Permesso 104: si cambia. Scompare il referente unico

Una comunicazione dell'INPS ha chiarito le novità introdotte dal decreto legislativo n.105 del 30 giugno 2022 in materia di permessi e congedi

Cambiano le regole della Legge 104 che disciplina l’assistenza a disabili ed invalidi. In particolare, scompare la figura del referente unico per quanto riguarda i permessi sul lavoro, concedendo a più familiari la possibilità di far richiesta dei permessi sul lavoro e della prestazione economica di accompagno. E’ quanto chiarito di recente dall‘INPS con il messaggio numero 3096, in cui affronta gli aspetti più controversi della nuova disciplina, che aggiorna la legge 5 febbraio 1992, n. 104 o Legge 104 per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.

Il situazione precedente

Secondo quanto stabilito dal testo originario della Legge 104, che è una legge-quadro, l’invalido con disabilità grave era costretto a scegliere un unico familiare, appunto il referente unico, che era titolare di tutti i diritti spettanti a chi presta assistenza agli invalidi, dai permessi sul lavoro alla prestazione economica dell’accompagno.

Quanto alla disciplina specifica dei permessi retribuiti sul lavoro, secondo quanto ricordato dall’INPS, questi spettano al lavoratore disabile in situazione di gravità, ai genitori (anche adottivi ed affidatari) di figli disabili in situazione di gravità, al coniuge o convivente di fatto, parenti ed affini entro il terzo grado di un disabile in situazione di gravità.

Già la circolare n. 36 del 7 marzo 2022 aveva esteso la possibilità di richiesta dei permessi retribuiti ad una serie di soggetti, in particolare alla coppie “di fatto” ed alle unioni civili tra persone dello stesso sesso, totalmente equiparati ai coniugi, che possono richiedere il permesso 104 per il compagno/compagna o per parenti ed affini di dello stesso/stessa (Per altri dettagli vedi l’articolo sull’estensione dei soggetti beneficiari).

Ecco cosa cambia nella richiesta dei permessi

Alcune novità sono state introdotte dal decreto legislativo n. 105 del 30 giugno 2022, in attuazione alla direttiva  (UE) 2019/1158 del 20 giugno 2019, relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza, che detta alcune novità in tema di permessi retribuiti e congedi straordinari, al fine di conciliare l’attività lavorativa e la vita privata per i genitori e i prestatori di assistenza, nonché di conseguire la condivisione delle responsabilità di cura tra uomini e donne e la parità di genere in ambito lavorativo e familiare.

Nello specifico, il decreto legislativo 105 ha disposto che, a partire dal 13 agosto, sia possibile a più di un lavoratore dipendente di avere la possibilità di fruire dei giorni di permesso retribuito per l’assistenza ad una persona in situazione di disabilità grave. Non più un unico soggetto, ma più persone potranno beneficiare dei famosi 3 giorni di permesso al mese o delle ore di permesso.

Come richiedere permessi e quali sanzioni

La fruizione dei permessi e del congedo straordinario è subordinata alla richiesta di autorizzazione all’INPS e non può essere semplicemente comunicata al datore di lavoro.

E come stabilito in precedenza, le ore di permesso dovranno essere utilizzate solo nell’interesse della persona con disabilità, non anche per motivi personali.

In caso di inosservanza di queste regole si rischia il licenziamento (ecco le fattispecie che fanno scattare il licenziamento “per abuso”).