, come spiegato da Tim: “Il cliente può verificare la compatibilità del proprio terminale col servizio VoLTE (voce su rete 4G o 5G) effettuando una chiamata e controllando che l’icona della tecnologia continui a mostrare il simbolo 4G o 5G.

“Per i terminali antecedenti al 2020 – si spiega ancora – la presenza o meno del VoLTE è indicata da una icona specifica in alto a destra sul display. In caso di assenza dell’icona, il cliente deve accertarsi che il VoLTE sia correttamente abilitato nel menù impostazioni del proprio terminale”.