Il costo della spesa in Italia, Vercelli risulta la provincia più cara con una media di 82,35 euro

L'andamento del costo medio dei prodotti alimentari e non, mese per mese: cosa è aumentato e cosa è diminuito.

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Redazione

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Nel mese più recente l’analisi dei prezzi rilevati mostra un quadro misto ma con elementi di forte discontinuità territoriale. Dai dati emergono prodotti ancora costosi sui banchi e servizi che registrano scarti estremi tra province: il prosciutto crudo arriva in media a circa 34,69 €/kg, il parmigiano reggiano si attesta sui 25,42 €/kg, mentre il pane fresco ha un prezzo medio nazionale intorno a 4,18 €/kg. Tra i prodotti ittici il prezzo medio delle alici fresche di pescata è di 9,41 €/kg e quello del salmone fresco di 20,56 €/kg.

I prodotti che sono aumentati di più (e quelli che sono diminuiti)

Le variazioni più evidenti riguardano soprattutto l’ortofrutta e alcune lavorazioni di servizi personali. Sul fronte degli aumenti troviamo, a livello nazionale, insalate e cicorie in netto rialzo: l’insalata lattuga cappuccia registra una crescita mensile rilevante (+10,3%) con prezzo medio nazionale di circa 2,88 €/kg; il cicorione da taglio sale di circa +9,1% (prezzo medio 2,40 €/kg) e la cicoria pan di zucchero di +7,5% (prezzo medio 2,84 €/kg). Anche cetrioli e alcune tipologie di zucchine mostrano aumenti significativi (+6÷7%).

Tra i cali più marcati spiccano diverse varietà di pesche: le pesche pasta gialla segnano un ribasso mensile intorno a -11,1% (prezzo medio 3,11 €/kg), seguite da altre tipologie di pesca con diminuzioni a doppia cifra in diverse province. In ambito animale, il petto di pollo evidenzia una diminuzione mensile (-1,99%) e i mitili/cozze fresche mostrano un calo moderato (-2,27%).

Di seguito la tabella interattiva mostra le principali variazioni mensili: per ogni tipologia di prodotto viene calcolata la media nazionale dei valori minimi, massimi e medi, insieme alla variazione percentuale rispetto al mese precedente.

 

 

 

Dove costa di più la spesa: la mappa delle province

Come noto, i prezzi dei prodotti, alimentari e non, variano in base alla regione e molto spesso provincia o comune di riferimento. Le differenze territoriali permettono di cogliere aspetti che i dati medi nazionali non riescono a evidenziare con la stessa chiarezza.

In questa tornata emergono scostamenti molto accentuati: Vercelli risulta la provincia con il prezzo medio più alto (82,35 €), un valore che la pone ben al di sopra della maggior parte del territorio; tra le province che hanno mostrato le variazioni mensili più forti troviamo Forlì‑Cesena (+85,3% sul mese) e Catanzaro (+70,7%), mentre Grosseto registra un calo medio provinciale molto marcato (-50,4%). Al contrario, alcune province del Sud e del Nord‑est risultano tra le più economiche: ad esempio Gorizia segnala un prezzo medio provinciale molto basso (5,93 €) e diverse province meridionali restano su livelli medi contenuti.

 

 

Il confronto tra province mostra anche come servizi e singoli prodotti possano determinare forti scostamenti: province turistiche o alpine (es. Bolzano, Treviso, Venezia) spesso riportano prezzi medi più alti, mentre aree con filiere corte o con maggiore offerta locale possono contenere i costi.

Nota metodologica: la classifica si basa sulla media dei prezzi min, max e medi dei principali prodotti rilevati, ponderata per categoria merceologica.

I prodotti con i prezzi più instabili sul territorio

La volatilità territoriale rimane un elemento chiave per interpretare il mercato dei consumi. Alcuni servizi mostrano dispersioni territoriali eccezionali: la corsa in taxi per l’aeroporto presenta la più alta deviazione territoriale (≈302%), con picchi a Vicenza (circa 159,69 €) e valori molto bassi in province come Parma (10,00 €). Anche analisi cliniche di base e prestazioni sanitarie private (analisi sangue, analisi urine) evidenziano scarti percentuali elevati tra province.

Anche nell’ortofrutta si osservano forti divari: i peperoni lunghi verdi e i pomodori datterini mostrano variazioni territoriali molto ampie (oltre il 60–120% di scostamento tra province più care e più economiche). I prodotti ittici come le vongole fresche e le alici hanno anch’essi ampia variabilità territoriale, riflettendo filiere locali e stagionalità.

Il nostro sistema calcola per ogni tipologia di bene la deviazione territoriale e mette in evidenza quanto il prezzo medio di una provincia si discosti dalla media nazionale: un indicatore utile per consumatori e operatori per comprendere dove conviene fare la spesa e quali prodotti sono soggetti a maggior rischio di oscillazione.

 

 

Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.