Green pass, tutte le novità del nuovo decreto: cosa cambia

Il Consiglio dei ministri riunito giovedì 9 settembre ha dato il via libera all'estensione del passaporto Covid per tre categorie di lavoratori. Ma non solo: tutte le novità

Obbligo del green pass, arriva l’estensione. Il Consiglio dei ministri riunito giovedì 9 settembre ha dato il via libera all’estensione del passaporto Covid per tre categorie di lavoratori, ma secondo diverse indiscrezioni il premier Mario Draghi è intenzionato a allargare ancora l’obbligo della Certificazione verde (qui tutto su come averlo e dove serve).

Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta spinge infatti per estendere l’obbligo anche a tutti i dipendenti pubblici. Probabile che questa del premier Draghi sia stata una mossa astuta soprattutto per prendere tempo e allentare anche il pressing di Salvini.

Da notare che la Lega ha votato a favore del provvedimento dopo aver ottenuto dal governo il voto favorevole ai suoi ordini del giorno e la garanzia che i temi caldi per il Carroccio, dalla validità dei tamponi salivari per il green pass alla loro gratuità, ma anche altre questioni come il rinvio delle cartelle esattoriali, siano inseriti in futuri provvedimenti.

Già la prossima settimana o al massimo tra due il governo potrebbe varare comunque un nuovo decreto che mira ad ampliare ulteriormente le attività per le quali sarà necessario essere in possesso del pass dall’inizio di ottobre quando, secondo i piani del Commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo, sarà vaccinato l’80% della popolazione sopra i 12 anni.

Prosegue intanto il confronto tra Confindustria e sindacati per l’obbligo di green pass nelle aziende private.

Green pass obbligatorio, le novità

Le tre categorie a cui viene esteso da subito l’obbligo del green pass sono:

  • personale esterno delle scuole
  • università
  • Rsa.

Ma vediamo cosa si legge nella bozza del nuovo dl già ribattezzato “decreto green pass”.

Green pass obbligatorio a scuola

Dal 10 ottobre e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, per tutelare la salute pubblica, chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative deve possedere ed è tenuto ad esibire il green pass.

Ciò significa che devono avere il passaporto Covid anche:

  • dipendenti delle ditte di pulizia
  • addetti alle mense
  • addetti ai lavori di manutenzione
  • chiunque eventualmente tenga corsi o incontri a scuola
  • genitori che dovessero entrare a scuola per qualunque motivo (prendere i figli o inserimento all’asilo).

Restano esclusi:

  • bambini, alunni e studenti
  • tutti i frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori
  • soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica.

I dirigenti scolastici e i responsabili di tutte le istituzioni scolastiche, educative sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni. Nel caso in cui l’accesso alle strutture sia motivato da ragioni di servizio o di lavoro, la verifica sul rispetto delle prescrizioni deve essere effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro.

Le stesse regole valgono anche per il personale scolastico dei:

  • servizi educativi per l’infanzia
  • corsi serali
  • centri provinciali per l’istruzione degli adulti (C.p.i.a.)
  • sistemi regionali di Istruzione e Formazione Professionale (IeF.P.)
  • sistemi regionali che realizzano i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (I.F.T.S.) Istituti Tecnici Superiori (I.T.S.).

Per chi non si dovesse adeguare alle nuove disposizioni in materia di certificato verde a scuola, scattano multe da 400 a 1.000 euro per il personale, anche esterno, che verrà trovato sprovvisto di green pass, e per i dirigenti responsabili dei controlli.

La mancanza di green pass è considerata assenza ingiustificata dal lavoro e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro viene sospeso, e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso.

Green pass obbligatorio in università

Anche qui dal 10 ottobre fino al 31 dicembre 2021, chiunque accede alle strutture appartenenti alle università e dell’alta formazione artistica musicale e coreutica, e alle altre istituzioni di alta formazione collegate alle università, deve possedere ed è tenuto a esibire il green pass.

Anche in questo caso per chi non si dovesse adeguare alle nuove disposizioni scattano multe da 400 a 1.000 euro per il personale, anche esterno, e stop alla retribuzione dopo 5 giorni.

Vaccino obbligatorio nelle Rsa

Per lavorare in una Rsa, e per svolgere a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa nelle strutture di ricovero per anziani, come anche il personale esterno, non basterà invece avere il green pass, ma sarà assolutamente necessario il vaccino. Quindi per queste categorie di lavoratori, come già per medici e infermieri, d’ora in poi vige l’obbligo vaccinale.

Chi non vorrà adeguarsi verrà sospeso dal lavoro e non percepirà alcuna retribuzione.

Dall’obbligo sono esclusi i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

Per tutti gli altri che vorranno sottrarsi alla vaccinazione si introduce dunque la sospensione della prestazione lavorativa, il che comporta che non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021.

Anche qui sanzioni da 400 a 1.000 euro per chi non rispettasse l’obbligo vaccinale, e multe anche ai datori di lavoro responsabili di dover vigilare attuando i controlli.

Green pass, cambia la durata di validità

Nel decreto trovano spazio anche altre novità: l’estensione della durata del green pass, la cui validità passa da 9 a 12 mesi, sia per chi ha fatto il ciclo vaccinale completo sia per chi ha fatto soltanto la prima dose avendo contratto il Covid nei mesi scorsi.

Resta invece di 6 mesi la durata del certificato per i guariti dal Covid che non si sono immunizzati.

OK ai test salivari

Via libera anche ai test salivari, che potranno ora essere utilizzati anche per ottenere il green pass.

Viene poi prorogata di 2 mesi la validità del provvedimento del governo che fissa prezzi calmierati per i tamponi rapidi nelle farmacie convenzionate (15 euro, anziché 22, per gli adulti e 8 euro dai 12 ai 18 anni, qui l’elenco delle farmacie convenzionate in tutta Italia).

Tampone obbligatorio nei pronto soccorso

Tra gli emendamenti approvati si prevede anche l’obbligo di tampone negativo, rapido o molecolare, oltre al green pass, per entrare nei pronto soccorso, salvo casi di oggettiva impossibilità dovuta all’urgenza, valutati dal personale sanitario.

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