Facebook cambia nome, cosa c’è di vero: c’entra il metaverso

Mark Zuckerberg potrebbe presto fare un annuncio storico per il futuro del social network più usato al mondo

La notizia è stata riportata ovunque: Facebook cambia nome. E probabilmente il nuovo marchio evocherà i nuovi interessi della compagnia, tra cui quello di partecipare alla realizzazione del metaverso, la nuova frontiera di internet e nuova ossessione del fondatore del social network Mark Zuckerberg.

Il 28 ottobre, alla conferenza annuale Connect, potrebbe essere proprio il presidente e amministratore delegato di Facebook ad annunciare il cambio di nome. Finora si tratta solo di voci, è vero, ma dietro questa importante novità si nasconderebbero diversi motivi.

Chiariamo innanzitutto che l’applicazione e il sito che tutti conosciamo dovrebbero continuare a chiamarsi Facebook, almeno nell’immediato futuro. L’eventuale rebranding riguarderà solo la società, che ora comprende anche WhatsApp e Instagram.

Con le sue creature, la corporate Facebook Inc. abbraccia una vasta platea composta da miliardi di utenti. Recentemente i server della compagnia si sono spenti causando un down globale dei servizi, che ha causato anche danni economici, come vi abbiamo svelato qui.

Perché Facebook cambia nome e cosa c’è dietro

Presentarsi solo con il nome di una delle piattaforme starebbe limitando le operazioni dell’azienda. In particolare il marchio sarebbe sempre più associato al fenomeno delle fake news e agli abitanti della rete che rispondono a una specifica anagrafica e a un concetto della rete obsoleto e retrogrado.

Tra le comunità del web, anche grazie alla sua facilità d’uso e alla sua diffusione capillare, Facebook è infatti diventato la patria dei baby boomer. Abitanti del mondo cibernetico che spesso non hanno competenze digitali e non sanno sfruttare appieno le capacità del mezzo.

“Boomer”, d’altronde, è diventato per i nativi digitali un vero e proprio insulto da destinare non solo ai nati tra gli anni ‘40 e gli anni ‘60, ma a tutte quelle persone che non riescono a stare al passo con i tempi.

Il nome di Facebook, insomma, non sarebbe più un biglietto da visita che equivale a innovazione e progresso, e potrebbe essere percepito negativamente da partner e investitori.

Lo stesso destino, per motivi differenti, è toccato anche alla società di Google, per cui è stata creata la holding Alphabet, che ora controlla aziende che operano nei settori più disparati, dalle biotecnologie agli investimenti finanziari.

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Mark Zuckerberg vuole costruire il metaverso: che cos’è

Ma cos’è esattamente il metaverso di cui Mark Zuckerberg vuole essere pioniere? Difficile spiegarlo in parole semplici, anche perché per ora è solo una (dibattuta) teoria sull’evoluzione di internet che non ha esempi pratici se non nelle opere di fantascienza.

Si tratterà di un ampliamento di quella che oggi è la rete, estesa oltre i monitor, con realtà aumentata e la progressiva creazione di un mondo virtuale più vero di quello in cui viviamo, con leggi, valute e spazi propri.

Per ora sembra solo una fantasia remota, uno scenario da film. Ma d’altronde anche internet come lo conosciamo ora, gli smartphone e gli assistenti virtuali, solo qualche decennio fa, sembravano alla maggior parte di noi gadget usciti da 2001: Odissea nello Spazio.

Lo stesso Facebook, prima che diventasse uno strumento usato da tutti, sembrava solo un’idea irrealizzabile di un giovane studente. Quel Mark Zuckerberg che la illustrava in un’aula vuota (qui il video).

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