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La Borsa del 7 aprile, Milano va in rosso dopo l’ultimatum di Trump: chiusura a -0,5%
Il rifiuto iraniano di una tregua e il blocco dello Stretto di Hormuz fanno salire petrolio e gas. La Bce pensa a rialzi dei tassi
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L'ultimatum di Trump all'Iran frena i listini
L'ultimatum lanciato dal presidente americano Donald Trump all'Iran pesa sui mercati finanziari europei, spingendo gli investitori alla cautela in attesa di capire come si evolverà la situazione in Medio Oriente. A Piazza Affari, il Ftse Mib ha chiuso la seduta in ribasso dello 0,47%, con gli operatori che tengono d'occhio la scadenza fissata da Trump per un possibile nuovo attacco alle infrastrutture civili di Teheran, prevista per le due di notte ora italiana.
Tra i titoli milanesi, spicca la performance positiva di StMicroelectronics (+4,21%), trascinata dai conti di Samsung Electronics che hanno evidenziato una domanda in crescita di chip per l'intelligenza artificiale. In netto contrasto, Leonardo crolla dell'8,05% dopo le indiscrezioni sulla possibile mancata conferma dell'amministratore delegato Roberto Cingolani. Cedimenti significativi anche per Stellantis (-3,89%).
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Le Borse europee guardano ai negoziati tra Usa e Iran e arrivano in rialzo al giro di boa di metà seduta, seppur sotto i massimi toccati in mattinata. Il Ftse Mib di Milano, dopo aver segnato un guadagno di oltre un punto percentuale, ora sale dello 0,5%. Bene anche Parigi (+0,6%), Madrid (+0,8%), Londra (+0,1%) e Amsterdam (+0,4%), sulla parità Francoforte.
Sull'azionario a Piazza Affari, Inwit è la migliore del listino a +6%. Bene anche St (+5,5%) in scia ai conti di Samsung e alle prospettive positive di vendite di chip per l'AI. Acquisti per Fincantieri (+2,5%), che beneficia da un lato della partnership negli Usa, dall'altro del rialzo del rating a Buy da Hold da parte di Jefferies. In coda Leonardo (-7,3%) sui rumor di stampa che vedrebbero l'addio dell'attuale ceo Roberto Cingolani.
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Giù Leonardo e Stellantis
Sul fronte opposto, Leonardo ha subito il calo più marcato, scendendo a 60 euro con una flessione del 3,63%. Anche Stellantis ha evidenziato una diminuzione significativa, aprendo a 6,395 euro (-2,81%). Diasorin ha perso l’1,52%, attestandosi a 60,72 euro, mentre Ferrari ha registrato un lieve ribasso dello 0,71%, con un valore di 293,40 euro. Infine, Amplifon ha aperto a 9,102 euro, segnando una variazione negativa più contenuta pari allo 0,42%.
Nome Valore Var % Leonardo 60,00 -3,63 Stellantis 6,395 -2,81 Diasorin 60,72 -1,52 Ferrari 293,40 -0,71 Amplifon 9,102 -0,42 Italgas 10,335 -0,34 Enel 9,736 -0,17 Recordati Ord 49,94 -0,12 Terna 10,025 -0,05 -
Salgono StM e Inwit
Nel corso della giornata di contrattazioni, Stmicroelectronics ha aperto a 30,025 euro, segnando un aumento del 3,25%. Anche Fincantieri ha mostrato un buon andamento, con un valore di 13,825 euro e una crescita del 2,41%. Inwit si è attestata a 7,335 euro, in rialzo del 2,02%, mentre Avio ha raggiunto i 36,61 euro con un incremento dell’1,84%. Più contenuto, ma comunque positivo, l’andamento di Nexi, che ha aperto a 3,346 euro con un progresso dell’1,33%.
Nome Valore Var % Stmicroelectronics 30,025 +3,25 Fincantieri 13,825 +2,41 Inwit 7,335 +2,02 Avio 36,61 +1,84 Nexi 3,346 +1,33 Eni 24,985 +1,22 Banco Bpm 12,17 +1,00 Saipem 4,065 +0,99 Campari 6,306 +0,96 Intesa Sanpaolo 5,37 +0,92 -
Come aprono i mercati
Questa mattina, la borsa di Londra ha aperto in rialzo dello 0,12%. A Parigi, invece, l’andamento è più sostenuto, con un progresso dello 0,45%. Anche Milano ha iniziato la giornata in leggero aumento, con un +0,34%.
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I titoli da osservare oggi
Sul listino milanese, gli investitori stanno tenendo d’occhio i titoli oil, in particolare Eni, dopo la visita della premier Giorgia Meloni in Arabia Saudita venerdì. L’Italia ha ribadito l’impegno delle sue principali aziende, tra cui il gigante energetico, a continuare a investire nella regione del Golfo.
Secondo fonti governative, è improbabile che all’ad di Leonardo, Roberto Cingolani, venga concesso un altro mandato alla scadenza di quello attuale, prevista per maggio. Cingolani avrebbe perso il favore del primo ministro Giorgia Meloni. Tra i possibili candidati alla guida di Leonardo figurano:
- Piergiorgio Folgiero, attuale amministratore delegato di Fincantieri;
- Stefano Donnarumma, ad delle Ferrovie dello Stato;
- Alessandro Ercolani, responsabile di Rheinmetall Italia;
- Lorenzo Mariani, manager di Leonardo.
Morgan Stanley ha rivisto al rialzo il target price su Prysmian da 75 a 95 euro, mentre ha abbassato il target price di Unicredit da 95,5 a 84 euro.
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Petrolio e gas in aumento
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Borse attese caute
Le borse europee sono attese in leggero rialzo (+0,02%) all’apertura della seduta odierna. Questo dopo che l’Iran ha respinto la proposta statunitense di riaprire lo Stretto di Hormuz e accettare un cessate il fuoco, che scadrà alle 20 ora di Washington. Questa é una condizione fondamentale per evitare l’azione minacciata dal presidente statunitense Donald Trump di “eliminare” Teheran. La proposta Usa, mediata dal Pakistan, prevedeva un cessate il fuoco immediato e la revoca del blocco dello Stretto, seguiti da colloqui su un accordo di pace più ampio entro 15-20 giorni.